Leggo un articolo di prima mattina che mi riporta al passato, quando andavo a prendere il sole al fiume Piave, nei pressi del cementificio di Pederobba, con mia sorella minore o con Marcella (in alternativa, ci andava bene anche l’orto di casa). Non ero una patita dell’abbronzatura, ma dell’anguria che si poteva mangiare nel chiosco aldilà della strada. Bei tempi che appartengono a un passato che sembra lontanissimo. Ieri pomeriggio, sulle grave del fiume Piave, causa il vento e le alte temperature è scoppiato un rogo che si è esteso in poco tempo, allarmando i residenti. “Aiuto, brucia il bosco”: incendio fa paura a Pederobba è l’articolo di Andrea Berton sul quotidiano locale. Per fortuna, l’incendio non è arrivato al bosco dove si temeva potesse estendersi. Sono intervenuti i Vigili del fuoco di Montebelluna e di Treviso, compreso l’elisoccorso per la bonifica dell’area e le operazioni di spegnimento sono proseguite anche nel tardo pomeriggio. “Circa 4000-5000 metri quadrati sono stati interessati dall’incendio divampato ieri pomeriggio sulle grave del fiume Piave a sud del cementificio di Pederobba” è l’esordio dell’articolo. Uno spettacolo decisamente allarmante. Un cinquantennio fa, quando andavo a prendere il sole al Piave non succedeva. Oppure non si sapeva. Di sicuro il clima ci ha dato dentro, impazzito come le persone. Sono dispiaciuta e perplessa. Nella stessa pagina del Gazzettino è riportata la notizia di un 59enne “Colto da malore sotto il sole”. Come difendersi? Ove possibile, anticipando l’inizio dei turni di lavoro. Il bar Viceversa dove faccio colazione apre alle 6 quando Laura e Valentina informano le brioches. Subito dopo arrivano i primi clienti.
Categoria: Tempo
Cronaca mattutina
Da quando fa caldo, i tre gatti di notte stanno fuori. Diversamente da ieri sera, quando i due più giovani, Fiocco e Pepita sono rimasti dentro. Ho pensato che forse il tempo sarebbe cambiato. Alle cinque e un quarto, la micetta bicolore grattava sulla porta della camera, e le ho aperto. Nessun segno di Fiocco che è entrato dalla porta principale quando ho aperto il portoncino. Quindi è saltato dalla finestra della camera contigua alla mia, facendo un bel salto dal balcone. Non è la prima volta, diavolo di un gatto rosso. Come invidio la sua flessibilità e agilità. Influenzata dal felino, prima delle otto inforco la bici e vado al bar Viceversa dove faccio colazione e do una scorsa al quotidiano. Nessuna notizia di rilievo su cui scrivere il post odierno, perciò mi butto sul personale, ‘vivacizzato’ dalla breve pedalata, su un percorso piano e poco trafficato. A metà mattina sono già di ritorno. Ho saltato tre appuntamenti in palestra, causa il caldo che mi ha procurato pressione bassa e debolezza. Per fortuna coltivo l’hobby della scrittura e non mi annoio, però ho accantonato il cruciverba che facevo in passato. Se ho il momento buono, sperimento qualche ricetta di dolci al cucchiaio o di bibite rinfrescanti. A proposito, ho fatto la scoperta dell’acqua calda: inserire negli scomparti del portagiaccio una fogliolina di menta e un pezzetto di limone. Riempire d’acqua e mettere in freezer. Sperimentati, li trovo carini e dissetanti. Si potrebbero anche dolcificare, ma dissetano meno. Da considerare anche il latte e menta, per chi non è intollerante al latte. Beh, dissetatevi come credete, anche una fetta d’anguria… cade a fagiolo! 🍉
“Odio l’estate”
Caldo, argomento molto gettonato in questo periodo. Giugno appena passato pare sia stato il più caldo del secolo… ma gli effetti negativi dell’estate arrivano da lontano. La canzone Odio l’estate di Bruno Martino, cantante e pianista jazz romano (Roma, 11 novembre 1926 – Roma, 12 Giugno 2000) è del 1960. Conosciuta anche semplicemente come Estate è diventata un celeberrimo standard jazz internazionale. Il ritornello mi incalza: Odio l’estate/Che ha dato il suo profumo ad ogni fiore/L’estate che ha creato il nostro amore/Per farmi poi morire di dolor/. Condivido ciò che la Rivista Studia riconosce alla canzone: “Non è il manifesto degli hater/detrattori delle vacanze ma la canzone di chi non può fare a meno di sentirsi inadeguato a una stagione” che nel tempo si è alquanto complicata. Ora abbiamo a che fare con l’anticiclone africano, la stagione calda si è allungata di circa un mese, iniziando a fine maggio e terminando a fine settembre. Le temperature superiori ai 35 grdi sono ormai frequenti, come pure le ondate di calore. Quando lavoravo, non vedevo l’ora di compilare il modulo per le ferie, anche se poi non è che facessi chissà che di straordinario, al massimo una settimana al mare con mio figlio piccolo, per beneficiare dello iodio, essendo entrambi allergici a polvere e pollini. Adesso sono passata dallo iodio all’odio, se mi è concessa la battuta. Temo di aver sviluppato altre intolleranze connesse con l’estate: rumori, mosche e zanzare, afa, stanchezza, musica ad alto volume… Se la pazienza va in vacanza, figuriamoci la buona educazione! Forse succedeva anche ai tempi di Bruno Martino, ma era tutto più contenuto senza aggiornamenti social. Non rimane che adattarsi, facendo eventualmente la danza della pioggia.
