Felicità secondo Tolstoj

Ho la fortuna di contare su buoni contatti, che mi trasmettono non solo immagini carine ma anche pensieri rigeneranti, come quello di Lev Tolstoj che si augurava Una vita tranquilla, appartata…un lavoro che si spera possa essere di una qualche utilità; e poi riposo, natura, libri, musica, amore per il prossimo. Questa l’idea di felicità del grande scrittore che condivido. Credo di essere in difetto per quanto riguarda l’amore per il prossimo, trattenuta anche dagli effetti collaterali della pandemia. Vedrò come metterci una pezza. Però per quanto riguarda riposo – natura – libri sono assolutamente d’accordo. Ad esempio ieri mi sono concessa una passeggiata di circa 5000 passi con mio figlio tra sentieri paesani pressoché da me inesplorati. Era un bel pomeriggio di sole, calzavo scarponi adeguati e indossavo un comodo giaccone che era quasi eccessivo per la temperatura mite. Durante il percorso tra strada asfaltata e viottoli ho avuto il piacere di ammirare dei bucaneve, una robusta pianta di mimosa appoggiata a un muretto e lungo un torrentello ho riconosciuto diverse calle di fosso, ora senza fiore che esibiranno con la bella stagione. La calla è una pianta che amo particolarmente, tanto che l’ho messa in copertina della mia prima raccolta di poesie Cocktail di Poesie, opera risalente al 2008. Volendo portare a casa un souvenir della passeggiata, ho messo in tasca con cautela dei fili di erba cipollina che mio figlio ha strappato di malavoglia su mia richiesta. Il suo pensiero è che ogni vegetale deve restare al suo posto… sì, però un ricordino mi consentirà di godere degli effetti collaterali dell’uscita, per me innovativa. I fiori rimangono la mia attrazione principale, ma confesso che anche l’udito si è affinato, prestando l’orecchio al canto di qualche uccellino. Potrebbe scapparci una poesia. Un diversivo a costo zero, benedetto dal grande Tolstoj che se ne intendeva.

Alberi e Salute

21 novembre, Festa della Madonna della Salute e Giornata Nazionale degli Alberi, due ricorrenze a mio dire conciliabili, dato che l’albero della vita è simbolo di nascita e rinascita. In psicologia, l’albero disegnato diventa la proiezione del bambino che lo disegna: la parte inferiore simboleggia la parte inconscia, quella superiore l’espressione dell’io verso il mondo esterno. Quindi l’albero costituisce un’immagine universale, presente in pittura e in molte altre espressioni artistiche. L’amico pittore Renato Zanini ha dedicato molti dipinti agli amici alberi. Allego a questo post la sua opera Il principe splendente, olio su tavola. Ricordo che un collega di Scienze, i primi giorni di scuola proponeva agli alunni di prima media di disegnare un albero, su cui lui faceva poi le sue considerazioni. Anche nelle schede da completare durante l’accoglienza figurava il soggetto albero, per favorire una descrizione della personalità. Io abito in via dei tigli, pianta cara al Parini e la coincidenza non mi dispiace affatto. L’albero è legato alla salute, bene primario in condivisione con la libertà, a mio parere, perché se uno è limitato nel suo agire non può stare bene, anche se in buona salute. La festa della Madonna della Salute che cade oggi, e’ una festa religiosa istituita dalla Repubblica Veneta come voto per debellare la peste (dichiarata debellata il 21.11.1631), tutt’ora celebrata a Venezia e altrove. Come nel paese vicino di Cavaso del Tomba dove da qualche giorno ci sono le giostre. Siccome la chiesa di Caniezza è in corso di ristrutturazione, le celebrazioni religiose avvengono in quella alla Parrocchia dove è stata trasferita la statua della Madonna. Per non smentire il mio passato scolastico, ricordo che durante l’ora di Cittadinanza nominavo spesso l’articolo 32 della Costituzione della Repubblica Italiana, dedicato proprio alla Salute, bene individuale e collettivo. Dopo il travagliato periodo della pandemia, è il caso di tutelare con grande accortezza questo bene primario, alla base delle relazioni interpersonali. Perciò Salute e Saluti a tutti!

