Accantonare prima di spendere

31 Ottobre, Giornata Mondiale del Risparmio. È un po’ anacronistico parlare di risparmio in tempo di vacche magre, tuttavia ci provo. Quando ero in terza elementare, ricordo un salvadanaio massiccio e grigio che catalizzò la mia attenzione, insieme con persuasive parole di circostanza. Conservo una foto in bianco e nero, scattata mentre recito una poesia durante una giornata legata al risparmio. Infatti, negli Anni Sessanta l’educazione al risparmio tra i banchi di scuola, incentrata sulla “Giornata Mondiale del Risparmio” , celebrata il 31 Ottobre era un vero e proprio rito collettivo. Poi è subentrato il boom economico e il risparmio è caduto in disuso. Rimane uno strumento di protezione contro l’aumento del costo della vita, ma chi riesce a risparmiare è bravo. Giusto ieri si è tenuto in tutta Italia un grande sciopero generale e manifestazioni contro il caro vita. Pensando a chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese, non oso lamentarmi. Però riconosco che fare la spesa, ogni settimana è un salasso. Pur comprando all’incirca le stesse cose, ogni settimana le scopro aumentate, ma non in maniera omogenea. Ad esempio, la miscela per i canarini – ne ho cinque – costa rispettivamente 1 euro, 2.15 e 3 in altrettanti posti. È evidente che qualcuno ci fa la cresta. La frutta è sempre più cara e meno saporita. Altrettanto la verdura. Cappuccino e cornetto spaziano tra 3.20 e 3.40 ed è lievitato anche il prezzo della pizza, compreso il contenitore per l’asporto. Non so come se la passino i ristoratori della zona, ma intuisco il motivo per cui forniscono pranzo e cena solo il fine settimana. Ovvio che sono aumentati anche i costi di gestione, compreso il personale. SulGazzettino odierno: Il vademecum Accantonare prima di spendere e “zero ansia”.

6 pensieri riguardo “Accantonare prima di spendere”

  1. Noi veneti siamo sempre stati risparmiosi e oggi più che mai…..almeno io la penso così!! Magari un paio di scarpe in meno e qualche risparmio in più xché in futuro non si sa mai!!

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  2. Lo sappiamo cosa sta succedendo da parecchi anni, eravamo abituati da molto tempo con un’economia molto stabile, addirittura in banca chiedevano l’uno o il due per cento, adesso siamo dal sette al 15 per cento: prima il Covid poi le Guerre sono state micidiali limitando l’approvvigionamento di materie prime, cereali, combustibili e componenti industriali ed assieme l’aumento del costo del lavoro, gli imprenditori spendono più del doppio, le tassse per pagare gli oneri pubblici ma quello che è peggio ma inevitabile perchè chi può meno può sono le dinamiche del mercato che tra il produttore e il consumatore c’è di mezzo il o i commercianti che ne approfittano alla grande… Prezzi salgono, i costi aumentano, le preoccupazioni crescono; eppure il valore delle cose più importanti resta immutato: un affetto sincero, una giornata serena, il sorriso di una persona cara… Ciò che sostiene davvero la vita non sempre segue le leggi del mercato: ieri sera ho lavorato sino a tardi a montare le lampade da mio nipote sulla casa nuova e tutto veramente meraviglioso che si crea con nipoti e nipote acquisita… ivano

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