“Roma non è più una città a misura di cavalli”
Mia nipote vive a Roma. Le ho chiesto come sta Egoist, il cavallo che contribuisce a mantenere. “Egoist sta una favola’ mi ha risposto. Così non è stato per il cavallo delle botticelle crollato per il caldo a Ponte Cavour a Roma, sotto gli occhi di turisti e passanti, tre giorni fa. L’onorevole Michela Vittoria Brambilla, Presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente commenta la fine dello sventurato cavallo, precisando che gli equidi/equini non sono animali da reddito, ma d’affezione, e devono essere trattati di conseguenza. Ho seguito ieri la notizia e visto la foto del cavallo stramazzato al suolo, “costretto ‘ a lavorare a più di 35 gradi all’ombra, trascinando la botticella/carrozza nella Capitale, per il piacere dei turisti. Inaudito. So che c’è di peggio. Tuttavia, se partissimo dal rispetto per le creature che condividono l’ambiente con noi, saremmo sulla buona strada. Il caso ha riacceso la polemica sulle carrozze che da anni divide politica, associazioni animaliste e categoria dei vetturini. Il numero delle botticelle in circolazione negli ultimi anni si è ridotto, da trentotto a sedici. Una parte della categoria ha aderito al percorso di riconversione proposto dal Campidoglio, ma alcuni si oppongono al superamento del servizio tradizionale, verso i taxi elettrici. Patrizia Prestipino, Garante per il benessere degli Animali di Roma Capitale ribadisce una posizione già espressa in passato: “Roma non è più una città a misura di cavalli”. Mi auguro sia presto fattibile la soluzione per tutelare gli animali con quella dei lavoratori del settore. Senza dimenticare che la temperatura è cambiata e siamo sottoposti a ondate di calore sempre più intense e ravvicinate. Si salvi chi può!
Brivido musicale gradito
La celebre musica di apertura della serie Perry Mason mi trattiene sulla poltrona relax dove trascorro un paio d’ore per ricaricarmi (inter nos, preciso che mi alzo verso le sei, anche prima col caldo). È stata composta dal musicista e arrangiatore Fred Steiner. L’episodio riproposto è intitolato La monaca, di ambientazione ecclesiastica, ma dubito che lo vedrò perché devo fare altrio. Dopo circa un paio d’ore mi gusto il finale, così risento la sigla che ha per titolo “Park Avenue Beat” , brano concepito per unire le sonorità sofisticate di un’orchestra sinfonica a un ritmo più moderno e incalzante. Mix riuscitissimo. Seguivo con piacere i film TV tanto tempo fa. Tra il 1985 e il 1995 fu realizzata la serie di 30 film con l’iconico avvocato e 6 film cinematogrfici prodotti dalla Warner Bros. L’attore è noto per aver interpretato anche Ironside. Qualcuno dei lettori ne ha memoria? La serie televisiva statunitense mi aveva così influenzato che pensavo avrei potuto fare l’avvocato, ipotesi poi rientrata. È andata in onda dal 1957 al 1966 e si rifà ai libri e al personaggio di Erle Stanley. Raymond Burr (New Westminster, 21 maggio 1917 – Sonoma, 12 settembre1993) è l’attore canadese naturalizzato statunitense che veste i panni dell’avvocato difensore Perry Mason che risolve casi giudiziari all’interno dell’aula del tribunale. Ovviamente tivù in bianco e nero, che aumenta l’alone di mistero. La brillante e fidata segretaria risponde al nome di Della Street, mentre Paul Drake è l’intelligente investigatore privato che aiuta Perry Mason a raccogliere le prove. Non sono nostalgica, però ad averne prodotti simili oggi. Chiudo con la sigla, che mi trasmette un brivido musicale gradito, in una torrida estate.
