Cronaca (domestica)

È la mezza e devo ancora scrivere il post. Cosa ho fatto stamattina? Mi sono trovata al bar con Lucia, per un aggiornamento reciproco. È giorno di mercato, ma non ho sostato presso nessun banco, salvo quello dei fiori per documentarmi sui ciclamini. Ho mangiato pesce per tre giorni di fila quindi oggi non è il caso. Quanto alla frutta, ho una cassettina di uva fragola spiccata dalla pergola che soddisfa la mia voglia di dolce. Altrettanta l’ho trasformata ieri in composta d’uva. Ho la cucina pregna dell’odore dolciastro sprigionato mentre gli acini bollivano in pentola. Siccome l’operazione non era prevista, ho usato capsule non originali per chiudere i vasetti, con il risultato che ho dovuto procedere a un’altra sterilizzazione, grazie ad altri contenitori fornitimi da Lucia. Mi sono regalata un bouquet domestico, realizzato con un bocciolo di rosa varietà Columbus, Edera e foglie nuove di Fottinia che ho fotografato e posizionato davanti alla fotografia di mia madre in Lambretta con me sul sedile posteriore. Tempo perso? Non ho nessuno da servire e oggi mi sono concessa… una variazione sul tema, scrivendo il post all’ora di pranzo, che mediamente cade alle 13. Per connettermi con l’attualità, stamattina per televisione hanno riconfermato un cosa nota: siamo il terzo paese per longevità, ma la qualità della vita non si improvvisa. Tra i consigli utili si raccomanda di dormire bene e a sufficienza, allenare la mente, mantenere molti interessi e pensare positivo. Ma anche essere flessibili e accettare i cambiamenti. Mi ritrovo abbastanza in questo quadro, con la precisazione che ho limitato gli interessi, per non essere dispersiva. Inoltre l’età impone ritmi di riguardo, se non proprio lenti. Sono per l’età avanzata creativa…su misura.

Cyberattacchi ai supermercati

Ci sono delle notizie che hanno dell’incredibile. Mi riferisco ai Cyberattacchi ai supermercati di mezza Europa: temperature dei frigoriferi fino a 50 gradi e quintali di cibo da buttare. Anche in Italia, coinvolti cinque supermercati Conad, un punto vendita a Sassari e una società che gestisce mense di scuole e di ospedali. Sembra fantascienza (ma forse è solo un passaggio della guerra ibrida). L’allarme della UE: “Un tentativo deliberato di interrompere la nostra catena di approvvigionamento alimentare”. Se non fosse vero, mi verrebbe d ridere. Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha osservato che, quanto accaduto “preoccupa, non è una cosa bella, è avvenuta in più paesi europei, quindi è presumibilmente un’iniziativa coordinata a livello europeo da parte di qualcuno che ha un contenuto di ostilità evidente”. Seguo le vicende politiche di sghimbescio, ovverosia di traverso. Ho delle intuizioni e zero certezze. Tuttavia adotto l’esclamazione di Cicerone O tempora, o mores” perché sono consapevole dei duri tempi attuali. L’oratore e uomo politico romano la usava nelle orazioni e in altre opere, riferendosi alla corruzione e intrallazzi vari. La prima orazione contro Catilina è del 63 a. C. di fronte al Senato romano. Da allora ne è passata acqua sotto i ponti… ma siamo punto e a capo. Certe notizie danneggiano l’umore, oltreché l’economia. Per rimediare, dovrebbero trasformarsi in fake news, cioè in “balle”. Per il momento mantengo il proposito di ridurre la spesa al supermercato, farmi un orticello a metro zero, introducendo magari un paio di galline ovaiole. Gatti permettendo.

