Oggi 14 Ottobre inizia ufficialmente l’0ttobrata, un periodo di bel tempo e di caldo fuori stagione, con temperature oltre i 22 gradi al Nord e marcata escursione termica diurna (fresco al mattino, mite di giorno). La parola ottobrata deriva dalle gite fuori porta che si tenevano a Roma nel mese di ottobre, fino ai primi decenni del Novecento. Allora i Romani celebravano la fine della vendemmia, lasciando il centro della città per le campagne, i vigneti circostanti e i prati dove pranzavano, bevevano il vino novello e ballavano il saltarello (danza popolare di origine italiana, nata intorno al XIV secolo, tipica delle regioni dell’Italia centrale. Si balla generalmente in coppia, con passi saltati e veloci). L’Ottobrata si vive oggi come una “seconda estate” grazie alle giornate miti. Considerando il tormento che ci ha dato l’estate appena trascorsa, è un regalo del calendario. La natura indossa colori caldi che attraggono fotografi, pittori e anche poeti. Prodotti tipici del periodo sono uva, mele, funghi e castagne. Neanche farlo a posta, stamattina ho cotto dei funghi chiodini regalatimi da Marta, che ho ricambiato con un paio di melagrane. Un piccolo gesto che profuma d’autunno. I colori delle foglie sono straordinari e nel tardo pomeriggio cercherò di immortalarli. Tra l’altro ho inserito la parola foglia nel titolo Una foglia incastonata nel ghiaccio , il romanzo che mi è più caro. Del resto anche Albert Camus (Dréan, Algeria, 7 Novembre 1913 – Villeblevin, Francia, 4 Gennaio 1960) scrive che “L’autunno è una seconda primavera, quando ogni foglia è un fiore”. Termino con una sapiente frase che accompagna un messaggio mattutino: Gli alberi d’autunno ci insegnano qualcosa di prezioso: come lasciare andare le cose. Maestri silenziosi e profondi. 🍁

Allora possiamo goderci uno scorcio di vacanza ,prima che il tempo cambi!!!Saludos a todos !!!
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Approfittiamo di ciò che ci regala…il Tempo! 😃
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Da bambino ogni stagione mi sembrava identica alla precedente, come se il mondo intero scorresse in un’unica, interminabile estate di entusiasmo, la mia cavalla, il mio cane, le oche e anche i piccoli maiali erano con me, la gioia di vivere era così intensa e traboccante da riempire ogni gesto, ogni corsa, ogni respiro, al punto che il lento mutare dei colori, dei profumi e dei cieli passava accanto a me senza che io me ne accorgessi, nascosto dietro quella vitalità assoluta che trasformava il tempo in un’unica, luminosa continuità… Adesso vedo questo momento dell’anno in cui l’aria si fa più gentile, il cielo si distende in un azzurro limpido e il sole, pur più basso, sembra voler regalare ancora un po’ di calore prima del riposo dell’inverno: è una pausa luminosa, una piccola festa della natura che ci invita a rallentare e a godere della bellezza discreta delle cose… Anche se la vedo dalle grandi finestre della palestra… ivano
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Descrizione davvero poetica, avvincente che mette a confronto il presente con il passato. Una fortuna nascere con la gioia di vivere e poi coltivarla per tutta la vita ! 💪
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