Mi accingo a scrivere il post di oggi, Giornata dedicata alla Commemorazione dei Defunti in ritardo, anzi quasi lo davo per perso, perché ho trovato il caricabatterie ‘morto’ , con tablet e smartphone fuori servizio. Per fortuna ho rimediato, acquistandone un altro. Un pensiero fin troppo facile, è che tutto ha una data di scadenza, cose e persone. La giornata merita una riflessione sulla vita e sulla morte. Mi viene in aiuto Sant’Agostino, con la celebre frase: “La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come se fossi nascosto nella stanza accanto…” attribuita a lui, ma in realtà si deve al canonico anglicano Henry Scott Holland (1847 – 1918) che la pronunciò nella cattedrale di St Paul a Londra nel 1910, in occasione della morte di Re Edoardo VII. L’equivoco non distoglie dall’interrogarsi. Per restare in ambito letterario, ‘giro la domanda ‘ a Foscolo e Leopardi. Per Ugo la morte h un doppio volto: il nulla eterno e una pace consoltrice. Giacomo ne parla nella Canzone Amore e Morte, come di “gemelli’ generati dal destino che entrambi donano all’uomo momenti di grandezza e di sofferenza. Nel privato mi chiedo spesso quale sarebbe il punto di vista dei miei cari defunti al riguardo, quelli mancati da molti anni e anche di recente. Per quanto e come li ho conosciuti, li immagino appagati di esserci stati, serenamente entrati in una nuova dimensione dove ci attendono. Preferisco gli ‘altarini’ domestici, piuttosto che le tombe tirate a lucido in cimitero per la ricorrenza odierna. Termino con il pensiero di Serena Takdeer (aforista e poetessa italiana) giunto con i saluti stamattina: E mi piace pensare che un soffiio di vento all’improvviso sia la carezza di chi non è più tra noi.
