Una notizia curiosa in apertura di anno scolastico: a Ginostra, frazione dell’isola di Stromboli ha riaperto la scuola – chiusa oltre 20 anni fa per mancanza di alunni – per una sola bimba, Ayhsa, 6 anni. Per la quarantina di residenti sull’isola durante l’inverno (d’estate gli abitanti arrivano a 350) l’evento ha un valore storico. Far riaprire la scuola elementare, ad oggi la più piccola d’Italia è stata “Una sfida che sembrava impossibile” dice Rafik Bazine, il padre di Ayhsa. Tra dodici mesi, quando un compagno di giochi della ragazzina compirà sei anni, anche lui potrà frequentare la scuola di Ginostra. L’arcipelago delle Eolie è composto da 7 isole che rispondono al nome di: Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Panarea, Filicudi e Alicudi. Sono sei le isole che ospitano le elementari, mentre per le medie la scelta è tra Lipari o Milazzo. Il sindaco di Lipari, Riccardo Gullo mette le mani avanti e dice: “Non si può fare una scuola per ogni bambino, ci sono esigenze di socialità che per i bambini sono importantissime”. L’articolo/racconto GINOSTRA di Gaetano Savatteri letto sul quotidiano la Repubblica di venerdì mi ha fatto fare un salto indietro nel tempo di oltre quarant’anni. Laureata in Lettere a 23 anni, avrei fatto qualunque scelta didattica, anche lontana da casa, pur di insegnare. Avevo pensato perfino alle carceri… di fatto mi sono adattata a fare l’Applicata di segreteria per quattro anni, finché ho rinunciato al ruolo e ho accettato la prima supplenza di tre mesi nel triennio di un Istituto tecnico. La gavetta è durata fino al concorso di ruolo nel 1980, se ricordo bene. Insomma, non è stata una passeggiata, però un po’ invidio l’insegnante di Aysha che esercita in un paradiso dove il mare è di un blu abbagliante. Tuttavia “La bellezza è scomoda e faticosa. Bisogna sapersela meritare” dice Ulli Stulgies, tedesco, che con la moglie Karola da 47 vive a Ginostra tra molta bellezza e mille difficoltà.

Per un periodo ho vissuto nell’isola di Levanzo delle isole Egadi e se tolgo la prima settimana per il resto abituato sulla pianura padana è stata un compromesso tra momenti felci che sottolineavano la bellezza della natura e momenti tristissimi che toglievano la esuberanza alla vita… Unica era la strada lungo una parte della costa e nel promontorio, unico il negozio che forniva qualsiasi cosa dall’alimentazione alla ferramenta al colorificio ecc… L’energia elettrica solo a ore destinate; fornita da un generatore movimentato a gasolio che arrivava una volta alla settimana con la nave, non esisteva una scuola… Certo che aprire una scuola solo per una bambina di sei anni è; secondo me sbagliatissimo, senza compagni senza giochi da dividere mi spaventa… Sicuramente c’è un traghetto che unisce le isole e la terra ferma… ivano
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Beh, ne hai fatte di esperienze nel corso della tua vita: sei un maestro di vita, anche se non eserciti in una scuola! Anch’io credo sia una situazione momentanea e che la socializzazione richieda la presenza di altri scolari. Vedremo come andrà! Intanto grazie dell’intervento e sereno pomeriggio 👋
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