Omaggio alle terme

Un servizio in coda al telegiornale mi porta stamattina a Pompei, che visitai durante la gita scolastica della seconda Liceo Classico, mezzo secolo fa! Il sito archeologico conta 15.000 persone in visita al giorno ed è un autentico Museo a cielo aperto. Delle circa 1000 unità visitabili, sono precluse al pubblico le Terme, rimaste come allora dove entrano le telecamere per la gioia dei telespettatori: splendidi i marmi del pavimento e le decorazioni che ci consentono un viaggio di 2000 anni nel cuore di Pompei, sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 74 d.C. In qualche cassetto conservo le cartoline che acquistai allora, durante l’uscita scolastica più interessante del quinquennio, effettuata in treno con i miei compagni di classe: lunga ed estenuante, ma impressa nella memoria. Ricordo anche le scorpacciate di pesce e le viste spettacolari dal mare di Napoli. La parola che fa da ponte tra ieri e oggi è “Terme”, luogo mitico apprezzato dai Romani e considerato dai contemporanei come luogo di benessere. Lo testimonio anch’io, che non sono una habitué ma che anni fa ho fatto dei cicli di aerosolterapia per il recupero della voce alle Terme di Bibione. Con l’occasione ho frequentato pure la spa che si trova dentro lo stabilimento, con grande soddisfazione. Spero di tornarci almeno una volta, entro la fine dell’estate. L’acqua mineralizzata è la protagonista di questo luogo magico, dove si cerca il benessere del corpo attraverso le varie cure offerte, facendosi avvolgere dal clima che favorisce anche gli altri sensi, vista e olfatto soprattutto. Molto curato l’angolo ombroso interposto tra le strutture, con possibilità di gustare una mostra pittorica nei pressi della piscina. Ecco, le Terme rimangono il luogo dove andrei in ferie a occhi chiusi. Provare per credere.

Post esperenziale

Oggi uscita liberatoria in Val Canali, poi su a san Martino di Castrozza a goderci le Pale di San Martino in buona compagnia di Lucia, Gianni e Alessio. Prima fermata al laghetto Welsperg, dove i polmoni si dilatano, le narici si inebriano dei profumi del sottobosco e gli occhi godono dell’artigianato ligneo, nonché del panorama. Inevitabile immortalare, anche se le cime sono offuscate e prevalgono altri soggetti: fiori, laghetti, paperette, manufatti grandi e piccoli di legno. La temperatura è clemente, anzi diciamo deliziosa: 23 gradi percepiti quassù, contro i 36 percepiti dalla base, cioè da casa. Passeggiare è un piacere, anche per una pigrona come me. Prima di pranzo, il profumo della carne alla griglia stuzzica il palato, tanto che poi sedersi a tavola è un piacere. Il menù prevede: piatto tipico (polenta, salsiccia e tosela), canederli, tagliere di formaggi con mostarde di accompagnamento, patate arrosto, insalata mista, coppa amaretto che da sola si meriterebbe un encomio. Il tutto innaffiato da cabernet e… acqua per gli astemi. Dopo il lauto pranzo, imbastisco a quattro mani con Lucia il post “sensoriale” di oggi. Tra verde e profumi, ci stiamo rilassando che quasi ci concediamo un riposino sull’erba. L’uscita non si conclude qui, perché ci saranno gli extra durante il ritorno. Intanto condivido coi lettori questo “laboratorio esperienziale”, augurandovi buon pomeriggio!

