In una giornata così importante come quella odierna, dedicata al lavoro mi soccorre Gianni Rodari che in due filastrocche condensa il suo pensiero al riguardo. Ogni lavoro ha la sua bellezza, perché ogni lavoro implica cura, fatica, responsabilità. La riflessione finale è riservata ai “fannulloni” che non hanno né colore, né odore perché non lasciano traccia. Se fosse ancora tra noi, credo che avrebbe destinato dei versi a chi non ha lavoro, oppure lo ha perso in un momento di grandi cambiamenti sociali e tecnologici. Molte le iniziative e manifestazioni riservate al lavoro che l’articolo 4 della Costituzione Italiana riconosce come “strumento di progresso”. Io sto con il poeta che racconta l’impegno e l’identità di chi lo svolge nelle filastrocche I colori dei mestieri e Gli odori dei mestieri che riporto perché mi procura belle emozioni. Io so gli odori dei mestieri:/di noce moscata sanno i droghieri,/sa d’olio la tuta dell’operaio,/di farina sa il fornaio,/sanno di terra i contadini,/di vernice gli imbianchini,/sul camice bianco del dottore/di medicine c’è un buon odore./I fannulloni, strano però,/non sanno di nulla e puzzano un po’.// La filastrocca, conenuta nella raccolta Filastrocche in cielo e in terra (1972) celebra il lavoro attraverso il senso dell’olfatto, attribuendo un odore caratteristiche a ogni professione. Non mi stupirei avesse associato quello dell’insegnante a gesso e inchiostro. Quando ero in servizio, alla fine delle lezioni entravo nel panificio tra scuola e casa, per annusare il profumo del pane, un vero toccasana contro lo stress! E se non tutti i lavori sono ‘aromatici’ ci sono sempre i fiori che possono venire in soccorso, come il mughetto, tradizionalmente legato al primo maggio, come augurio di buona fortuna.
