Attualità del ventaglio 🪭

Ho appena (ri)sentito il meteo: caldo ovunque, temperature elevate. La sesta ondata è già in movimento. Un passaggio veloce al bar, per una scorsa al quotidiano mi stava lasciando a bocca asciutta quando mi attrae un breve articolo che si collega con l’annuncio meteorologico: A settembre va di moda il Ventaglio di Alda Vanzan, nella pagina dedicata alla cultura del Gazzettino. La giornalista scrive che sul tappeto rosso della Mostra del Cinema di Venezia: “I ventagli sono gli articoli più gettonati, ma soprattutto i gadget più apprezzati: all’Italian Pavilion ne hanno regalati di colore blu, al party di Variety hanno fatto di meglio con i mini ventilatori a batteria omaggiati al centinaio di invitati”. Orbene, ho già parlato del ventaglio in un post recente, ma ci ritorno volentieri. Ne possiedo uno molto bello, acquistato di passaggio in Sicilia durante una crociera, ormaii vent’anni fa. Lo tengo tra gli oggetti cari, perché mi ricorda mia mamma con cui condivisi l’avventura. Per quanto riguarda l’etimologia, il termine ventaglio viene dal francese antico êventail che a sua volta proviene dal verbo éventer (fare vento) derivati dal latino ventus (vento). Nato nell’antico Egitto e in Asia, simboleggia l’eleganza e lo status sociale. Strumento di seduzione e comunicazione, tra il Settecento e l’Ottocento in Europa le donne di corte lo usavano per scambiarsi messaggi segreti in codice. Oggi la comunicazione verbale non è ben messa, forse per abuso di messaggeria e dipendenza informatica. Non sarebbe male prendere in considerazione il ventaglio, “accessorio senza tempo” per avviare qualche laboratorio allo scopo di riconciliarci con il passato, con la mente rivolta al futuro. 🪭

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