Tra vita e lavoro

Ristorazione e Agricoltura: mancano i giovani. 243.000 posti di lavoro persi nel corso degli ultimi mesi. Molti si sono trovati un’altra attività, ma non è un fenomeno solo nazionale. Nel Regno Unito lo chiamano Work life balance (equilibrio tra vita e lavoro). Il nodo principale è la formazione. Infatti questo è l’allarme degli imprenditori: mancano la formazione e l’educazione agro-alimentare. Beh, è un problema notevole, in una nazione famosa anche per la sua cucina. Tempo addietro, mi risulta che a un candidato cameriere in un ristorante della zona offrissero 5 (cinque) euro l’ora, che non commento. Del resto l’Italia è uno dei dieci Paesi europei dove non è previsto il salario minimo, che invece è adottato in altri 21 (ventuno), come da lettura dell’articolo a pag. 10 del Corriere odierno, intitolato: l’Europa verso il salario minimo. Fissa i criteri, ma non l’obbligo. Tempo due anni per verificare se la proposta prenderà piede e darà frutti. Nel mentre, però che faranno i giovani – e meno giovani – in cerca di lavoro? Andranno all’estero, dove sembra che ‘L’erba del vicino è sempre più verde’? Vivranno sulle spalle dei genitori anche oltre i trent’anni? Cadranno in depressione e/o diventeranno aggressivi e violenti? Mi sforzo di vedere il bicchiere mezzo pieno, ma percepisco un aumento considerevole delle problematiche. Dopo tanti lavori precari, da un paio d’anni mio figlio 33enne lavora come istruttore in palestra, secondo un contratto di collaborazione che però non prevede ferie e altre opportunità. Salvo aprire una partita iva, al momento impensabile per i costi connessi. Sì è allenato e ha un fisico prestante. Vive fuori casa dallo scorso ottobre. Quando gli ho chiesto dove andrà in ferie ad agosto, palestra chiusa, mi ha risposto “Non posso permettermelo”. Risposta saggia, permeata di malinconia.

Tra Arte e Natura

Oggi 5 giugno Giornata Mondiale dell’Ambiente. È stata celebrata la prima volta nel 1974 con lo slogan Only One Earth (una sola Terra), per promuovere una seria tutela ambientale e comportamenti virtuosi anche nelle azioni quotidiane. Tanti i temi su cui focalizzarsi e basta un click per verificare. Io resto nel mio ambito e accenno a ciò che ho intorno: distante un paio di chilometri da Castelcucco dove abito, è iniziato ieri il primo di tre weekend dedicati a “Le vie della bellezza tra Arte e Natura”, suggestivo percorso artistico nel borgo spettacolare di Castelcies, a Cavaso del Tomba. Il titolo dell’evento racchiude e anticipa la sorpresa che il visitatore raccoglierà a piene mani: bellezza gratis a profusione, offerta dall’ambiente naturale e dall’interpretazione artistica, declinata a vari livelli. Nel modesto spazio di casa mia, osservo e interpreto ciò che ho sotto gli occhi: ogni mattina una sorpresa, un laboratorio esperienziale che mi conferma essere la creazione opera divina, dataci in concessione per goderne, con l’impegno di preservarla e non alterarla. La pergola di Glicine è la struttura più accogliente per le mie riflessioni, ma è il tronco aggrovigliato della pianta che trovo illuminante: da un coacervo di rami variamente intrecciati si è sviluppata una copertura foliare armonica, da cui pendono grappoli di fiori color lilla, dal profumo inebriante: una metafora della vita, un percorso travagliato della linfa vitale che sale a fatica verso l’alto, per ricordarci da dove veniamo e dove siamo diretti. Una riflessione semplice che mi fa sentire parte di un Tutto, orgogliosa di esserci, nella consapevolezza che lo scambio è reciproco.

