La buona scuola

Oggi replico in quarta e terza elementare l’esperienza fatta la scorsa settimana nelle classi seconda, prima e quinta: un’altra soddisfazione, grazie alla predisposizione degli alunni e alla cura delle maestre, che alla fine mi regalano anche una calla gialla per ‘L’incontro con l’autore’, effettuato nelle classi della scuola elementare di Castelcucco dove risiedo. Per me è stato un vero piacere intrattenermi con gli scolari: sensibili, attenti, creativi. In quarta, dopo la lettura delle mie poesie dedicate ai gatti e alcuni interventi, moderati con garbo dalle maestre Elisa e Maria, gli allievi si sono trasformati in…produttori di poesia, dedicate rispettivamente a: Il criceto Polpetta, I nostri animali, Reginaldo il cavallo, Tito e Pepe, Un cane simpaticissimo, Il gatto Prosecco, Il coniglietto Macchia, Il cane Doberman. Otto lavori di gruppo che hanno coinvolto la classe di 24 alunni (assenti esclusi), comprensiva di cinque macedoni bene integrati: Amir, Raihan, Leon, Ageria e Mislima. La bionda Benedetta mi parla del cane Argo e scopro che è la nipote della mia amica e coetanea Norina… mentre Leonardo è il figlio del sindaco Adriano Torresan che in terza ha il fratello Francesco. Qui sono in 18, con maestra prevalente Laura (di cui ho avuto alle medie la brava figlia Martina), coadiuvata dalla maestra Valentina, amica di una giovane collega scrittrice con cui ho condiviso di recente un Concorso Letterario (segno che la letteratura unisce). Dopo le presentazioni leggo la mia poesia ‘Voci del mare’, su cui i volenterosi alunni elaborano un disegno, mentre la lavagna luminosa diffonde immagini e note del brano ‘Le Onde’, del pianista Ludovico Einaudi, un mix ideale tra poesia-pittura-musica. Prima del congedo, la gentile maestra Laura (che lavora sulla gentilezza) mi chiede una dedica da fare alla classe dei giovani e promettenti artisti, che mi lusinga. Non immaginavo che il mio lavoro mi avrebbe regalato queste soddisfazioni postume (da pensionata). Non so come ho seminato, ma il terreno di Castelcucco deve essere fecondo e la scuola è DOVE I GERMOGLI DIVENTANO FIORI (titolo del mio ultimo libro, reperibile in Municipio e in Cartoleria)

Forze dell’Ordine

La Polizia di Stato ha celebrato ieri, martedì 12 aprile, il 170esimo Anniversario della sua fondazione. Nella Scuola Allievi Agenti di Piacenza sono stati premiati sei poliziotti. Gli “Esempi Civili” sono parecchi, uomini e donne che si sono spesi per proteggere la comunità, a rischio della loro stessa vita. Mi ha sempre affascinato la divisa, se fossi nata maschio (e avessi avuto le doti richieste) ci avrei fatto un pensierino. Da bambina consideravo i Carabinieri una sorta di angeli custodi, al servizio di grandi e piccoli problemi; da grande la considerazione non è cambiata. L’ attualità offre occasioni per valutare l’importanza del servizio di chiunque svolga un lavoro nell’ambito della protezione dei cittadini e di come operi in situazioni spesso di emergenza e su organico carente. Mi ha particolarmente colpito la vicenda della giovane vedova di un poliziotto, a sua volta entrata nell’Arma per ricalcare le orme del marito. La medaglia è stata appuntata al petto del figlioletto, di circa sei anni. Mi sono chiesta quanto condizionerà la sua vita l’onoreficenza del padre, assegnata a lui. Facile pensare che diventerà a sua volta un tutore dell’ordine, anche se non è scontato. Di sicuro, pur privato del padre, avrà il sostegno della sua eredità morale che gli farà da scudo nelle avversità. Per dire che le buone azioni e i comportamenti retti ripagano sempre, anche se la vita è stata breve. D’altronde è ciò che sostenevano i filosofi antichi, che qualcuno seduto in alto farebbe bene ad andare a rivedere. Se mai li ha conosciuti. Più il tempo scorre e più mi persuado che il benessere non deriva dall’opulenza e neanche dallo strapotere, perché siamo tutti di passaggio. Lo sosteneva anche Giovanni Verga nella famosa novella La Roba (pubblicata la prima volta nel 1880). Possibile che la buona cultura non abbia radicato dove fa freddo? Vorrei tanto essere contraddetta!

