PLENILUNIO 2026

Luna piena al cento per cento ieri sera. Si chiama Luna del Raccolto. Il nome nasce dal mondo contadino dell’emisfero Nord. La luna piena più vicina all’equinozio d’autunno garantiva per alcune sere una luce prolungata dopo il tramonto, utile per terminare la mietitura e la vendemmia. In Italia, non a caso viene chiamata anche Luna della Vendemmia. Di sicuro è soggetto caro ai fotografi, professionisti e non, ai romantici, ai pittori e ai poeti. Qua mi ci metto anch’io, perché sento congeniale al mio spirito l’ambiente letterario piuttosto che quello scientifico. So qualcosa sulla interazione tra la terra e la luna, ma a livello base, non mi permetto di andare oltre. Siccome rimango una ‘sognatrice’, collego l’immagine della luna alle emozioni che mi procura e che metto nero su bianco. Le ho dedicato più di un poesia. La più recente è PLENILUNIO che riporto. Sopra il tetto del vicino/ Luna piena mi sorprende/mentre sposto le tende/per chiudere i balconi./Niente afflizioni/per te, Luna distante/che invadi le mie stanze?/Quaggiù regna/ grande confusione/talora disperazione/tra inghippi e grovigli./Ma ecco che lassù/tonda e radiosa/appari confidente./E ritorna il sorriso tra la gente.// Siccome il proverbio dice “lLa lingua batte dove il dente duole” riporto la poesia di Umberto Saba intitolata Sera di febbraio dove la luna suggerisce al poeta una riflessione sulla fine dell vita. Sera di febbraio/spunta la luna./Nel viale è ancora/giorno, un sera che rapida cala./Indifferente gioventù s’allaccia;/sbanda a povere mete./Ed è il pensiero/della morte che, infine, aiuta a vivere.//Rimane un classico Alla luna di Giacomo Leopardi e pure il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia. Indimenticabili anche i versi sulla luna di Baudelaire, D’Annunzio, Alda Merini. ☪️

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