Lamponi autunnali

Ho gustato una manciata di lamponi, incredibilmente venuti a maturazione in un periodo per me anomalo. Probabilmente la mia pianta è di una varietà rifiorente che produce un secondo raccolto ad autunno inoltrato, fino all’arrivo dei primi veri geli invernali. Nelle regioni del Centro – Sud Italia la raccolta dei frutti rossi a Novembre inoltrato è ormai frequente. Lo scopro grazie alla sorpresa che mi ha fatto la piantina messa in terra la scorsa primavera e che già aveva donato i primi frutti. Se vive mediamente 8 – 10 anni, spero mi nutrirò dei suoi frutti a lungo. I lamponi sono frutti ipocalorici, ricchi di acqua, fibre e potenti antiossidanti, ideali per il benessere cardiovascolare e metabolico.Secondo le indicazioni nutrizionali, una porzione standard corrisponde a una tazza di lamponi, frutti che vedo esposti al supermercato, insieme con mirtilli e ribes. Li ho anche comperati, ma non c’è paragone con quelli che stacco dalla generosa pianta con le mie dita e infilo direttamente in bocca. Sicuramente hanno influenzato qualche artista, anche Gianni Morandi che canta Banane e lampone. Gianni Rodari hs scritto la celebre filastrocca “Viaggio in Lamponia” e Don Pompeo Mongiello è autore della poesia “I lamponi”. “Lampone Nero” è la lirica di Stefano Bergamasco. Il lampone compare nelle citazioni poetiche di autori come Fabrizio Caramagna o Kate Clanchy. Essendo uno dei frutti di bosco più buoni, la Cucina Italiana utilizza il lampone per realizzare ricette dolci e salate che fanno venire l’acquolina in bocca solo a vederne le foto. Ma anche al naturale, è un dono della natura, specie se maturato a sorpresa.

Pro Defunti

Mi accingo a scrivere il post di oggi, Giornata dedicata alla Commemorazione dei Defunti in ritardo, anzi quasi lo davo per perso, perché ho trovato il caricabatterie ‘morto’ , con tablet e smartphone fuori servizio. Per fortuna ho rimediato, acquistandone un altro. Un pensiero fin troppo facile, è che tutto ha una data di scadenza, cose e persone. La giornata merita una riflessione sulla vita e sulla morte. Mi viene in aiuto Sant’Agostino, con la celebre frase: “La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come se fossi nascosto nella stanza accanto…” attribuita a lui, ma in realtà si deve al canonico anglicano Henry Scott Holland (1847 – 1918) che la pronunciò nella cattedrale di St Paul a Londra nel 1910, in occasione della morte di Re Edoardo VII. L’equivoco non distoglie dall’interrogarsi. Per restare in ambito letterario, ‘giro la domanda ‘ a Foscolo e Leopardi. Per Ugo la morte h un doppio volto: il nulla eterno e una pace consoltrice. Giacomo ne parla nella Canzone Amore e Morte, come di “gemelli’ generati dal destino che entrambi donano all’uomo momenti di grandezza e di sofferenza. Nel privato mi chiedo spesso quale sarebbe il punto di vista dei miei cari defunti al riguardo, quelli mancati da molti anni e anche di recente. Per quanto e come li ho conosciuti, li immagino appagati di esserci stati, serenamente entrati in una nuova dimensione dove ci attendono. Preferisco gli ‘altarini’ domestici, piuttosto che le tombe tirate a lucido in cimitero per la ricorrenza odierna. Termino con il pensiero di Serena Takdeer (aforista e poetessa italiana) giunto con i saluti stamattina: E mi piace pensare che un soffiio di vento all’improvviso sia la carezza di chi non è più tra noi.

Novembre, di Giovanni Pascoli 🍁

[ ] “È l’estate, fredda, dei morti” I poeti mi aiutano a dare senso al quotidiano. Stamattina lo fa Giovanni Pascoli, con la poesia Novembre (1891) che trascrivo di seguito. Non la commento, per lasciare al lettore elaborare una sua riflessione. Mi limito a sottolineare il contrasto tra le stagioni della natura e la ricaduta che producono nell’animo. Dal punto di vista strutturale, si tratta di tre strofe, ognuna di quattro versi (tre endecasillabi e un quinario) con rime alternate. Le immagini visive, olfattive e sonore accompagnano il lettore dal paesaggio luminoso iniziale alla desolazione della parte centrale, fino al silenzio e al riferimento della morte nell’ultima strofa. Data la giornata odierna, personalmente valorizzo proprio questa. Novembre Gemmea l’aria, il sole così chiaro/che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,/e del prunalbo ll’odorino amaro/senti nel cuore…/Ma secco è il primo, e le stecchite piante/di nere trame segnano il sereno,/e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante/sembra il terreno./Silenzio, intorno: solo, alle ventate,/odi lontano, da giardin ed orti,/di foglie un cader fragile. È l’estate/fredda dei morti.//