Omaggio alle terme

Un servizio in coda al telegiornale mi porta stamattina a Pompei, che visitai durante la gita scolastica della seconda Liceo Classico, mezzo secolo fa! Il sito archeologico conta 15.000 persone in visita al giorno ed è un autentico Museo a cielo aperto. Delle circa 1000 unità visitabili, sono precluse al pubblico le Terme, rimaste come allora dove entrano le telecamere per la gioia dei telespettatori: splendidi i marmi del pavimento e le decorazioni che ci consentono un viaggio di 2000 anni nel cuore di Pompei, sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 74 d.C. In qualche cassetto conservo le cartoline che acquistai allora, durante l’uscita scolastica più interessante del quinquennio, effettuata in treno con i miei compagni di classe: lunga ed estenuante, ma impressa nella memoria. Ricordo anche le scorpacciate di pesce e le viste spettacolari dal mare di Napoli. La parola che fa da ponte tra ieri e oggi è “Terme”, luogo mitico apprezzato dai Romani e considerato dai contemporanei come luogo di benessere. Lo testimonio anch’io, che non sono una habitué ma che anni fa ho fatto dei cicli di aerosolterapia per il recupero della voce alle Terme di Bibione. Con l’occasione ho frequentato pure la spa che si trova dentro lo stabilimento, con grande soddisfazione. Spero di tornarci almeno una volta, entro la fine dell’estate. L’acqua mineralizzata è la protagonista di questo luogo magico, dove si cerca il benessere del corpo attraverso le varie cure offerte, facendosi avvolgere dal clima che favorisce anche gli altri sensi, vista e olfatto soprattutto. Molto curato l’angolo ombroso interposto tra le strutture, con possibilità di gustare una mostra pittorica nei pressi della piscina. Ecco, le Terme rimangono il luogo dove andrei in ferie a occhi chiusi. Provare per credere.

Post esperenziale

Oggi uscita liberatoria in Val Canali, poi su a san Martino di Castrozza a goderci le Pale di San Martino in buona compagnia di Lucia, Gianni e Alessio. Prima fermata al laghetto Welsperg, dove i polmoni si dilatano, le narici si inebriano dei profumi del sottobosco e gli occhi godono dell’artigianato ligneo, nonché del panorama. Inevitabile immortalare, anche se le cime sono offuscate e prevalgono altri soggetti: fiori, laghetti, paperette, manufatti grandi e piccoli di legno. La temperatura è clemente, anzi diciamo deliziosa: 23 gradi percepiti quassù, contro i 36 percepiti dalla base, cioè da casa. Passeggiare è un piacere, anche per una pigrona come me. Prima di pranzo, il profumo della carne alla griglia stuzzica il palato, tanto che poi sedersi a tavola è un piacere. Il menù prevede: piatto tipico (polenta, salsiccia e tosela), canederli, tagliere di formaggi con mostarde di accompagnamento, patate arrosto, insalata mista, coppa amaretto che da sola si meriterebbe un encomio. Il tutto innaffiato da cabernet e… acqua per gli astemi. Dopo il lauto pranzo, imbastisco a quattro mani con Lucia il post “sensoriale” di oggi. Tra verde e profumi, ci stiamo rilassando che quasi ci concediamo un riposino sull’erba. L’uscita non si conclude qui, perché ci saranno gli extra durante il ritorno. Intanto condivido coi lettori questo “laboratorio esperienziale”, augurandovi buon pomeriggio!