Centellinare la felicità
Non intendo parlare dell’America, oggi in festa per i suoi 250 anni di indipendenza. Però ritengo utile un cenno alla Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America (4 Luglio 1776) che sancisce il diritto inalienabile al “perseguimento della felicità” insieme a vita e libertà. Approfitto di questo concetto per interrogarmi e sottoporlo ai lettori. Escluso che sia una condizione di benessere permanente, è un obiettivo che si costruisce quotidianamente attraverso le relazioni, l’autorealizzazione e l’accettazione di sé. Adesso esemplifico. Stamattina ho raccolto delle foglie di salvia, aromatica che mi piace molto. Strada facendo – in realtà pochi passi in un’area destinata all’orto che non c’è – ho notato delle more mature. Le ho staccate dal ramo e assaggiate: deliziose! Spostandomi con cautela per non pestarle, mi sono trovata tra i piedi le ultime albicocche, dorate e morbide al punto giusto. Ma non è finita! Pochi metri e nell’erba vicino al melograno noto tre susine della varietà ‘goccia d’oro’ che ricordo squisite. A questo punto gli organi di senso sono esercitati in contemporanea, tatto e gusto in primis. L’udito un po’ a margine… finché Fiocco non si fionda fulmineo sull’albicocco e fa cadere l’ultimo prelibato frutto arancione. Provo un intenso piacere per la raccolta mattutina dei miei frutti che mi dà la carica per affrontare al meglio la giornata. Con le foglie di salvia ho intenzione di fare una tisana che sorseggerò durante le ore più calde, confidando nella clemenza del meteo. D’altronde la felicità è fatta di brevi momenti, da centellinare come la tisana.
Pioggia benedetta
Nel calendario romano, originariamente Luglio era chiamato Quintilis, rinominaro Iulius in onore di Giulio Cesare. Nelle antiche culture veniva consacrato a divinità legate al sole e alla terra, come Apollo e Giove. Dal punto di vista lunare, si lega tradizionalmente alla Luna del Cervo, simbolo di crescita e di rinnovamento. È il mese in cui la natura raggiunge la sua massima espressione, tant’è che simboleggia il culmine dell’estate e il trionfo della vita. Il proverbio del giorno recita: “Presto la pioggia suol venire a noia, ma in Luglio è un ricco dono e apporta gioia”, mai tanto desiderata quanto dopo un’intensa ondata di caldo africano. Tra oggi e il 5 dovrebbe esserci una pausa. Infatti si registra un calo salutare della temperatura – alle 10.30 di 24 gradi – sebbene a fine settimana temo si tornerà a boccheggiare. Che il vecchio continente sia tartassato anche da questo malanno mi angoscia. Comunque, un temporaneo sollievo c’è. Mi ha guidato la mano per buttare giù due versi inttolati PREZIOSI DIAMANTI Dopo il caldo estenuante/la poggia è una musica/che disseta la terra/e rilassa la meninge/dove intinge la penna/il fuoco della poesia/da donare a chi sia/disposto a condividere./Gocce di perle argentine/qual preziosi diamanti/fatevi avanti generose/ a rigenerar anime ansiose.// Come dice il proverbio, la pioggia è un dono e apporta gioia… sempre che non sia rovinosa e devastante. Pare che ci dovremo abituare ad ondate di calore sempre più ravvicinate, dato che il clima è in evoluzione a nostro svantaggio. Nel frattempo, chissà che riusciamo ad introdurre qualche buona abitudine, eliminando molti sprechi.
Benvenuti anche se prematuri
Esco presto, alle otto sto sfogliando il quotidiano al bar, in cerca di una notizia ‘in controtendenza’, se possibile alle sciagure quotidiane. Ed ecco l’articolo di Laura Pace: L’afa colpisce le donne in gravidanza: “Quasi mille parti prematuri in più” che mi rimanda a quello letto giorni fa riguardo la nascita di 7 bambini in un solo giorno all’ospedale di Belluno (il 24 Giugno) e a San Donà s Piave (il 25 Giugno). Chissà cosa avrebbe detto mia mamma, che aveva fatto l’ostetrica di Cavaso e Possagno, quando le donne partorivano a casa (le ho dedicato la mia prima opera C’era una volta l’ostetrica condotta). I parti prematuri sono quelli che avvengono prima della 37esima settimana di gestazione. Secondo uno studio pubblicato sula rivista scientifica “Environment International” quando il caldo è molto intenso, il rischio di parto prematuro aumenta di circa il 4 % per ogni grado in più di esposizione al calore, arrivando al 26 % se le temperature restano estreme per più giorni conseutvi. Io ho partorito mio figlio una settimana dopo l termine previsto: era l’8.08.88, una data speciale piena di otto, numero universalmente riconosciuto come simbolo di infinito, prosperità e bilanciamento cosmico. Mi ricordo che i giorni precedenti prendevo il sole in terrazzo con un costume azzurro. Dalla fine di Luglio, mi chiedevo oggi giorno se sarebbe stato quello del lieto evento. realizzatosi in una data speciale, ritenuta fortunata. Comunque sia, in un momento di crisi mondiale e di denatalità, ben vengano le nascite, anche premature. Se ad accogliere le creature ci sono genitori preparati e amorevoli.