Accantonare prima di spendere

31 Ottobre, Giornata Mondiale del Risparmio. È un po’ anacronistico parlare di risparmio in tempo di vacche magre, tuttavia ci provo. Quando ero in terza elementare, ricordo un salvadanaio massiccio e grigio che catalizzò la mia attenzione, insieme con persuasive parole di circostanza. Conservo una foto in bianco e nero, scattata mentre recito una poesia durante una giornata legata al risparmio. Infatti, negli Anni Sessanta l’educazione al risparmio tra i banchi di scuola, incentrata sulla “Giornata Mondiale del Risparmio” , celebrata il 31 Ottobre era un vero e proprio rito collettivo. Poi è subentrato il boom economico e il risparmio è caduto in disuso. Rimane uno strumento di protezione contro l’aumento del costo della vita, ma chi riesce a risparmiare è bravo. Giusto ieri si è tenuto in tutta Italia un grande sciopero generale e manifestazioni contro il caro vita. Pensando a chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese, non oso lamentarmi. Però riconosco che fare la spesa, ogni settimana è un salasso. Pur comprando all’incirca le stesse cose, ogni settimana le scopro aumentate, ma non in maniera omogenea. Ad esempio, la miscela per i canarini – ne ho cinque – costa rispettivamente 1 euro, 2.15 e 3 in altrettanti posti. È evidente che qualcuno ci fa la cresta. La frutta è sempre più cara e meno saporita. Altrettanto la verdura. Cappuccino e cornetto spaziano tra 3.20 e 3.40 ed è lievitato anche il prezzo della pizza, compreso il contenitore per l’asporto. Non so come se la passino i ristoratori della zona, ma intuisco il motivo per cui forniscono pranzo e cena solo il fine settimana. Ovvio che sono aumentati anche i costi di gestione, compreso il personale. SulGazzettino odierno: Il vademecum Accantonare prima di spendere e “zero ansia”.

Arte in visita

Oggi non faccio da mangiare e questa è già una soddisfazione per me che sono poco portata per i fornelli. Sarò a pranzo con le mie cugine Giuliana, Luisa, Morena, Lucia, gentilmente accompagnate dal cugino Loris Cusin. Il motivo è da rintracciare nell’albero genealogico e nella produzione artistica della defunta zia Maria Cusin (Orsago, 24.01.1916 – 11.03.2005), sorella di mio padre Arcangelo (Orsago, 16.08.1922 – Possagno, 2.04.1981) Riceverò dei quadri della zia che aggiungerò a quelli già in mio possesso. Il passaggio di mano mi emoziona, sia perché ho conosciuto la persona, sia perché nutro molta ammirazione per chi investe nell’arte. Maria Cusin lavorava alle Poste, era nubile e trasferiva le sue emozioni in molte tele dove prevalgono ritratti femminili. L’anno dopo la sua morte, il primo novembre 2006, la professoressa Lorena Gava ha inaugurato la Mostra Antologica delle sue opere, che ammirai insieme con mia mamma e mio cugino Camillo. Insomma, una parente artista che mi fa visita attraverso le sue opere. La mia ‘arte’ abita tra le parole che uso per ‘ritrarre’ brevemente le cugine. Giuliana ha ereditato l’attitudine a dipingere; Luisa ama i fiori ed è la prima che invia i saluti al mattino; Lucia ha creato il gruppo su WhatsApp e tiene i contatti, Morena è una specialista nel fare torte, mentre Loris ha una lungo esperienza nella coltivazione di funghi champignon. Peccato che abitino a una settantina di chilometri che per me, miope forte e invecchiata rappresentano una lunga distanza. Comunque oggi, penultimo giorno di Ottobre si fa festa!

Il Giudice Ragazzino, Beato Rosario Livatino

Mi sto disabituando ad andare al bar per leggere le notizie. Mi arrivano prima sul tablet oppure le sento da radio e tivù. Non avendo un padrone, scelgo da me l’argomento o il fatto di attualità da considerare, essendo il mio blog un diario online riservato a una ristretta piazza, con accesso autorizzato. Mi tengo cari i contatti fedeli, Lucia in testa. Prendo atto serenamente di chi entra e chi esce. Nel complesso, dal pomeriggio fino a sera inoltrata ho chi mi fa compagnia da remoto, rispondendo al post anche a tarda ora. Ovviamente non è obbligatorio, però mi fa piacere che ci sia un riscontro a quello che scrivo. Successivamente l’applicazione mi aggiorna su quante visite, quanti visitatori eccetera, ma ho perso l’abitudine iniziale di andare a controllare. Mi è caro il mio gruppo affezionato che cerco di intrattenere senza annoiare. Se l’attualità non mi ispira, mi rivolgo al calendario che oggi 29 ottobre ricorda il beato Rosario Livatino, magistrato 38enne ucciso dalla mafia ad Agrigento il 21 settembre 1990, per la sua rettitudine morale e la lotta alla criminalità organizzata. Una sua frase famosa: “Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili”. La Chiesa cattolica lo ha definito “martire della giustizia e della fede”. Egli stesso negli scritti personali e nei fascicoli d’indagine annotava la sigla S.T.D/Sub Tutela Dei “sotto la protezione di Dio” perché “La giustizia è necessaria, ma non sufficiente, e può e deve essere superata dalla legge della carità, che è la legge dell’amore, amore verso il prossimo e verso Dio”. È stato proclamto Beato dalla Chiesa cattolica il 9 maggio 2021. IRealizzate su di lui le opere ll Giudice Ragazzino (1994) e Livatino. Il giudice e i suoi assassini (settembre 2026) in onda il 9 e 10 novembre p.v.

