Quattro stagioni… solo in pizzeria!

Il sabato corre veloce e arriva il primo pomeriggio che devo ancora scrivere il post. Stamattina avevo cercato lumi sul giorno odierno e curiosato tra le frasi belle, escluso di parlare di guerra che comunque, buttata dalla porta rientra dalla finestra, attraverso questa pillola di saggezza: Goditi la vita, è tutto ciò che abbiamo (Morrissey). Preferisco navigare basso e colgo lo spunto da quest’altra: Fai sempre del tuo meglio. Quello che pianti oggi lo raccoglierai poi (Og Mondino). Secondo me, vale tanto per l’esterno che per il privato. Nel mio controllo mattutino riservato a piante e fiori, ho notato tra le fragole in fioritura, spuntare dei frutti rossi della specie fragoline di bosco, che si sono staccate facilmente e sono scivolare leste in bocca, procurandomi un’intima soddisfazione che riguarda sì il gusto, ma di più la consapevolezza di aver celato una delizia in casa. Poi sarà la volta di lamponi e mirtilli, prima ancora delle ciliegie, se il tempo non farà il matto. A proposito, stanotte è piovuto e da qualche parte ha grandinato: la temperatura è scesa e bisogna sempre avere a portata di mano… prendisole e golf. Le quattro stagioni perdurano solo in pizzeria, bisogna farsene una ragione. Capisco che le condizioni metereologiche siano l’argomento più dibattuto in casa e fuori casa, data anche la ripercussione sull’umore. Io sto dalla parte del caldo – non torrido però – e mi adatto alle perturbazioni, se non sono rovinose. Ammetto che è una bella giostra salire e scendere dal termometro, tuttavia non possiamo fare molto per armonizzare il processo. Oppure sì, evitando gli eccessi per scaldarci e/o rinfrescarci, accettando di buon grado che anche il tempo voglia avere voce in capitolo.

Compleanni super

Il 21aprile del 753 a. C. Romolo avrebbe fondato la città di Roma, che pertanto vanta la bella età di 2775 anni. Si tratta di una festività del tutto laica. Con la locuzione Ab urbe condita (= dalla fondazione della città) venne calcolata la cronologia romana, risultato dei calcoli astrologici del matematico Lucio Taruzio Firmano, del I secolo a. C. Fu l’imperatore Claudio il primo a festeggiare il Natale di Roma, che divenne una ricorrenza riconosciuta in tutta Italia, dopo la Breccia di Porta Pia, nel 1870. Pertanto buon compleanno alla città eterna! Ma oggi è anche il compleanno della Regina Elisabetta, nata il 21 aprile 1926, che compie oggi 96 anni, 70 dei quali trascorsi da regina: un traguardo notevole! A proposito, per chi fosse interessato, il programma Ulisse condotto da Alberto Angela, le riserva la puntata di sabato prossimo che mi propongo di seguire, perché mi attrae il personaggio: ciò che rappresenta per il suo lunghissimo regno, per la tenuta, per la longevità…per le lotte interne ed esterne affrontate e sostenute. Tornando al compleanno, per me è una data importante…da cui scaturiscono tutte le altre da segnare sul proprio calendario personale. Per quanto mi riguarda: la data di laurea e la nascita di mio figlio, cui aggiungere avvenimenti privati significativi, nel bene e nel male (intendo perdita di persone care). Sinonimo arcaico di compleanno è genetliaco (= relativo alla nascita), che ho sentito nominare qualche volta. Dopo questa breve incursione in due super compleanni, vado ad aggiornare le date di nascita dei miei amici, che sono le stampelle metaforiche della mia anzianità.

Panta rei (tutto scorre)

“Al TG solo notizie catastrofiche, meglio goderci le nostre bellezze”, è il messaggio che mi arriva stamattina da Erica, accompagnato dalla bella foto di un ciliegio in fiore, immortalato a Monfumo. Come contraddirla? Dallo studio di casa mia a Castelcucco sto spiando il mio ciliegio giapponese, che tra poco esploderà in un cascata di fiori rosa. I fiori e le piante sono una vera consolazione ed anche la rassicurazione che la vita continua, nonostante gli insulti che subisce dagli uomini bramosi di altro, a scapito di diritti e doveri. Mi spiace fare riferimento alla tragedia umanitaria in corso, ma non posso esimermi perché è un pensiero predominante. Per non farmi soggiogare, penso all’invito di Erica e cerco conforto a costo zero tra le bellezze a portata di mano: Pratoline, fiori di Veronica, Viole, Tulipani, trovo energizzanti anche i fiori di Tarassaco che si infilano tra il porfido del marciapiede. Peccato che il tempo volga al peggio, mentre stamattina era promettente! Verso mezzogiorno è scesa pure una bella grandinata: ero in auto e ho avuto paura. I mutamenti improvvisi mi disorientano, non vedo l’ora di rifugiarmi in casa, con la compagnia fedele dei miei pets, che comunque percepiscono il pericolo insito nel maltempo. Infatti i canarini non cantano. Magari verso sera torna il sole, è successo altre volte (oggi però temo di no). Devo cercare della buona musica e aspettare pazientemente che il temporale passi, confidando nella filosofica espressione attribuita a Eraclito (Efeso, Turchia), pensatore presocratico: “Panta rei” (tutto scorre), esattamente come l’acqua di un fiume. Saluti e Salute, amici lettori! 🌷