Indispensabile acqua

Pensavo di riservare il post odierno al MicioDay che Milano riserva all’affascinante felino che amo tanto. Invece cambio idea, dopo che sento e vedo quanto mi trasmette la trasmissione MI MANDA RAITRE alle nove di questa domenica su Rai 3, mentre faccio colazione. Il titolo cattura l’attenzione: PIOVE SUL BAGNATO? Argomento: la siccità, ma anche lo spreco d’acqua. Appare la foto di un carro armato della seconda guerra mondiale…restituito dal Po in secca! L’inverno appena passato è stato uno dei più secchi degli ultimi 65 anni. Il livello idrometrico dei fiumi al rilievo attuale è pari a quello di agosto. Le falde acquifere sono in sofferenza. Non è nevicato e non è piovuto quanto necessitava. Le aziende agricole e di allevamento lottano per sopravvivere. Un giovane agronomo fa vedere una pianta di pero nella fase di attecchimento – la più delicata – che evidenzia segni di sofferenza. Dobbiamo aspettarci aumenti dei prodotti agroalimentari. “Dobbiamo passare da consumatori a cittadini”, dice un ospite intervistato, evitando gli sprechi e colmare le perdite. Un altro si allarga profetico a temere che la prossima guerra sarà sull’acqua! Risaputo che sia un elemento essenziale per la vita, basta pensare da cosa siamo fatti e da dove veniamo. Per sollevare il morale penso alla nascita di Venere nel celebre dipinto del Botticelli. Non solo: al Cantico delle Creature di San Francesco con i versi dedicati all’acqua, alle poesie che contengono questo elemento prezioso per la vita, al battesimo che lo esalta, alla musica prodotta dal torrente e dalla cascata…ma anche alla danza della pioggia degli indiani d’America attorno al fuoco, per ingraziarsi il dono prezioso. Ecco, il Cielo, quello con la c maiuscola può fare il miracolo. Faremo bene a tenercelo stretto. Senza sprecare una goccia.

Protagonista il Veneto

Senza volerlo, ultimamente prendo spunto per i miei spot da trasmissioni televisive. Linea verde è in onda di domenica alle 12.30 su Rai1. Erica mi aveva informato che il 20 febbraio la puntata sarebbe stata dedicata al Veneto. Mi trovo in cucina al momento giusto (di solito molto più tardi) per non perdere il servizio, che mi godo dall’inizio alla fine. Lucia mi telefona per ricordarmelo. Sarebbe stato un peccato perdere la puntata che reputo di alto livello, passando da Valdobbiadene a Possagno, Bassano, Rosà, Roncade…in un crescendo di panorami e informazioni mai pedanti, grazie al tipo di format e alla narrazione gradevole di Beppe Convertini. Dico la verità: mi sono inorgoglita di abitare in una regione tanto interessante e bella. Ho delle amiche che abitano a Valdobbiadene, dove vado ogni tanto con piacere; ho abitato per circa trent’anni a Possagno, frequentando con riverenza la Gipsoteca del Canova; liceo classico a Bassano, con amica del cuore a Rosà…non conosco Roncade, ma la tengo presente per prossime uscite e magari poter degustare le specialità di un pluripremiato chef. Mi sono emozionata nel vedere alla luce dorata del crepuscolo il Tempio, dove portavo in passeggiata mio figlio bambino, ma anche le colline del prosecco e del cartizze, la fattoria sociale dove ragazzi diversamente abili fanno miracoli, lo staff tutto in rosa del caseificio dove lo stracchino viene incartato ancora a mano (per non danneggiarlo), la distilleria che lavora le drupe e produce il pruglolo gentile. Una regione dove Arte e Impresa si danno la mano e la Letteratura conta nomi importanti, tra cui Giovanni Comisso, noto scrittore, autore di un’opera che ignoravo: Veneto Felice, che racchiude nel titolo le risorse della regione, abitata da 4.858.091 persone (al 30.11.2021), me compresa. Onorata e contenta.