Tra vita e lavoro

Ristorazione e Agricoltura: mancano i giovani. 243.000 posti di lavoro persi nel corso degli ultimi mesi. Molti si sono trovati un’altra attività, ma non è un fenomeno solo nazionale. Nel Regno Unito lo chiamano Work life balance (equilibrio tra vita e lavoro). Il nodo principale è la formazione. Infatti questo è l’allarme degli imprenditori: mancano la formazione e l’educazione agro-alimentare. Beh, è un problema notevole, in una nazione famosa anche per la sua cucina. Tempo addietro, mi risulta che a un candidato cameriere in un ristorante della zona offrissero 5 (cinque) euro l’ora, che non commento. Del resto l’Italia è uno dei dieci Paesi europei dove non è previsto il salario minimo, che invece è adottato in altri 21 (ventuno), come da lettura dell’articolo a pag. 10 del Corriere odierno, intitolato: l’Europa verso il salario minimo. Fissa i criteri, ma non l’obbligo. Tempo due anni per verificare se la proposta prenderà piede e darà frutti. Nel mentre, però che faranno i giovani – e meno giovani – in cerca di lavoro? Andranno all’estero, dove sembra che ‘L’erba del vicino è sempre più verde’? Vivranno sulle spalle dei genitori anche oltre i trent’anni? Cadranno in depressione e/o diventeranno aggressivi e violenti? Mi sforzo di vedere il bicchiere mezzo pieno, ma percepisco un aumento considerevole delle problematiche. Dopo tanti lavori precari, da un paio d’anni mio figlio 33enne lavora come istruttore in palestra, secondo un contratto di collaborazione che però non prevede ferie e altre opportunità. Salvo aprire una partita iva, al momento impensabile per i costi connessi. Sì è allenato e ha un fisico prestante. Vive fuori casa dallo scorso ottobre. Quando gli ho chiesto dove andrà in ferie ad agosto, palestra chiusa, mi ha risposto “Non posso permettermelo”. Risposta saggia, permeata di malinconia.

Tra Arte e Natura

Oggi 5 giugno Giornata Mondiale dell’Ambiente. È stata celebrata la prima volta nel 1974 con lo slogan Only One Earth (una sola Terra), per promuovere una seria tutela ambientale e comportamenti virtuosi anche nelle azioni quotidiane. Tanti i temi su cui focalizzarsi e basta un click per verificare. Io resto nel mio ambito e accenno a ciò che ho intorno: distante un paio di chilometri da Castelcucco dove abito, è iniziato ieri il primo di tre weekend dedicati a “Le vie della bellezza tra Arte e Natura”, suggestivo percorso artistico nel borgo spettacolare di Castelcies, a Cavaso del Tomba. Il titolo dell’evento racchiude e anticipa la sorpresa che il visitatore raccoglierà a piene mani: bellezza gratis a profusione, offerta dall’ambiente naturale e dall’interpretazione artistica, declinata a vari livelli. Nel modesto spazio di casa mia, osservo e interpreto ciò che ho sotto gli occhi: ogni mattina una sorpresa, un laboratorio esperienziale che mi conferma essere la creazione opera divina, dataci in concessione per goderne, con l’impegno di preservarla e non alterarla. La pergola di Glicine è la struttura più accogliente per le mie riflessioni, ma è il tronco aggrovigliato della pianta che trovo illuminante: da un coacervo di rami variamente intrecciati si è sviluppata una copertura foliare armonica, da cui pendono grappoli di fiori color lilla, dal profumo inebriante: una metafora della vita, un percorso travagliato della linfa vitale che sale a fatica verso l’alto, per ricordarci da dove veniamo e dove siamo diretti. Una riflessione semplice che mi fa sentire parte di un Tutto, orgogliosa di esserci, nella consapevolezza che lo scambio è reciproco.

