Ponte dell’Arcobaleno 🐾

Curiosa ricorrenza il 27 ottobre: è il Giorno degli Animali Defunti, o la Notte degli Spiriti Animali secondo una tradizione messicana che anticipa il Dia de los Muertos per rendere omaggio ai pets scomparsi. Mi sembra un’iniziativa gentile, per niente spaventosa come quella di Halloween che bussa alle porte. Molti gatti mi hanno fatto compagnia dalla prima infanzia fino all’età matura attuale. Andando a ritroso ricordo: Sky, Micia, Puma, Briciola, Ciuffetto d’oro, Minù… e chi si ricorda più gli altri. Però ricordo che a don Federico, parroco di Cavaso del Tomba quando avevo circa sette anni chiesi in confessione se avrei rivisto i miei gatti, periti in strada sotto le auto, preoccupazione che c’entra con il giorno attuale. Non mi ricordo la risposta, ma il contesto fu rasserenante. Aggiungo i cani Luna e Astro e diversi uccellini, sepolti in giardino. Anzi, avevo destinato uno spazio come sepoltura degli amici animali nei paraggi dell’albicocco, con tanto di vasi decorativi sui quali ha preso il sopravvento l’edera. Ma li ricordo tutti, fotografati in diverse situazioni. Puma fa da salvaschermo sul tablet e vederla più volte al giorno mi compensa della sua perdita. Secondo la leggenda, i nostri amati animali tornano a trovarci proprio questa notte. Altra leggenda è quella del Ponte dell’Arcobaleno che collega l nostro mondo a un regno speciale, una sorta di Paradiso ma a misura di animale. Io non allestisco altarini con candele, fiori ed erbe aromatiche come lavanda e rosmarino che richiamano il mondo naturale ed evocano tranquillità e memoria. Ma con Astro, Luna, Sky, Puma e Micia ci parlo. Non escludo mi sentano. Io di certo li tengo nel cuore. 🐾

7 pensieri riguardo “Ponte dell’Arcobaleno 🐾”

  1. Quello che descrivi Ada è il rapporto tra l’amore e il dolore della perdita di un nostro animale e il modo in cui interpretiamo la realtà… Io non ci riesco ad esprimermi come Te: il ricordo affettuoso può diventare gratitudine, nostalgia, persino una forma di dialogo interiore ma non ci sono più, sono scomparsi; gli animali erano creature con la loro natura, diversa da quella umana; noi siamo esseri umani con la nostra storia, le nostre responsabilità e il nostro cammino, confondere le due realtà può portare a vivere più nel ricordo che nel presente e noi per il momento siamo Presenti… Nessuna di queste prospettive elimina il fatto che la nascita, la crescita, il declino e la morte fanno parte della condizione di tutti gli esseri viventi, forse anche la mia… C’è da dire che la mia Cavalla “Olga” non era me, e io non ero lei; eppure, nel breve tratto di strada condiviso, ci siamo insegnati reciprocamente qualcosa sulla vita, sulla perdita e sull’infinito mistero a cui ogni essere vivente appartiene e lo so che non c’è più: non posso vederla come ancora presente addirittura parlando insieme; la questione forse non è se sia umano o poco umano, ma se quel dialogo aiuta a comprendere la realtà oppure a sfuggirla… ivano

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    1. Avevo pensato alla tua cavalla Olga! Secondo me non è prioritario stabilire cosa sia vero, verosimile o frutto della fantasia. Importante è il legame affettuoso che si instaura tra gli esseri viventi, con e/o senza anima. Mi pare che il buddismo preveda una forma di trasmigrazione dell’anima anche degli animali. Non sono un’esperta, ma trovo l’ipotesi intrigante… Saluti e buon pomeriggio 🐾🌻

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      1. da quello che ne so il buddismo insegna invece la rinascita: ciò che continua non è un’anima personale identica a sé stessa, ma il flusso delle cause, delle condizioni e del karma; si ritiene possibile rinascere in diversi stati dell’esistenza, tra cui quello animale… Riesco vedere il mondo come governato da forze naturali eterne e non credere né a un’anima né alla reincarnazione… In pratica sono sicuro che la morte di un animale rappresenta la fine della sua esistenza individuale, mentre il suo ricordo continua nella mente di chi lo ha amato ma è solo una nuvola mentale…

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