Mare e infinito

Stamattina Paola mi ha mandato una suggestiva foto dal mare: lei da ragazza abitava a Bassano dove io sono ricoverata. Poi per amore è approdata in Israele. Eravamo compagne di classe al Liceo Classico G.B. Brocchi, negli Anni Settanta. Per gli incroci della vita, adesso siamo diventate amiche, anche di penna (digitale). La foto è stata scattata a 30 km da Nazaret dove lei abita: fa vedere un presumibile gabbiano in primo piano che guarda il mare nostrum, ovverosia il Mediterraneo. Come ambientazione assomiglia alla mia, fatta a Rimini, con una bicicletta parcheggiata sull’Adriatico: foto introspettive, che fanno pensare all’immensità e al rapporto che abbiamo con l’assoluto. Non casuale che a rappresentare l’interiorità siano un oggetto e un uccello, per mediare il rapporto tra terra e cielo. Non voglio allargarmi troppo, ma a me torna in mente il Cantico delle Creature o di Frate Sole di San Francesco. Senza pretesa di fare un commento filosofico, butto là qualche impressione: dobbiamo diventare semplici come gli animali per connetterci col Padreterno ed essenziali come gli utensili di uso domestico per comprendere il nostro percorso. Anche il colore blu predispone in questo senso: oltre ad essere il mio colore preferito, è quello del cielo, del manto della Madonna…delle stelle sullo stemma dell’Europa, dove le stelle gialle (l’altro mio colore preferito) rappresentano gli ideali di unità, solidarietà e armonia dei popoli d’Europa. Per spaziare, menziono gli Azzurri nello sport. L’ elenco potrebbe allungarsi all’infinito, “Nel blu, dipinto di blu”(Volare). Beh, sono curiosa di sapere cosa ne pensate voi al riguardo, amici lettori. Per rilassarmi e meditare, oggi farò come il gabbiano o la bicicletta al cospetto del mare.

Vacanza “di prossimità”

Giornata di mare ieri, in compagnia di Adriana e Lucia, dodici ore di evasione da casa, con meta Bibione, la spiaggia di mattina e la Spa delle Terme il pomeriggio: un’evasione a lungo desiderata, da ripetere. Il tempo è stato clemente, perché circolava una gradevole brezza e solo a mezzogiorno la sabbia scottava sotto i piedi. Pochi ombrelloni aperti fino all’ora di pranzo, quando abbiamo cambiato obiettivo e abbiamo varcato la soglia delle Terme, climatizzate ed accoglienti. Un pranzo spartano nel bar con vista piscina e salita al piano superiore, in zona solarium, in attesa dei trattamenti: trattamento per Adriana e massaggio shiatsu per me, seguiti da idromassaggio in vasca con acqua termale per tutte e tre: siamo delle signore e declino l’età ma durante la permanenza in acqua siamo tornate ragazzine, gustando un benessere da portare a casa. La prova è che io e Adriana, totalmente rilassate, ci siamo rivestite… all’incontrario, indossando il prendisole dalla parte delle cuciture e ce ne siamo accorte dopo un po’, ovviamente ridendoci sopra: un dettaglio marginale, attribuito al grande coinvolgimento prodotto dal salutare trattamento. Il terrazzo del solarium per asciugarci era tutto a nostra disposizione, con tisane e biscottini offerti dalla casa, e canto gratis delle cicale dai pini marittimi sottostanti. Tra un pisolino e un dormiveglia, Adriana forniva informazioni scientifico-geologiche che mentalmente ci trasportavano sulle Dolomiti, sprazzi didattici distribuiti anche durante le due ore del viaggio di ritorno. Concludendo, una vacanza breve ma intensa, diciamo “di prossimità”, per donne che apprezzano ciò che offre l’ambiente: che non è poco!

