Ieri sera, mentre facevo l’aerosol per curare gli effetti di un bel raffreddore ho seguito in parte la trasmissione “Quarta Repubblica” sul disastroso weekend di Milano. Ammetto che mi tremavano le gambe, nel vedere lo scempio di vetrine prese a mazzate dai vandali, a caccia di brend. Imbarazzante vedere successivamente il deserto dopo le violenze. Stamattina, Massimiliano Ossini, conduttore della trasmissione Unomattina apre con lo stesso argomento, portando l’attenzione sulla seguente frase riportata dal Corriere della Sera: “Genitori in coda in Questura a Milano per aspettare i figli minorenni.Tunisini, ucraini, italiani”. Date le premesse mi sento costretta a tornare sull’argomento, ma da un altro punto di vista. Me lo offre il titolo dell’intervista di Enrico Ferro a Sofia D’Auria: “Io, figlia di un poliziotto vado a manifestare ma papà non merita le pietre”. Michele, padre di Sofia lavora alla Polfer di Treviso. Il nonno Ettore è stato dirigente della Digos di Venezia negli Anni di Piombo, diventato poi questore di Udine. La ragazza, 20 anni, abita a Mestre e studia Scienze politiche all’Università di Padova. Alla domanda Lei farebbe la poliziotta risponde: “Non lo farei perché è un mestiere complicato: sei una figura indispensabile per lo Stato ma spesso ti scambiano per il nemico, il contendente. Diventi parte di uno stereotipo”. Ecco, credo che Sofia abbia intercettato lo spirito di chi se la prende con chi indossa una divisa. Il bilancio della guerriglia esplosa nelle piazze un Italia è di 141 agenti finiti in ospedale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha detto: “La risposta dello Stato sarà ferma”. Tutti coinvolti.
Categoria: Attualità
Barbarie urbana
Alta tensione, guerriglia urbana, devastazione a Milano durante il weekend. Gli autori 220 teppisti, di cui l’80% minorenni, tra cui un undicenne. La conta dei danni è alta: una quindicina di negozi saccheggiati, 90 agenti in ospedale, almeno 25 feriti. Ma anche in Veneto non si sta tranquilli, come da titolo “Veneto, raid delle baby gang 70 identificati e 10 denunce” che introduce l’articolo di attualità di Luca Vecellio sul Gazzettino. Sono sconvolta. Bande di ragazzini che approfittano della protesta per il caro vita, arrivati in treno dopo il tam tam sui social per saccheggiare, portarsi via le scarpe griffate e distruggere. Inevitabile il pensiero a quanto è successo in Francia, dove a Limoges è crollato un campanile dopo essere stato avvolto dalle fiamme. Una violenza esagerata e preoccupante. “Sono giovanissimi che vivono la piazza come un videogioco: lanciano bottiglie contro la polizia e scappano. Poi si filmano e si abbracciano come in Gta, e postano sui sociali. Né destra né sinistra” (Cesare Giuzzi). Giorgia Meloni ha convocato per stasera un vertice sull’ordine pubblico. A ragione, anche se sarebbe utile indagare le cause del disagio giovanile. È un argomento che mi tocca da vicino, come ex docente, tanto che penso di trattarlo nel mio prossimo romanzo. Mi piacerebbe conoscere al riguardo l’opinione dei genitori di adolescenti, soprattutto di quelli con figli difficili da educare e da governare. Da sempre l’adolescenza è un’età di mezzo problematica, ma un ragazzo è destinato a crescere. La società è tenuta ad evitare che si tagli le ali, coinvolgendo tutti gli apparati educativi, famiglia in primis. La mamma di un ex alunno problematico mi ha confidato: “Mi ha dato tanti problemi, ma finalmente si è sistemato”. Un risultato educativo che non nasce dal nulla.
