Il Giudice Ragazzino, Beato Rosario Livatino

Mi sto disabituando ad andare al bar per leggere le notizie. Mi arrivano prima sul tablet oppure le sento da radio e tivù. Non avendo un padrone, scelgo da me l’argomento o il fatto di attualità da considerare, essendo il mio blog un diario online riservato a una ristretta piazza, con accesso autorizzato. Mi tengo cari i contatti fedeli, Lucia in testa. Prendo atto serenamente di chi entra e chi esce. Nel complesso, dal pomeriggio fino a sera inoltrata ho chi mi fa compagnia da remoto, rispondendo al post anche a tarda ora. Ovviamente non è obbligatorio, però mi fa piacere che ci sia un riscontro a quello che scrivo. Successivamente l’applicazione mi aggiorna su quante visite, quanti visitatori eccetera, ma ho perso l’abitudine iniziale di andare a controllare. Mi è caro il mio gruppo affezionato che cerco di intrattenere senza annoiare. Se l’attualità non mi ispira, mi rivolgo al calendario che oggi 29 ottobre ricorda il beato Rosario Livatino, magistrato 38enne ucciso dalla mafia ad Agrigento il 21 settembre 1990, per la sua rettitudine morale e la lotta alla criminalità organizzata. Una sua frase famosa: “Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili”. La Chiesa cattolica lo ha definito “martire della giustizia e della fede”. Egli stesso negli scritti personali e nei fascicoli d’indagine annotava la sigla S.T.D/Sub Tutela Dei “sotto la protezione di Dio” perché “La giustizia è necessaria, ma non sufficiente, e può e deve essere superata dalla legge della carità, che è la legge dell’amore, amore verso il prossimo e verso Dio”. È stato proclamto Beato dalla Chiesa cattolica il 9 maggio 2021. IRealizzate su di lui le opere ll Giudice Ragazzino (1994) e Livatino. Il giudice e i suoi assassini (settembre 2026) in onda il 9 e 10 novembre p.v.

6 pensieri riguardo “Il Giudice Ragazzino, Beato Rosario Livatino”

  1. La Mafia ha deciso di eliminare questo magistrato solitario e rigoroso che non accettava pressioni né favori, rappresentando uno stato inflessibile. E il primo.magistrato riconosciuto martire , patrono dei magistrati italiani.

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  2. Terribile terribile il sacrificio di Rosario Livatino, magistrato assassinato dalla mafia, ci mette davanti proprio a questo mistero: perché alcuni uomini scelgono il male invece del bene… Penso che tutto nasce quando l’uomo mette il proprio interesse, il potere, il denaro o l’orgoglio al di sopra della dignità degli altri: la mafia è una manifestazione organizzata di questo male: sfrutta la paura, il silenzio e la ricerca del profitto per dominare territori e persone… Ne so personalmente qualcosa e non capisco perchè continuano ad accettare la benevolenza da chi poi li riduce in miseria, io son dovuto andarmene… La giustizia può arrestare i colpevoli e colpire le organizzazioni, ma non può cancellare completamente la libertà dell’uomo di scegliere tra bene e male e finché esisteranno persone disposte a sostituire chi viene fermato, la lotta continuerà… Rosario Livatino ci ricorda che la vera forza non è dominare gli altri, ma servire la verità: la mafia ha spento la sua vita terrena, ma non ha potuto spegnere la luce del suo esempio, che continua a illuminare la coscienza di chi cerca giustizia e umanità, il fatto impressionante è che sono pochi e comunque fanno paura… ivano

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    1. D’accordo su Livatino, ad averne tanti come Lui. Non sono sicura di interpretare bene la chiusura del tuo commento: i pochi che fanno paura sono i malavitosi? Anche se pochi sono pure i giudici coraggiosi… un esame di coscienza individuale – ma anche collettivo – sarebbe salutare. Grazie dell’ntervento, buona serata 🤝

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