Pioggia e Speranza

Ultimo giorno di marzo, ultimo giorno di emergenza sanitaria: da domani meno restrizioni, ma bisogna mantenere alta la vigilanza, perché il virus è subdolo e stenta a lasciare il campo, dopo oltre due anni di ferro e fuoco. L’espressione va estesa alle città rase al suolo in Ucraina, dove da oltre un mese è protagonista la guerra, che non si immaginava possibile nel vecchio continente, ancora memore di due guerre mondiali. Il fuoco si spegne con l’acqua: quella dei pompieri quando è doloso, con la pioggia se si tratta di arsura dovuta a mancanza di precipitazioni. Attesa da oltre tre mesi, è finalmente arrivata la pioggia, modesta finora ma dovrebbe continuare nel pomeriggio e nei giorni a venire. Sono uscita con l’ombrello, di colore azzurro: era diventato un optional sotto il portico, dentro il portaombrelli di rame. In piazza Castelcucco, nel centro della strada chiusa per giorno di mercato, in una pozza d’acqua Giordano, titolare del banco dei fiori ha sistemato una bella ortensia bianca che pare gradisca l’attenzione. Si sa che questa pianta ha bisogno di acqua (e mezz’ombra, ne ho anch’io messe a terra) e il commerciante ha sfruttato l’occasione, trasformatasi in un momentaneo spartitraffico floreale. C’è meno gente del solito, l’acqua è benedetta, ma il sole favorisce di più gli spostamenti. Di solito, quando piove di brutto il mercato salta. In questa circostanza, i banchi con le varie merci non hanno mancato l’appuntamento settimanale, che potrà risultare meno frequentato. Quando insegnavo e avevo il giorno libero di giovedì, non mi perdevo quello di Bassano, uno dei più vasti. Era anche un’occasione per incontrare qualche compagno/a di liceo, colà frequentato per cinque anni. Adesso l’incontro avviene ad altri livelli: Paola, Anna, Francesco, Michele, Paolo, Bruno, Gigliola, Nadia lo sanno! Buone cose e arrivederci! 🌷

In attesa del 9 maggio

9 maggio fine del conflitto? Magari! Giorno simbolico della vittoria sovietica sul nazismo, può darsi che sia stata scelta come data-limite per il ritorno a casa dei soldati russi, mandati al fronte per combattere “la guerra di Putin”. Non sorprende che il dissenso cresca e aumentino le perdite in battaglia. Mi ha colpito la notizia di un clamoroso episodio di ammutinamento, durante il quale un comandante è stato travolto con un tank da un suo sottoposto come ritorsione per l’alto numero di perdite della sua unità nel conflitto, testimoniata dalle parole: “1500 compagni del mio battaglione sono morti”: numeri da brivido, riferiti a ragazzi finiti in prima linea, probabilmente illusi di tornare a casa presto e indenni. La parola “ammutinamento” mi ha richiamato momenti di storia antica…che purtroppo si rinnovano. A Sumy, città a est di Kiev 300 militari pare abbiano fatto dietrofront con le loro 70 unità di equipaggiamento. Immagino si siano registrati altri rifiuti dei militari. La storia è un po’ come la geografia: bisognerebbe essere sul posto per vedere come stanno effettivamente le cose, quali siano i numeri reali, a chi attribuire le cause delle devastazioni…da un certo punto in poi le responsabilità si mischiano al diritto di difendere il proprio territorio, la propria vita e quella dei propri cari. Mi sarebbe piaciuto fare la giornalista, ma non l’inviata di guerra. Tra una manciata di ore saremo in aprile, e maggio segue a ruota. Il 9 maggio è il compleanno della mia amica Nadia, dentista in quel di Bassano: mi auguro di poterle fare gli auguri, tolto il macigno della guerra dal cuore, mio e del mondo intero.