Pedoni e Codice della strada
Le novità contenute nel Nuovo Codice della strada (entrata in vigore prevista 1 Gennaio 2028) prevedono sanzioni anche per i pedoni, utenti della strada tanto quanto gli automobilisti. Le sanzioni indicate per chi non rispetta la precedenza vanno da 70 a 680 euro quando il pedone si trova vicino alle strisce, e da 150 a 600 euro, quando sta già attraversando. Multe ai pedoni che non useranno prudenza durante l’attraversamento. Dovranno evitare movimenti improvvisi e cambi di direzione. Mi sembrano indicazioni di buon senso. Mi auguro che la norma preveda il divieto di attraversare le strisce pedonali in bici, come mi è più volte capitato di vedere. L’obiettivo della riforma approvata dal Consiglio dei Ministri è quello di ridurre rischi per gli utenti più vulnerabili della strada. Secondo i dati forniti da Istat -:Aci, ogni giorno sulle strade si registrano 7 morti e 485 incidenti con feriti. Morti 48 pedoni. Sono numeri impressionanti! Io guido di malavoglia e mai per diletto, fors’anche per la miopia che mi limita, ma di più l’arroganza di certi automobilisti che strombazzano se vado piano, cioè ad andatura turistica. Comunque anche da pedone non sono tranquilla, e preferisco aspettare che l’auto in corsa passi, piuttosto che buttarmi sulle strisce. Anni fa ho assistito all’incidente che aveva coinvolto una signora asiatica, colpita sulle trisce pedonali e scaraventata dal cofano sull’asfalto a considerevole distanza. Per fortuna se la cavó, ma spesso finisce assai peggio. La strada è un pericolo non solo per i gatti e altri animali che incautamente la percorrono. Non basta il segno della croce per chi si mette al volante. Rispetto del Codice della strada, della vita propria e altrui.
Cibo e Salute
Sul quotidiano la tribuna leggo l’articolo di Andrea Dossi: Il mercato del contadino fa il pieno di clienti “Qui la qualità è più alta” con il sottotitolo: Prezzi in linea con la grande distribuzione, ma buon afflusso di cittadini, iniziativa che si inserisce nella settimana della salute dell’Ulss 2 che ha portato in tutta la provincia 160 appuntamenti dedicati alla prevenzione. L’evento ha coinvolto quindici produttori di Campagna Amica, per lo più trevigiani che hanno trasformato in un mercato l’ingresso della Cittadella del Ca’ Foncello, sollevando molta curiosità tra i banchi degli espositori. I prodotti esauriti per primi: zucchine, broccoli e cavolfiori, ma molte richieste anche per il pane integrale, prodotti da forno e dolci. Il luogo per l’iniziativa non è stato scelto a caso, ospedale non come luogo della malattia, ma della salute, un posto dove si può fare una spesa che aiuta a prevenire, consentendo al cliente di interagire con chi produce. Oggi Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2026: inevitabile una riflessione sul cibo ‘in un mondo dove la tavola non è più soltanto il luogo della condivisione, ma l’epicentro di delicate tensioni mondiali” (Simona Sirianni).Tra i prodotti sui banchi del mercato del contadino c’era anche il melograno, anzi il Rosso Melograno di Manuel Cescon da Fontanelle che dice: “I clienti hanno chiesto soprattutto il succo fresco, ma non disdegnano il pastorizzato a più lunga conservazione e le composte. Produciamo senza zuccheri e senza conservanti, tutto lavorato a mano”. Beh, anch’io! Non 600 piante di due varietà, una precoce e una tardiva come quelle del signor Cescon. Un solo melograno. Mi ha regalato decine di frutti dal cuore rosso che intendo trasformare in succo, da bere Pro Salute!