Api e insegnanti

Istituita nel 2017, oggi è la giornata mondiale delle api, scelta per omaggiare l’apicoltore sloveno Anton Jansa, pioniere dell’apicoltura. Me lo ricorda Martina, che ringrazio. Le laboriose bottinatrici si meriterebbero un post dedicato, ma oggi è anche il compleanno di Giancarlo Cunial, laborioso intellettuale e discreto amico, cui riservo le mie riflessioni, legate anche a una comune esperienza scolastica: il concorso per l’immissione in ruolo alla scuola media. Correva l’anno 1980, o giù di lì. Mi ricordo che indossavo un completo leggero bianco e blu, quindi era periodo di tarda primavera; Giancarlo era pieno di libri stipati in una borsa, a cui si ruppe un manico per il carico eccessivo. Mi sfuggono i dettagli del viaggio a Mestre, sede del colloquio orale, ma è bene impressa la recitazione della poesia La pioggia nel pineto (pioveva…) che il mio amico sciorinò, stupendo la commissione esaminatrice. Avendo cognomi simili, lui mi precedette ed io potei gustarmi la sua arte declamatorio e la profonda cultura che gli venne riconosciuta con un punteggio pressoché massimo (39/40). Andò bene anche a me, con un punteggio poco inferiore (35/40). In seguito, nessuno mi chiese mai come avessi superato l’esame di concorso, ma mi piace ricordare che fu un banco di prova delle nostre energie psico-attitudinali all’esercizio della professione docente. Io sono pensionata, lui quasi. Tanta acqua è passata sotto i ponti. Come le api laboriose, abbiamo svolto un onesto lavoro, forse trascurando io qualche fiore poco appariscente. Però sono orgogliosa di assistere stasera, ore 18, in Villa Reale a Crespano, alla presentazione del libro Bianca Milesi arte e patria nella Milano risorgimentale, del professore Federico Piscopo, mio eccellente allievo delle medie di alcuni decenni fa. Anche lui come un’ape laboriosa. Una fortuna e un premio.

Il ritorno della rondine

In prossimità dei campi dove abito, ci sono parecchi merli che zampettano tra i tigli e le aiuole, goffi e simpatici. Ad uno dedicai una poesia, tempo fa, tornando da scuola. Non ho ancora avvistato rondini, che pure dovranno esserci, magari prudentemente fuori della portata del gatto. Me lo conferma il racconto che Adriana mi ha fatto ieri per telefono: da anni si gusta lo spettacolo dell’arrivo dell’uccello migratore, che aggiusta il nido sotto al portico per la cova e l’allevamento della prole. Il tutto in coppia, testimone di fedeltà e unione. L’anno scorso sono nati, in due momenti, ben nove rondinini (pulli) che in autunno si sono involati con i genitori per destinazioni lontane. Quest’anno il ritorno posticipato ha creato qualche preoccupazione. Ma il primo di Aprile è ricomparsa la rondine, che si è subito affaccendata ad aggiustare il nido, bisognoso di intervento, dopo aver ospitato l’anno precedente tanti nati. La cosa straordinaria è che, a suo dire – ma non ho motivo per smentire – è la stessa rondine dell’anno scorso, tornata non “nel luogo del delitto”, bensì della nascita! Oltretutto Adriana insegna Scienze e queste cose le sa bene, a differenza della sottoscritta. Tra l’altro mi informa che la rondine ha vita lunga e, di conseguenza costruisce rapporti amichevoli con i luoghi e le persone durante i suoi spostamenti. Infatti a casa sua ci sono numerosi gatti ben nutriti che pare non disturbino i volatili, i quali a loro volta sono abituati alla loro presenza. Quando ci sono i piccoli, sotto al portico è tutto un lieto andirivieni delle creature dell’aria. Di recente, dopo qualche giorno dal ritorno della femmina, è arrivato anche il compagno, così la coppia si è ricostituita. È una lezione bellissima che mi emoziona. Invidio chi ha la possibilità di godere in casa di tale spettacolo, temo sempre più raro. Non a caso le rondini sono una specie in via di estinzione. Col consenso di Adriana, se possibile andrò a salutare la futura nidiata.