(Bei) tempi andati

Sono stata a trovare la mia amica Lucia: che bello! Al ritorno mi sono fermata a fare la spesa al tosano: che brutto! Adesso spiego. Lucia è ospite di una struttura a Valdobbiadene dove fa riabilitazione dopo l’intervento al ginocchio. Conoscevo l’ambiente, ampio, arioso, accogliente. L’incontro è avvenuto attraverso una porta a vetri, impossibile un contatto nemmeno furtivo. D’altronde mi ero informata. Comunque ho visto la mia amica venirmi incontro con le stampelle e ci siamo parlate per mezz’oretta. Non è proprio come a casa, attorno alla tazzina di caffè (Lucia lo fa con la macchina espresso ed è davvero buono), ma è pur sempre confortante, in attesa che rientri a casa, che dista poche decine di metri dalla mia. Di strada, avevo già ipotizzato di fermarmi all’ipermercato tosano di Pederobba, non perché mi piaccia fare la spesa in grande, ma perché solo lì trovo i risotti pronti Viva la mamma nei cinque gusti proposti: milanese, zucca, tartufo, asparagi, funghi porcini. A mio dire sono una delizia, basta scaldarli due minuti al microonde. Già che c’ero ho acquistato frutta e verdura. Verso la mezza mi approssimo alla casa, ovverosia una delle tre attive su ben venticinque. Chi mi precede ha carrelli stracolmi di roba e ci vuole il suo tempo. Mi faccio distrarre dalle uova di Pasqua della cliente davanti a me e penso quant’era bello quando andavo a fare la spesa dal bottegaio sotto casa, con il libretto dove venivano registrati gli acquisti che poi mio padre saldava a fine mese: niente code, zero stress, sorrisi e scambio di battute, controllo oculato della merce che doveva rispondere a effettiva necessità. Per chiudere, una manciata di caramelle per saldare l’amicizia tra cliente ed esercente. Bei tempi andati, di magra da una parte e di consolazione dall’altra. Tra l’altro, Lucia da ragazza lo ha sperimentato. Non mi dispiacerebbe ritornassero in parte, per restituire un po’ di animo al benessere.

Ultimo sabato di marzo 2022

Che bello, la mattina spalancare le finestre: la luce e il sole inondano la stanza come una benedizione. Riemerge da lontano il ritornello di una canzone presentata a Sanremo nel 1956 cui un familiare era affezionato: “Aprite le finestre al nuovo sole, è primavera!”, segno che anche allora la nuova stagione era vissuta come portatrice di buone nuove. Anna, sensibile compagna liceale divenuta amica per identità di sentire, mi manda bellissime foto, corredate di poetiche parole. Quella di stamattina immortala un esemplare di Clematis Armandi attorcigliata attorno a un tronco in orizzontale, suppongo un ex albero che continua a essere… diversamente utile! Quante lezioni gratis dalla natura! Anche la didascalia è una perla di saggezza: “W la primavera e chi sa cogliere e gustare anche i piccoli particolari della sua bellezza!”. Grazie Anna, di restituirmi emozioni positive. L’ultimo sabato di marzo comincia con il piede giusto, a mezzogiorno la temperatura si aggira sui venti gradi. A breve i miei vicini pranzeranno fuori, sotto il porticato e Bibi, il loro cane farà le feste. Stanotte le lancette dell’orologio dovranno essere spostate avanti di un’ora, per perderne una di sonno (ma non succede a tutti) e guadagnarne una di luce, che è un gran bene di Dio. Sono segnali del tempo che passa… ma anche che ritorna in alcune declinazioni che si ripetono. Panta rei (tutto scorre) affermava il filosofo greco Eraclito e il fiume che scorre è un’efficace metafora. Sempre più il tempo mi appare come una corda flessibile dove si alternano vibrazioni ed azioni. Me lo ricorda la natura con la riproposta dei suoi svariati colori, profumi e forme. Certo c’è anche il rovescio della medaglia: zanzare, rumori, esternazioni. Bisognerà vedere se la pandemia se ne andrà e cosa lascerà sul campo. Al netto di quello che avremo incautamente (o deliberatamente) lasciato noi.

