I sub morti alle Maldive

A metà settimana è previsto un calo termico. Stamattina esco presto, per trovare al bar il quotidiano disponibile. È giorno di mercato e c’è molto movimento. Aspetto che si liberi un posto e la consumazione. Mi arriva un simpatico orsetto disegnato sulla schiuma del cappuccino e la tensione si allenta. Osservo i clienti che entrano ed escono alcuni indossano gilet o maglie con maniche lunghe, in linea con la temperatura mattutina. Se esce il sole, è un altro paio di maniche e si ripiomba in estate. Se avessi più coraggio al volante, andrei al mare, evitato quest’anno per il caldo eccessivo. Con l’età sono diventata più pavida, perché ho la percezione che sia aumentata l’aggressività degli automobilisti e guidare mi rende ansiosa. Comunque il mare resta dov’è e pensarlo mi trasmette un senso di tranquillità e di benessere. Purtroppo però per qualcuno diventa una trappola. È stato così per i cinque sub morti alle Maldive il 14 Maggio scorso. Stamattina per televisione hanno reso nota la causa della morte: Anossia, ovvero mancanza di ossigeno, una delle cause nel mentre ipotizzate. Su questa linea, l’articolo di Matteo Bernardini sul quotidiano la tribuna “Ai sub morti alle Maldive è mancato l’ossigeno”. L’evento luttuoso mi ha così segnato, che ho ritagliato la foto della professoressa Monica Monfalcone, docente all’università di Genova e l’ho inserita in un portaritratti di plexigas da dove mi sorride. Quando la guardo, mi ricarica di coraggio ed è un monito per andare avanti. È morta nell’ambiente di lavoro e di ricerca che amava, in buona compagnia della figlia 23enne Giorgia Sommacal, della ricercatrice 31enne Mauriel Oddino, stessa età di Federico Gualtieri e di Gianluca Benedetti, il subacqueo padovano di 44 anni , ritrovato dal team dei sommozzatori finlandesi all’ingresso della cava. “Benedetti, un passato da bancario, qualche anno fa aveva deciso di lasciare Padova per rincorrere il suo grande sogno, ovvero quello di lavorare e vivere alle Maldive”. Una tragedia nella grotta dell’atollo di Vaavu nelle Maldive.

6 pensieri riguardo “I sub morti alle Maldive”

  1. Da quello che so questi signori hanno rischiato moltissimo sapendo il pericolo che andavano incontro praticamente non potevano scendere oltre i 30. m. ed invece sono scesi a 60. m. inoltrandosì, all’interno di quel buio dove non sono più riusciti a trovare la via del ritorno… Trovo alquanto irresponsabile quello che hanno fatto nonostante la loro esperienza… mi dispiace per la figlia che era giovane e che si è fidata, almeno penso che sia andata così… La signora Monica Monfalcone sarà stata anche una Brava dottoressa, però non ha rispettato il valore di sua figlia: visto che per lei non ce l’aveva… Non capisco cosa ti ispiri, mettere inserire la sua foto come ricordo… ivano

    "Mi piace"

    1. È morta per un obiettivo: conoscere gli abissi, non ha fatto male a nessuno e non ha puntato la pistola contro la figlia. Dei genitori ‘sani’ fanno molto peggio, trascurandoli e/o opprimendoli… Apprezzo il senso del dovere e prendo atto della fatalità! Ciaooo

      "Mi piace"

Lascia un commento