Valore della pausa
Cosa significa per voi la parola pausa? È la domanda rivolta ai telespettatori da Greta Mauro che sostituisce Maria Soave nel programma UnoMattinaNews. Il termine deriva dal latino pausa e dal greco paûsis (cessazione) e ha il suo corrispettivo nel termine inglese break tanto di moda. Ma se il significato è all’incirca lo stesso, è sul come staccare dal quotidiano che mi interrogo. Conosco persone che non si riposano mai ed altre che durante la pausa danno il doppio, per scelta o per necessità. Nutrita sui classici, per me la pausa corrisponde all’otium. Nell’antica Roma indicava il tempo dedicato al ripoo e allo studio, contrapposto al negotium (insieme delle attività lavorative). Ad esempio, stamattina ho deciso di fare il minestrone con le verdure comperate ieri. Non è un’operazione difficile, ma richiede diversi interventi: lavare e sminuzzare gli ortaggi, raccogliere salvia e alloro per il soffritto, portare nel bidone per il compostaggio gli scarti, infine mettere sul fuoco, badando al tempo di cottura (aggiungo il sale solo alla fine). Mentre le verdure fanno il loro dovere, mi concedo una pausa sotto il portico a ovest e scrivo il post. Per me rappresenta una pausa dall’impegno culinario, valorizzata dal canto delle cicale radunate sui tigli a bordo strada. Su questa lunghezza d’onda è anche il momento che mi prendo per fotografare e magari buttare giù qualche verso. Al pomeriggio, isolo anche il telefono per non essere disturbata durante la pausa ‘recupeto energia’. Di indole piuttosto felina, considero un privilegio starmene per conto mio, alternando pause a momenti di lavoro e/o di svago. Qualcuno potrà dissentire, ma arrivata a questio tratto del viaggio cerco di valorizzare il tempo che rimane. E che non torna indietro. Per nessuno!
Domenica asfissiante
Caldo, il giorno più critico è il titolo d’apertura del CORRIERE DELLA SERA , seguito a ruota da quello interno l’Italia come i tropici A Milano temperature superiori a Bangkok e al Cairo (e 10 gradi sopra la media). Stiamo freschi, nel senso che abbiamo poche speranze finché la temperatura non si abbassa. L’espressione deriva da un’interpretazione sarcastica dell’inferno di Dante dove i traditori sono condannati al ghiaccio eterno. Stiamo tutti boccheggiando, compresi gli animali. I miei gatti stanno distesi sul pavimento alla veneziana, oppure sotto al Glicine. Fiocco si è scelto la capotta della Panda in garage e non vuole scendere, neanche se metto in moto l’auto. Nina e Viola delle mie amiche Lisa e Roberta se la passano meglio con il condizionatore. A Canale d’Agordo si respira un po’, ma Ben suda lo stesso (Ben è protagonista con Rex del mio ultimo lavoro Amici Inaspettati) fa fede la foto che mi ha inoltrato Mariuccia. Gli animali d’affezione sono comunque attenzionati dai loro umani. Va peggio per i capi di bestiame nei grandi allevamenti dove vengono installati docce, ventilatori e climatizzatori perché “Anche gli animali soffrono l’afa”. Ne segue che raddoppiano le bollette nelle stalle e crescono i costi. Nelle strutture per i bovini esistono dei sistemi di raffreddamento, ma per i polli è diverso in quanto gli allevamenti sono chiusi e bisogna considerare impianti per ambienti estesi. Quindi anche tra gli animali c’è chi se la passa peggio. Del resto apparteniamo tutti alla stessa specie umana, sebbene ci sarebbe molto da dire a favore dei quattro zamoe. I metereologi prevedono un ritorno alla ‘normalità’ a metà della prossima settimana, quando saremo a Luglio. Fino ad allora, forza e coraggio! 💪