Mattina di primavera

Peccato non poter fare sentire il laborioso ronzio sulla chioma fiorita del Susino selvatico, cresciuto sul bordo della siepe di Fotinie, tra una Lagerstroemia e l’altra. Oggi è una giornata decisamente primaverile e a mezzogiorno il sole scalda la pelle. Essere al mare ora, immagino sarebbe una delizia, ma non posso lamentarmi di quello che mi offre il giardino-prato, trapunto di Pratoline e azzurri fiori di Veronica. Anche il vecchio Pirus ha indossato l’abito rosa, mentre dai vasi si elevano Giacinti e Giunchiglie. In un angolo ombreggiato sono risorte le Viole e perfino il Nocciolo esibisce microscopici fiorellini rossi. Bianchi sono i fiori del Susino, mentre per quelli rosati del Melo bisogna aspettare. Ogni mattina è una sorpresa, la bellezza si rigenera e si offre, silenziosa e maestosa ai nostri occhi, sovente distratti. Vorrei fermare i momenti di beatitudine quando fotografo il bello che mi circonda, soverchiati da una preoccupazione che va lontano. Vorrei che l’armonia regnasse sulla terra e tutto il mondo fosse in pace, così la bellezza potrebbe duplicarsi ovunque. Essere stati creati a immagine e somiglianza del Creatore, in certi contesti mi sembra una bestemmia. Attingo linfa dalle creature vegetali del mio giardino, allietate dal canto dei canarini e dalle capriole del gatto sull’erba. Una pioggia di petali bianchi e rosa volteggia lieve sul mio capo. Manca solo la pioggia vera, che disseti la terra riarsa e ammorbidisca i cuori di pietra.

Equinozio di Primavera

Bene arrivato, equinozio…spero che tu abbia scavalcato tutte le rigidità e le brutture invernali, anche se non sono le temperature e la mancanza d’acqua le privazioni maggiori. La terra sta soffrendo il secco – mi è appena giunta la notizia di un grosso incendio sul Massiccio del Grappa, boschi di Borso, complice la siccità – mentre non troppo lontano da noi la popolazione sotto assedio subisce incendi e si rifugia nei bunker. Nel ventre della terra, senza acqua e luce nascono creature, come fuori tra le pietre riarse. Il pianeta che ci è stato prestato potrebbe essere un paradiso: basta guardarsi attorno e lasciarsi stupire dalla bellezza che si anima attraverso i fiori, le piante, i colori. Il passaggio da una stagione all’altra mi commuove, perché lo decodifico come un messaggio di resistenza e di cambiamento in avanti, senza ripetere errori antichi. Purtroppo questo pensiero lineare non collima con chi si è fissato a spostare indietro le lancette dell’orologio e nel terzo millennio la guerra è ancora un argomento di attualità. Ammetto che non lo credevo possibile, eppure è successo! Non so come andrà a finire, la mia pietà va a tutti coloro che soffrono e alle innumerevoli vittime di scelte sconsiderate. Se in Russia la parola guerra è stata bandita – ragion per cui molti giornalisti sono stati costretti a fare armi e bagagli – lascio immaginare lo stato di terrore in cui è costretta a vivere la gente comune. Seguo con trepidazione le notizie, sperando che la diplomazia compia il miracolo. “Con meno di tutto si sta meglio” ha commentato il mio post sul riciclo Antonietta. Sento che siamo in molti a condividere. Chissà che la “ricetta” arrivi nelle alte sfere e ci restituisca la Pace!

San Giuseppe…e non solo

Alle sette di mattina il sole ha fatto il suo ingresso, baciando la terra. Quando apro lo scuro del bagno che dà sull’orto (dove per ora non coltivo alcunché), è come se toccassi i raggi, depositati sui meravigliosi fiori rosa dell’albicocco che credevo spacciato o quasi. Decido di fotografarlo immediatamente e di dedicargli il post odierno. Mentre scatto con il tablet (che fa i capricci; non succedeva con le macchine fotografiche di una volta), un simpatico ronzio mi segnala che le bottinatrici sono già al lavoro. Beppe, il cane del vicino non si è accorto di me, oppure mi ignora. Sono momenti di stupore per le meraviglie offerte a costo zero dalla natura, che mi bendispongono per il seguito della giornata, dedicata oggi a tutti i Giuseppe e alla festa del papà. Ma è anche il compleanno di Marisa, cui rinnovo gli auguri da questo diario speciale. Da liceali condividevamo il posto in corriera, adesso…il blog! (cosa che mi fa piacere): interessante l’evoluzione delle relazioni sulle ali del tempo! Anche se lei abita a Milano da oltre trent’anni, ci sentiamo più vicine di quando abitavamo a Possagno, a circa trecento metri (deve essere un regalo della maturità…). Vale anche per Paola che abita a Nazareth, che leggo sempre volentieri. Mi permetto una similitudine con l’albicocco, che dà il suo meglio dopo una pausa vegetativa, somigliante al tempo del nostro sacrificio durante il quale non c’era quasi spazio per le relazioni, assorbite dagli impegni professionali e sentimentali. Bene, Marisa: deduco che stiamo raccogliendo i frutti della nostra semina. Siamo state fortunate e brave. Adesso lasciamo pure che i petali rosati si spandano per attorno, rendendoci testimoni dello spettacolo della vita. Luminose Primavere!!🌷