La buona scuola

Oggi replico in quarta e terza elementare l’esperienza fatta la scorsa settimana nelle classi seconda, prima e quinta: un’altra soddisfazione, grazie alla predisposizione degli alunni e alla cura delle maestre, che alla fine mi regalano anche una calla gialla per ‘L’incontro con l’autore’, effettuato nelle classi della scuola elementare di Castelcucco dove risiedo. Per me è stato un vero piacere intrattenermi con gli scolari: sensibili, attenti, creativi. In quarta, dopo la lettura delle mie poesie dedicate ai gatti e alcuni interventi, moderati con garbo dalle maestre Elisa e Maria, gli allievi si sono trasformati in…produttori di poesia, dedicate rispettivamente a: Il criceto Polpetta, I nostri animali, Reginaldo il cavallo, Tito e Pepe, Un cane simpaticissimo, Il gatto Prosecco, Il coniglietto Macchia, Il cane Doberman. Otto lavori di gruppo che hanno coinvolto la classe di 24 alunni (assenti esclusi), comprensiva di cinque macedoni bene integrati: Amir, Raihan, Leon, Ageria e Mislima. La bionda Benedetta mi parla del cane Argo e scopro che è la nipote della mia amica e coetanea Norina… mentre Leonardo è il figlio del sindaco Adriano Torresan che in terza ha il fratello Francesco. Qui sono in 18, con maestra prevalente Laura (di cui ho avuto alle medie la brava figlia Martina), coadiuvata dalla maestra Valentina, amica di una giovane collega scrittrice con cui ho condiviso di recente un Concorso Letterario (segno che la letteratura unisce). Dopo le presentazioni leggo la mia poesia ‘Voci del mare’, su cui i volenterosi alunni elaborano un disegno, mentre la lavagna luminosa diffonde immagini e note del brano ‘Le Onde’, del pianista Ludovico Einaudi, un mix ideale tra poesia-pittura-musica. Prima del congedo, la gentile maestra Laura (che lavora sulla gentilezza) mi chiede una dedica da fare alla classe dei giovani e promettenti artisti, che mi lusinga. Non immaginavo che il mio lavoro mi avrebbe regalato queste soddisfazioni postume (da pensionata). Non so come ho seminato, ma il terreno di Castelcucco deve essere fecondo e la scuola è DOVE I GERMOGLI DIVENTANO FIORI (titolo del mio ultimo libro, reperibile in Municipio e in Cartoleria)

Forze dell’Ordine

La Polizia di Stato ha celebrato ieri, martedì 12 aprile, il 170esimo Anniversario della sua fondazione. Nella Scuola Allievi Agenti di Piacenza sono stati premiati sei poliziotti. Gli “Esempi Civili” sono parecchi, uomini e donne che si sono spesi per proteggere la comunità, a rischio della loro stessa vita. Mi ha sempre affascinato la divisa, se fossi nata maschio (e avessi avuto le doti richieste) ci avrei fatto un pensierino. Da bambina consideravo i Carabinieri una sorta di angeli custodi, al servizio di grandi e piccoli problemi; da grande la considerazione non è cambiata. L’ attualità offre occasioni per valutare l’importanza del servizio di chiunque svolga un lavoro nell’ambito della protezione dei cittadini e di come operi in situazioni spesso di emergenza e su organico carente. Mi ha particolarmente colpito la vicenda della giovane vedova di un poliziotto, a sua volta entrata nell’Arma per ricalcare le orme del marito. La medaglia è stata appuntata al petto del figlioletto, di circa sei anni. Mi sono chiesta quanto condizionerà la sua vita l’onoreficenza del padre, assegnata a lui. Facile pensare che diventerà a sua volta un tutore dell’ordine, anche se non è scontato. Di sicuro, pur privato del padre, avrà il sostegno della sua eredità morale che gli farà da scudo nelle avversità. Per dire che le buone azioni e i comportamenti retti ripagano sempre, anche se la vita è stata breve. D’altronde è ciò che sostenevano i filosofi antichi, che qualcuno seduto in alto farebbe bene ad andare a rivedere. Se mai li ha conosciuti. Più il tempo scorre e più mi persuado che il benessere non deriva dall’opulenza e neanche dallo strapotere, perché siamo tutti di passaggio. Lo sosteneva anche Giovanni Verga nella famosa novella La Roba (pubblicata la prima volta nel 1880). Possibile che la buona cultura non abbia radicato dove fa freddo? Vorrei tanto essere contraddetta!

