Addio a Varenne, “Figlio del Vento” 🐴

Nel giorno del Palio di Siena, slittato dal 16 al 18 agosto per maltempo si è spento Varenne, una leggenda dell’ippica. In pensione dal 2002, è morto a 31 anni, colpito da infarto. Lascia oltre 2000 ‘figli’. Soprannominato “Il Capitano” e anche “Il Figlio del Vento” loè considerato il più grande trottatore di tutti i tempi, avendo inanellatelo 62 vittorie su 73 corse e oltre 6 milioni di euro di premi. Il suo nome mi era noto da almeno vent’anni, pur non seguendo il mondo dell’ippica. Però un feeling con il cavallo c’è, per almeno due ragioni: mia nipote mantiene Egoist, un superbo cavallo e un test psicologico mi ha agganciata al cavallo. Sottoscrivo, per quel che riguarda lo spirito libero. In psicologia, il cavallo rappresenta la forza vitale, gli impulsi dell’inconscio, la libido e il controllo razionale delle proprie emozioni profonde. Simboleggia anche la libertà, l’energia fisica e il legame tra la parte istintiva (l’animale) e quella conscia (il cavaliere). Tornando a Varenne, mi colpisce soprattutto la sua storia, iniziata per così dire sottotono. Figlio dello stallone americano Waikiki Beach e della fattrice italiana Ialmaz, nasce i 19 maggio 1995 a Copparo (Ferrara). Prende il nome dalla rue de Varenne di Parigi, la strada dove si trova l’ambasciata italiana. Acquistato in parte dal francese Jean Pierre Dubois, viene allenato in Normandia prima di tornare in Italia. È stato guidato per quasi tutta la carriera dal driver Giampaolo Minnucci. Il proprietario storico è stato l’imprenditore napoletano Enzo Giordano, scomparso nel maggio 2025. La proprietà di Varenne è passata al figlio Daniele Giordano. L’accudimento è proseguito presso l’allevamento LJ di Eboli, in provincia di Salerno dove il leggendario cavallo ha vissuto serenamente in pensione, fino al galoppo finale.

6 pensieri riguardo “Addio a Varenne, “Figlio del Vento” 🐴”

  1. La fine, del grande campione Varenne, spinge però a riflettere non solo sulla grandezza atletica, ma anche sulla complessa relazione tra uomo e animale, come sai il mio cavallo che mi accompagnò da bambino sino ad adulto è impossibile calcolarlo un animale, lontano da noi uomini: ma lo ritengo una parte, direi, l’archetipo dell’energia vitale e pulsionale: rappresenta le forze dell’inconscio, l’energia fisica, la sessualità e i desideri primordiali esattamente come noi che crediamo d’essere superiori… Indubbiamente parliamo di mondi diversi, ma il loro non è minore del nostro tanto che sono rappresentati anche con le ali… ivano

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