Se non avessi fatto il Liceo classico, credo avrei frequentato volentieri l’artistico, allora però non appetibile perché scomodo e lontano. Però mi è rimasta l’attrazione per il bello e per chi lo crea. Pertanto considero gli artisti di qualunque espressione artistica come dottori dell’animo, sia che appartengano al presente che al passato. La premessa per introdurre il furto delle tele di Antonello da Messina, a Ferragosto, dal Museo Regionale Accascina di Messina., noto anche con l’acronimo MuMe. Trafugati una parte del Polittico e la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà. Gli autori del colpo, almeno quattro sono ancora latitanti. Aperta un’inchiesta contro ignoti, potrebbe esserci il coinvolgimento della mafia. Sul fatto si è espresso Vittorio Sgarbi, ipotizzando che dietro ci sia un collezionista privato, perché trattasi di quattro tavole dal valore inestimabile, troppo famose per essere vendute nel mercato dell’arte. La chiamata di un passante al 112 ha reso noto il furto: “Ci sono quadri del museo per strada”, di per sé sconcertante. In attesa di conoscere gli sviluppi della vicenda, due parole su Antonello da Messina (Messina, 1430 – febbraio 1479). È considerato suo il capolavoro Ecce Homo, realizzato tra il 1460 e il 1465, opera dipinta su due lati, recentemente acquistata dallo Stato italiano. Si trova al MUNDA – Museo Nazionale d’Abruzzo. Comunque l’artista dipinse più opere su questo tema, altre versioni famose si trovano in musei differenti. Alla National Gallery di Londra sono conservati il San Girolamo nello studio (1475 ca.) e il Salvator mundi (1465 – 1475). A me piace molto l’Annunciata di Palermo, dipinto a olio su tavola realizzato intorno al 1476. Il movimento delle mani, le pagine sollevate sul leggio, la luce laterale che illumina il volta della Vergine consentono la lettura di un’opera tanto emozionante quanto importante per l’arte occidentale. La vicenda dell’arte italiana è come un romanzo, non privo di colpi di scena.

Un furto su commissione di opere che non hanno mercato e quindi andranno a beneficio di un privato senza scrupoli.
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L’arte appartiene a tutti e il furto di un’opera d’arte, oltretutto a carattere religioso è una doppia ferita! 😔
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Essere artisti non significa saper disegnare bene, scrivere bene, cantare bene. Quella è tecnica… Essere artisti significa avere il coraggio — perché di coraggio si tratta — di togliersi tutte le maschere e lasciare che gli altri vedano ciò che normalmente si nasconde: la fragilità, la paura, il desiderio, la ferita, la meraviglia… L’anima aperta è e vuol dire accettare d’essere vulnerabili, non avere protezione per mettere in chiaro la verità, far riconoscere agli altri ciò che senti è qualcosa di unico… C’è chi può e chi non può…
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