Indispensabile acqua

Pensavo di riservare il post odierno al MicioDay che Milano riserva all’affascinante felino che amo tanto. Invece cambio idea, dopo che sento e vedo quanto mi trasmette la trasmissione MI MANDA RAITRE alle nove di questa domenica su Rai 3, mentre faccio colazione. Il titolo cattura l’attenzione: PIOVE SUL BAGNATO? Argomento: la siccità, ma anche lo spreco d’acqua. Appare la foto di un carro armato della seconda guerra mondiale…restituito dal Po in secca! L’inverno appena passato è stato uno dei più secchi degli ultimi 65 anni. Il livello idrometrico dei fiumi al rilievo attuale è pari a quello di agosto. Le falde acquifere sono in sofferenza. Non è nevicato e non è piovuto quanto necessitava. Le aziende agricole e di allevamento lottano per sopravvivere. Un giovane agronomo fa vedere una pianta di pero nella fase di attecchimento – la più delicata – che evidenzia segni di sofferenza. Dobbiamo aspettarci aumenti dei prodotti agroalimentari. “Dobbiamo passare da consumatori a cittadini”, dice un ospite intervistato, evitando gli sprechi e colmare le perdite. Un altro si allarga profetico a temere che la prossima guerra sarà sull’acqua! Risaputo che sia un elemento essenziale per la vita, basta pensare da cosa siamo fatti e da dove veniamo. Per sollevare il morale penso alla nascita di Venere nel celebre dipinto del Botticelli. Non solo: al Cantico delle Creature di San Francesco con i versi dedicati all’acqua, alle poesie che contengono questo elemento prezioso per la vita, al battesimo che lo esalta, alla musica prodotta dal torrente e dalla cascata…ma anche alla danza della pioggia degli indiani d’America attorno al fuoco, per ingraziarsi il dono prezioso. Ecco, il Cielo, quello con la c maiuscola può fare il miracolo. Faremo bene a tenercelo stretto. Senza sprecare una goccia.

Protagonista il Veneto

Senza volerlo, ultimamente prendo spunto per i miei spot da trasmissioni televisive. Linea verde è in onda di domenica alle 12.30 su Rai1. Erica mi aveva informato che il 20 febbraio la puntata sarebbe stata dedicata al Veneto. Mi trovo in cucina al momento giusto (di solito molto più tardi) per non perdere il servizio, che mi godo dall’inizio alla fine. Lucia mi telefona per ricordarmelo. Sarebbe stato un peccato perdere la puntata che reputo di alto livello, passando da Valdobbiadene a Possagno, Bassano, Rosà, Roncade…in un crescendo di panorami e informazioni mai pedanti, grazie al tipo di format e alla narrazione gradevole di Beppe Convertini. Dico la verità: mi sono inorgoglita di abitare in una regione tanto interessante e bella. Ho delle amiche che abitano a Valdobbiadene, dove vado ogni tanto con piacere; ho abitato per circa trent’anni a Possagno, frequentando con riverenza la Gipsoteca del Canova; liceo classico a Bassano, con amica del cuore a Rosà…non conosco Roncade, ma la tengo presente per prossime uscite e magari poter degustare le specialità di un pluripremiato chef. Mi sono emozionata nel vedere alla luce dorata del crepuscolo il Tempio, dove portavo in passeggiata mio figlio bambino, ma anche le colline del prosecco e del cartizze, la fattoria sociale dove ragazzi diversamente abili fanno miracoli, lo staff tutto in rosa del caseificio dove lo stracchino viene incartato ancora a mano (per non danneggiarlo), la distilleria che lavora le drupe e produce il pruglolo gentile. Una regione dove Arte e Impresa si danno la mano e la Letteratura conta nomi importanti, tra cui Giovanni Comisso, noto scrittore, autore di un’opera che ignoravo: Veneto Felice, che racchiude nel titolo le risorse della regione, abitata da 4.858.091 persone (al 30.11.2021), me compresa. Onorata e contenta.