L’ereditiera e il colibrì

Una volta mi appassionavano i gialli, o meglio i programmi ‘gialli’ tipo quello condotto da Corrado Augias “Telefono giallo”, uno dei programmi più importanti della storia della Rai, andato in onda su Rai 3 dal 29 settembre 1987 all’8 dicembre 1992. Non azzardo paragoni con programmi incentrati su cronaca nera, casi irrisolti e inchieste giudiziarie. Un po’ mi dispiace che alla conduzione di Chi l’ha visto? non ci sia più Federica Sciarelli. Dopo oltre vent’anni capisco che ambisse al meritato riposo. Ora c’è Raffaella Griggi che farà del suo meglio. La premessa per introdurre un caso che non so se sia stato trattato dal programma suddetto, ma che ha tutti gli elementi del giallo profondo, di cui leggo sul CORRIERE DELLA SERA. Mi riferisco alla scomparsa della milionaria colombiana Ana Maria Henao, 40 anni, avvenuta nel 2024 a Madrid, per sospetta mano dell’ex marito David Knezevich, 36 anni, originario della Serbia accusato di averla uccisa. Arrestato in Florida e poi morto suicida in carcere. Ines, la madre di Ana e i fratelli Felipe e Diego sono arrivati sull’Altopiano di Asiago dagli Usa dove gli inquirenti ipotizzano sia stato occultato il cadavere. La famiglia lascia un colibrì di peluche in sua memoria tra i boschi di Cogolio del Cengio, temendo di non ritrovare più il suo corpo. Offrono una ricompensa fino a 25.000 dollari per chi fornisce notizie utili a individuare i resti della quarantenne. Il colibrì era il suo animale preferito. Ana pesava 45 chili per un metro e mezzo, molto bella. Il colibrì simboleggia la gioia di vivere, la leggerezza e la capacità di superare le difficoltà nonostante le piccole dimensioni. Una beffa, per la sfortunata Ana.

Ponte dell’Arcobaleno 🐾

Curiosa ricorrenza il 27 ottobre: è il Giorno degli Animali Defunti, o la Notte degli Spiriti Animali secondo una tradizione messicana che anticipa il Dia de los Muertos per rendere omaggio ai pets scomparsi. Mi sembra un’iniziativa gentile, per niente spaventosa come quella di Halloween che bussa alle porte. Molti gatti mi hanno fatto compagnia dalla prima infanzia fino all’età matura attuale. Andando a ritroso ricordo: Sky, Micia, Puma, Briciola, Ciuffetto d’oro, Minù… e chi si ricorda più gli altri. Però ricordo che a don Federico, parroco di Cavaso del Tomba quando avevo circa sette anni chiesi in confessione se avrei rivisto i miei gatti, periti in strada sotto le auto, preoccupazione che c’entra con il giorno attuale. Non mi ricordo la risposta, ma il contesto fu rasserenante. Aggiungo i cani Luna e Astro e diversi uccellini, sepolti in giardino. Anzi, avevo destinato uno spazio come sepoltura degli amici animali nei paraggi dell’albicocco, con tanto di vasi decorativi sui quali ha preso il sopravvento l’edera. Ma li ricordo tutti, fotografati in diverse situazioni. Puma fa da salvaschermo sul tablet e vederla più volte al giorno mi compensa della sua perdita. Secondo la leggenda, i nostri amati animali tornano a trovarci proprio questa notte. Altra leggenda è quella del Ponte dell’Arcobaleno che collega l nostro mondo a un regno speciale, una sorta di Paradiso ma a misura di animale. Io non allestisco altarini con candele, fiori ed erbe aromatiche come lavanda e rosmarino che richiamano il mondo naturale ed evocano tranquillità e memoria. Ma con Astro, Luna, Sky, Puma e Micia ci parlo. Non escludo mi sentano. Io di certo li tengo nel cuore. 🐾