Divertimento incivile
Due minorenni sono gli autori delle aggressioni all’attore Davide Iacopini e ad altre cinque persone, avvenute tra il 4 e il 5 Ottobre a Monteverde, noto quartiere residenziale di Roma. Si tratta di un 16enne e di un 17enne che vivono nella zona. Hanno confessato che: “Quella notte ci siamo divertiti così”, per festeggiare il compleanno del più giovane. Alla guida del mezzo, il figlio di un carabiniere. Mi viene da chiedermi se abbia agito per sfida o affronto verso il lavoro del padre, rappresentante dell’Ordine Pubblico. Risaputo che gli adolescenti mettono in atto comportamenti oppositivi, per divertirsi procurano danno a persone inermi? L’attore Iacopini è ancora ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Camillo di Roma con prognosi riservata. Ha riportato un grave trauma cranico e ha subito due interventi neurochirurgici d’urgenza, a seguito del calcio sferrato da uno dei due balordi, mentre viaggiava su un monopattino elettrico. Sono senza parole. La madre di uno dei due sfaccendati pare abbia detto che suo figlio non è un mostro, o qualcosa del genere. Solito tentativo di proteggere un figlio potenzialmente delinquente? Qualche domanda dovrebbero farsela i genitori di questi minorenni cresciuti così male, da essere già noti alle forze dell’ordine. Denunciati per tentato omicidio e per lesioni procurate nelle altre aggressioni, hanno tutto il futuro davanti per espiare e forse cambiare vita. Provo pena per le vittime di tanta inciviltà e gratuita violenza. Sono alquanto preoccupata dello sbandamento giovanile che fa sempre più notizia e audience negativo. I bravi giovani esistono, io ne conosco: studiano, lavorano, sgobbano. Meriterebbero loro le prime pagine!
Festa Nazionale dei Cuochi e delle Cuoche
Il post odierno richiama quello di ieri, perché oggi 13 ottobre si celebra la Festa Nazionale del Cuoco – promossa dalla Federazione Italiana Cuochi – mentre la Giornata Mondiale degli Chef cade il 20 Ottobre. Doveroso un distinguo tra le due professioni: il cuoco prepara e cucina cibi, mentre lo chef è il capo che gestisce la cucina, come significa la parola chef che in francese corrisponde a capo. Ciò detto, grande ammirazione per entrambi i ruoli che recano prestigio alla cucina italiana. Non mancano i programmi televisivi e i tutorial per ‘governare’ i fornelli. Ho imparato qualcosa anch’io che non amo stare in cucina. Un cuoco per amico mi farebbe molto comodo, ma non compare tra i miei contatti. Rimedio con gli ottimi piatti dei locali limitrofi. Le mie preferenze vanno per i primi piatti, soprattutto per il risotto ‘in tutte le salse” come suol dirsi. Credo proverò a fare quello alla melagrana, dato che ho appena raccolto i frutti. È un raffinato primo piatto, realizzato con il succo e i chicchi del frutto. Esiste uno spremi-arilli, ma costa troppo per fare un esperimento. Userò lo spremiagrumi, sperando che basti. L’anno scorso, i semini hanno intasato il Moulinex! Comunque vada, farò io da cavia, così non avrò sensi di colpa se il risultato sarà deludente. A ben considerare, forse ha ragione Vilma quando dice che me la cavo, potrebbe essere. Ma vuoi mettere il pasticcio fatto da Franco, il marito di Francesca che lavora da Besse, oppure gli gnocchi verdi di Giobatta, mio ex alunno che gestisce la Trattoria dai “Fruts” a Pieve del Grappa? L’elenco potrebbe continuare, anche se non esco spesso per mangiare. Alla fine del mese pranzerò con le mie cugine da Rody , rinomata pizzeria e spaghetteria a Cavaso del Tomba.