La buona scuola

Oggi replico in quarta e terza elementare l’esperienza fatta la scorsa settimana nelle classi seconda, prima e quinta: un’altra soddisfazione, grazie alla predisposizione degli alunni e alla cura delle maestre, che alla fine mi regalano anche una calla gialla per ‘L’incontro con l’autore’, effettuato nelle classi della scuola elementare di Castelcucco dove risiedo. Per me è stato un vero piacere intrattenermi con gli scolari: sensibili, attenti, creativi. In quarta, dopo la lettura delle mie poesie dedicate ai gatti e alcuni interventi, moderati con garbo dalle maestre Elisa e Maria, gli allievi si sono trasformati in…produttori di poesia, dedicate rispettivamente a: Il criceto Polpetta, I nostri animali, Reginaldo il cavallo, Tito e Pepe, Un cane simpaticissimo, Il gatto Prosecco, Il coniglietto Macchia, Il cane Doberman. Otto lavori di gruppo che hanno coinvolto la classe di 24 alunni (assenti esclusi), comprensiva di cinque macedoni bene integrati: Amir, Raihan, Leon, Ageria e Mislima. La bionda Benedetta mi parla del cane Argo e scopro che è la nipote della mia amica e coetanea Norina… mentre Leonardo è il figlio del sindaco Adriano Torresan che in terza ha il fratello Francesco. Qui sono in 18, con maestra prevalente Laura (di cui ho avuto alle medie la brava figlia Martina), coadiuvata dalla maestra Valentina, amica di una giovane collega scrittrice con cui ho condiviso di recente un Concorso Letterario (segno che la letteratura unisce). Dopo le presentazioni leggo la mia poesia ‘Voci del mare’, su cui i volenterosi alunni elaborano un disegno, mentre la lavagna luminosa diffonde immagini e note del brano ‘Le Onde’, del pianista Ludovico Einaudi, un mix ideale tra poesia-pittura-musica. Prima del congedo, la gentile maestra Laura (che lavora sulla gentilezza) mi chiede una dedica da fare alla classe dei giovani e promettenti artisti, che mi lusinga. Non immaginavo che il mio lavoro mi avrebbe regalato queste soddisfazioni postume (da pensionata). Non so come ho seminato, ma il terreno di Castelcucco deve essere fecondo e la scuola è DOVE I GERMOGLI DIVENTANO FIORI (titolo del mio ultimo libro, reperibile in Municipio e in Cartoleria)

Forze dell’Ordine

La Polizia di Stato ha celebrato ieri, martedì 12 aprile, il 170esimo Anniversario della sua fondazione. Nella Scuola Allievi Agenti di Piacenza sono stati premiati sei poliziotti. Gli “Esempi Civili” sono parecchi, uomini e donne che si sono spesi per proteggere la comunità, a rischio della loro stessa vita. Mi ha sempre affascinato la divisa, se fossi nata maschio (e avessi avuto le doti richieste) ci avrei fatto un pensierino. Da bambina consideravo i Carabinieri una sorta di angeli custodi, al servizio di grandi e piccoli problemi; da grande la considerazione non è cambiata. L’ attualità offre occasioni per valutare l’importanza del servizio di chiunque svolga un lavoro nell’ambito della protezione dei cittadini e di come operi in situazioni spesso di emergenza e su organico carente. Mi ha particolarmente colpito la vicenda della giovane vedova di un poliziotto, a sua volta entrata nell’Arma per ricalcare le orme del marito. La medaglia è stata appuntata al petto del figlioletto, di circa sei anni. Mi sono chiesta quanto condizionerà la sua vita l’onoreficenza del padre, assegnata a lui. Facile pensare che diventerà a sua volta un tutore dell’ordine, anche se non è scontato. Di sicuro, pur privato del padre, avrà il sostegno della sua eredità morale che gli farà da scudo nelle avversità. Per dire che le buone azioni e i comportamenti retti ripagano sempre, anche se la vita è stata breve. D’altronde è ciò che sostenevano i filosofi antichi, che qualcuno seduto in alto farebbe bene ad andare a rivedere. Se mai li ha conosciuti. Più il tempo scorre e più mi persuado che il benessere non deriva dall’opulenza e neanche dallo strapotere, perché siamo tutti di passaggio. Lo sosteneva anche Giovanni Verga nella famosa novella La Roba (pubblicata la prima volta nel 1880). Possibile che la buona cultura non abbia radicato dove fa freddo? Vorrei tanto essere contraddetta!