Mare da amare

Avevo cinque anni la prima volta che vidi il mare… deve avermi fatto un grande effetto, perché è stato un crescendo di attrazione e di simpatia, una sorta di innamoramento ricambiato con la serenità che mi regalava il mare quando potevo starci anche poche ore. Viceversa la montagna mi incuteva soggezione e da grande l’ho evitata. Ma per questo ho una spiegazione: le scottature che prendevo da piccola sul tubo di scappamento della gilera, quando scendevo dal sellino posteriore, conclusa la gita che mio padre spericolato effettuava su percorsi montani accidentati. Dal mare ho percepito tutt’altro, un mondo in subbuglio, come un’anima che freme, a volte di passione, a volte di sentimenti sfumati. Per me è un luogo aperto come le pagine di un libro che non annoia. Racconta storie di emigrazione, di marinai, di pescatori, di sirene, di amori… Mi sovviene adesso la bellissima canzone “Una rotonda sul mare”, interpretata da Fred Bongusto, che da ragazza ha avuto il suo peso nel creare certe atmosfere romantiche. Ma anche vari testi recenti hanno per protagonista il mare, senza scordare la letteratura, dove i miei ricordi pescano la struggente poesia “Arrivederci fratello mare” di Nazim Hikmet. Una lunga introduzione per ricordare che oggi, 11 aprile si celebra la giornata nazionale del Mare (istituita con decreto legislativo 229/2017), con lo scopo di sensibilizzare i giovani e di sviluppare il concetto di “cittadinanza del mare”. Mi sembra molto opportuno, dato che l’Italia è una penisola protesa nel mar Mediterraneo… e che la vita viene dal mare. Se fossi ancora in servizio, ne avrei di racconti e di foto da proporre agli studenti al riguardo. Beato il mio caro collega Massimiliano che abita in Sardegna. Dalla sua isola mi invia foto paradisiache che fanno sognare. Col suo favore le posto, per condividerle con i visitatori del blog. Buon mare a tutti!

Sardegna, luogo dell’anima

Sono stata, come di consueto a fare la spesa il lunedì nel paese vicino dove c’è un reparto pescheria, con prodotto fresco, di cui mi nutro spesso. Se no, avrei dovuto servirmi in loco e optare per quello surgelato, che non è proprio la stessa cosa. Meglio ancora se potessi acquistarlo sul posto, magari in Sardegna, come potrà fare il mio collega e amico Massimiliano, che mi manda delle foto talmente belle da togliermi il fiato, per il colore del mare, della sabbia, del silenzio che immagino, dell’ossigeno che mi apre i polmoni anche solo idealmente. So che l’Italia è tutta bella e interessante, non per nulla è identificata come il Belpaese. Anche il Veneto offre paesaggi stupendi e Massimiliano ci si è affezionato durante il suo soggiorno qui, mentre insegnava Scienze motorie nella locale scuola media. Ma il suo cuore era nella sua terra natia, dove è successivamente ritornato, lasciando la sua impronta di stima e di amicizia. Ricordo la sua dichiarazione d’amore per la Sardegna quando, in sede di colloquio d’esame, mi chiese di passargli la cartina geografica che avevo sottoposto ad un candidato – o era una candidata? – per consentirgli di esporre un argomento che c’entrava con l’isola. Fu un bell’esempio di fedeltà alle radici. Perciò sono contenta per lui che si goda un pezzo di paradiso terrestre, magari in sella alla sua “fide scudiera”, una motocicletta Honda rosso fuoco. Esistono i luoghi dell’anima, reali o immaginari dove gli scrittori ambientano le loro opere, come la citata e apprezzata Grazia Deledda. Non so se riuscirò, prima o dopo ad approdare in Sardegna, che è il mio luogo dell’anima da molto tempo. Massimiliano, aspettami!