Campionato Mondiale di Tiramisù
Per iniziare la settimana ci vuole qualcosa di dolce: perfetto il Tiramisù! Si è conclusa la decima edizione della Tiramisù World Cup a Treviso, nella tensostruttura di Piazza Borsa. Vi hanno partecipato 320 concorrenti non professionisti da 33 Paesi, quaranta minuti a testa per realizzare il famoso dessert a base di mascarpone e savoiardi inzuppati nel caffè. A giudicare i concorrenti, dopo aver superato un quiz online, 130 “giudici buongustai” che hanno assegnato il primo premio per la Ricetta Originale a Marcos Muzzi, apicoltore 51enne di San Paolo in Brasile, mentre Ciro Tomassini, 53enne tecnico ospedaliero e blogger di Vicenza ha vinto per la Ricetta Creativa: a forma di alveare, preparata con composta di lamponi, cioccolato bianco e miele al limone. Per forza che Piazza Borsa è stata presa d’assalto da turisti e residenti! Scopro adesso che Treviso cercava 100 assaggiatori per la manifestazione. Avrei voluta esserci anch’io che d’estate realizzo alla buona il famoso dolce al cucchiaio. Ho scoperto la regola del 5 – nota anche come regola dei “tre 5” che ignoravo: 5 uova (o meglio 5 tuorli), 5 cucchiai di zucchero (uno per ogni uovo) e 500 grammi da mascarpone. Altri consigli riguardano l’inzuppo nel caffè che non deve essere caldo, da effettuarsi contando fino a tre. Io mi regolo a gusto, aggiungendo due gocce di liquore, Marsala il più utilizzato. Ho provato a sostituire i Savoiardi con i Pavesini, per realizzare monoporzioni ed il risultato è stato soddisfacente. In parallelo con la Coppa del Mondo per il Tiramisù, c’è stata la Tiramisù Run, una corsa e camminata non competitiva di 10,1 km. che ha registrato subito il tutto esaurito con circa 4000 partecipanti. Al posto della medaglia o del ristoro tradizionale, una porzione di vero tiramisù trevigiano!
Fragilità giovanile
Pensavo di dedicare il post a Topo Gigio, o meglio alla sua storica voce, cioè a Peppino Mazzullo (Messina, 6 giugno 1926 – Messina, 30 settembre 2026), attore e doppiatore morto a 100 anni una manciata di giorni fa. Invece la cronaca mi attanaglia, specie se riguarda fatti avvenuti a scuola, il mio ambiente di lavoro per oltre trent’anni. Mi riferisco al tentato suicidio messo in atto da un tredicenne in una scuola media della Marca Trevigiana. Durante la ricreazione, il ragazzo si è lanciato dalla porta-finestra del primo piano a quattro metri di altezza, senza riportare danni gravi. Si era anche procurato dei tagli alle braccia, ma se l’è cavata con delle fratture. Tuttavia l’episodio è inquietante. I genitori dicono: “Un gruppo di bulli lo tormentava”. Conseguenza: l’istituto blinda i bagni, mentre docenti e bidelli sono messi a controllare gli ingressi. Ho contatti con insegnanti e bidelli. Dalle confidenze che mi fanno, sono contenta di essere in pensione. Giusto stamattina sentivo per televisione quanto siano aumentati i casi di fragilità. In Italia, il suicidio è la seconda causa di morte (dopo gli incidenti stradali) tra i giovani e gli adulti tra i 15 e i 29 anni. Purtroppo ne ho conosciuto che hanno buttato la spugna, senza apparenti motivi. Un mese fa, il 10 settembre è stata la Giornata Mondiale per la prevenzione del suicidio, una goccia in mezzo al mare. La longevità è un miraggio, ma la vita stessa può sembrare un’incognita a cui sottrarsi. Chissà cosa potrebbe dire – e suppongo abbia detto – il simpatico Peppino Mazzullo. Ai primi anni di insegnamento, durante la ricreazione un mio alunno di seconda media era scappato da scuola. Aveva preso il pullman per tornarsene a casa. Ovviamente senza chiedere o informare chicchessia. Per fortuna, il collega che si occupava del sostegno lo individuò. Pericolo rientrato e ‘pace’ fatta. Ma si parla di quarant’anni fa. Da allora le cose si sono ingarbugliate parecchio. Non solo per gli utenti della scuola.