Mare e infinito

Stamattina Paola mi ha mandato una suggestiva foto dal mare: lei da ragazza abitava a Bassano dove io sono ricoverata. Poi per amore è approdata in Israele. Eravamo compagne di classe al Liceo Classico G.B. Brocchi, negli Anni Settanta. Per gli incroci della vita, adesso siamo diventate amiche, anche di penna (digitale). La foto è stata scattata a 30 km da Nazaret dove lei abita: fa vedere un presumibile gabbiano in primo piano che guarda il mare nostrum, ovverosia il Mediterraneo. Come ambientazione assomiglia alla mia, fatta a Rimini, con una bicicletta parcheggiata sull’Adriatico: foto introspettive, che fanno pensare all’immensità e al rapporto che abbiamo con l’assoluto. Non casuale che a rappresentare l’interiorità siano un oggetto e un uccello, per mediare il rapporto tra terra e cielo. Non voglio allargarmi troppo, ma a me torna in mente il Cantico delle Creature o di Frate Sole di San Francesco. Senza pretesa di fare un commento filosofico, butto là qualche impressione: dobbiamo diventare semplici come gli animali per connetterci col Padreterno ed essenziali come gli utensili di uso domestico per comprendere il nostro percorso. Anche il colore blu predispone in questo senso: oltre ad essere il mio colore preferito, è quello del cielo, del manto della Madonna…delle stelle sullo stemma dell’Europa, dove le stelle gialle (l’altro mio colore preferito) rappresentano gli ideali di unità, solidarietà e armonia dei popoli d’Europa. Per spaziare, menziono gli Azzurri nello sport. L’ elenco potrebbe allungarsi all’infinito, “Nel blu, dipinto di blu”(Volare). Beh, sono curiosa di sapere cosa ne pensate voi al riguardo, amici lettori. Per rilassarmi e meditare, oggi farò come il gabbiano o la bicicletta al cospetto del mare.

Vacanza “di prossimità”

Giornata di mare ieri, in compagnia di Adriana e Lucia, dodici ore di evasione da casa, con meta Bibione, la spiaggia di mattina e la Spa delle Terme il pomeriggio: un’evasione a lungo desiderata, da ripetere. Il tempo è stato clemente, perché circolava una gradevole brezza e solo a mezzogiorno la sabbia scottava sotto i piedi. Pochi ombrelloni aperti fino all’ora di pranzo, quando abbiamo cambiato obiettivo e abbiamo varcato la soglia delle Terme, climatizzate ed accoglienti. Un pranzo spartano nel bar con vista piscina e salita al piano superiore, in zona solarium, in attesa dei trattamenti: trattamento per Adriana e massaggio shiatsu per me, seguiti da idromassaggio in vasca con acqua termale per tutte e tre: siamo delle signore e declino l’età ma durante la permanenza in acqua siamo tornate ragazzine, gustando un benessere da portare a casa. La prova è che io e Adriana, totalmente rilassate, ci siamo rivestite… all’incontrario, indossando il prendisole dalla parte delle cuciture e ce ne siamo accorte dopo un po’, ovviamente ridendoci sopra: un dettaglio marginale, attribuito al grande coinvolgimento prodotto dal salutare trattamento. Il terrazzo del solarium per asciugarci era tutto a nostra disposizione, con tisane e biscottini offerti dalla casa, e canto gratis delle cicale dai pini marittimi sottostanti. Tra un pisolino e un dormiveglia, Adriana forniva informazioni scientifico-geologiche che mentalmente ci trasportavano sulle Dolomiti, sprazzi didattici distribuiti anche durante le due ore del viaggio di ritorno. Concludendo, una vacanza breve ma intensa, diciamo “di prossimità”, per donne che apprezzano ciò che offre l’ambiente: che non è poco!