Indispensabile acqua

Pensavo di riservare il post odierno al MicioDay che Milano riserva all’affascinante felino che amo tanto. Invece cambio idea, dopo che sento e vedo quanto mi trasmette la trasmissione MI MANDA RAITRE alle nove di questa domenica su Rai 3, mentre faccio colazione. Il titolo cattura l’attenzione: PIOVE SUL BAGNATO? Argomento: la siccità, ma anche lo spreco d’acqua. Appare la foto di un carro armato della seconda guerra mondiale…restituito dal Po in secca! L’inverno appena passato è stato uno dei più secchi degli ultimi 65 anni. Il livello idrometrico dei fiumi al rilievo attuale è pari a quello di agosto. Le falde acquifere sono in sofferenza. Non è nevicato e non è piovuto quanto necessitava. Le aziende agricole e di allevamento lottano per sopravvivere. Un giovane agronomo fa vedere una pianta di pero nella fase di attecchimento – la più delicata – che evidenzia segni di sofferenza. Dobbiamo aspettarci aumenti dei prodotti agroalimentari. “Dobbiamo passare da consumatori a cittadini”, dice un ospite intervistato, evitando gli sprechi e colmare le perdite. Un altro si allarga profetico a temere che la prossima guerra sarà sull’acqua! Risaputo che sia un elemento essenziale per la vita, basta pensare da cosa siamo fatti e da dove veniamo. Per sollevare il morale penso alla nascita di Venere nel celebre dipinto del Botticelli. Non solo: al Cantico delle Creature di San Francesco con i versi dedicati all’acqua, alle poesie che contengono questo elemento prezioso per la vita, al battesimo che lo esalta, alla musica prodotta dal torrente e dalla cascata…ma anche alla danza della pioggia degli indiani d’America attorno al fuoco, per ingraziarsi il dono prezioso. Ecco, il Cielo, quello con la c maiuscola può fare il miracolo. Faremo bene a tenercelo stretto. Senza sprecare una goccia.

Protagonista il Veneto

Senza volerlo, ultimamente prendo spunto per i miei spot da trasmissioni televisive. Linea verde è in onda di domenica alle 12.30 su Rai1. Erica mi aveva informato che il 20 febbraio la puntata sarebbe stata dedicata al Veneto. Mi trovo in cucina al momento giusto (di solito molto più tardi) per non perdere il servizio, che mi godo dall’inizio alla fine. Lucia mi telefona per ricordarmelo. Sarebbe stato un peccato perdere la puntata che reputo di alto livello, passando da Valdobbiadene a Possagno, Bassano, Rosà, Roncade…in un crescendo di panorami e informazioni mai pedanti, grazie al tipo di format e alla narrazione gradevole di Beppe Convertini. Dico la verità: mi sono inorgoglita di abitare in una regione tanto interessante e bella. Ho delle amiche che abitano a Valdobbiadene, dove vado ogni tanto con piacere; ho abitato per circa trent’anni a Possagno, frequentando con riverenza la Gipsoteca del Canova; liceo classico a Bassano, con amica del cuore a Rosà…non conosco Roncade, ma la tengo presente per prossime uscite e magari poter degustare le specialità di un pluripremiato chef. Mi sono emozionata nel vedere alla luce dorata del crepuscolo il Tempio, dove portavo in passeggiata mio figlio bambino, ma anche le colline del prosecco e del cartizze, la fattoria sociale dove ragazzi diversamente abili fanno miracoli, lo staff tutto in rosa del caseificio dove lo stracchino viene incartato ancora a mano (per non danneggiarlo), la distilleria che lavora le drupe e produce il pruglolo gentile. Una regione dove Arte e Impresa si danno la mano e la Letteratura conta nomi importanti, tra cui Giovanni Comisso, noto scrittore, autore di un’opera che ignoravo: Veneto Felice, che racchiude nel titolo le risorse della regione, abitata da 4.858.091 persone (al 30.11.2021), me compresa. Onorata e contenta.