Finalmente una bella storia
Tre amici ritrovano la fede nuziale persa da un turista irlandese nelle acque del fiume Lima in Garfagnana (Toscana) e volano a Dublino per restituirgliela. Avrebbero potuto spedirgliela, ma sono andati oltre, organizzando il viaggio per consegnarla di persona alla famiglia irlandese che era stata in vacanza in Toscana. Un esempio di altruismo lodevole, reso noto da Il Tirreno. Perdere l’anello nuziale è un evento che sul piano reale è solo un incidente materiale, ma che ha un sifnificato di cattivo auspicio nella tradizione popolare. Nel passato più remoto, la superstizione legava la perdita dell’anello a eventi luttuosi o alla separazione. Per i tre ragazzi è stato un atto di generosità che si è trasformato in una bella amicizia. Protagonisti della storia a lieto fine sono i trentenni Edoardo Poggi e Filippo Palagi e Nicola Malloggi di 35 anni. Vanno a fare il bagno e a cercare frescura nelle splendide acque del Lima. Qui conoscono la famiglia di Dublino in vacanza composta da Patrick Mohr, Joanne McHughe e le tre figlie adolescenti. Tutti fanno il bagno, durante il quale viene persa la fede nuziale. Un tentativo di recuperarla va a vuoto, causa l’alto fondale e la corrente. I giovani promettono di ritentare in altro momento. Così succede e con successo. Contattano la famiglia irlandese, nel mentre rientrata a Dublino. Decidono di portare il monile di persona e nasce un’amicizia senza frontiere. “Il momento più bello – raccontano i tre amici – è stato quando ci siamo abbracciati tutti insieme. Un’emozione fantastica, indescrivibile”. Sembra una storia da film, ricorda la trilogia dell’anello di Tolkien, invece è pura realtà. Finalmente una storia a lieto fine che sarà trasmessa da una delle radio di Dublino.
Nobel a Anne Carson, stile ibrido
Bel tipo Anne Carson, Poetessa canadese nata a Toronto nel 1950, grecista, saggista e traduttrice di Sofocle. Quando le hanno comunicato la vittoria del Nobel per la Letteratura era nella sua casa islandese di Reykjavik, impegnata nella seguente attività: “Ascoltare il vento è esattamente quello che stavo facendo”. Sua anche l’opinione: “Gli svedesi sono pazzi”. A chi le chiedeva se questo premio – il 19esimo Nobel per la Letteratura conferito a una donna dal 1901 – avrà effetti sulla sua notorietà, ha risposto: “Da domani avrò un adesivo sulle copertine. Gli adesivi aiutano”. È la seconda canadese a vincere il Nobel dopo Alice Munro nel 2013. Ha scritto oltre una ventina di libri, tra cui Autobiografia del Rosso (Bompiani/La nave di Teseo) e La bellezza del mondo (La Tartaruga). È molto legata all’Italia, conosce Leopardi, Umberto Saba, Antonioni e Monica Vitti. L’Accademia svedese l’ha scelta perché “maestra nel trasportare la potenza del mito nella contemporaneità attraverso i suoi testi che fondono prosa e versi, cultura alta e pop”, dando vita a nuove forme per la letteratura contemporanea. Sul premio assegnato alla poesia dice: “Probabilmente oggi è più utile della.prosa perché è più veloce, e tutti vanno di fretta: penso che sia un bene perché è breve. Tranne Omero. Omero non è breve”. Colpita dal Parkinson, non ne ha fatto mistero. Nel 2024 lo ha annunciato pubblicamente con un toccante saggio, lamentando che la malattia le ha cambiato la calligrafia. “È difficile la vergogna che si prova a scrivere male, una brutta calligrafia è sgradevole”. Da tenere presente. .
