Inforco la bici alle nove, direzione bar dove faccio la seconda colazione e leggo il quotidiano. Mi soffermo su due articoli in qualche modo legati, che mi riportano indietro nel tempo, quando quasi ogni famiglia aveva l’orto e si andava a fare la spesa dal casoin sotto casa. Per i pochi che non lo sapessero, casoin indica la tipica bottega o negozietto di alimentari di paese. Molto diffusi prima dell’avvento dei moderni supermercati erano ubicati spesso nella stessa abitazione dei proprietari. Da giovinetta, è capitato più volte che andassi a comperare qualcosa su richiesta dei miei genitori con ‘il libretto’, una sorta di registro dove il negoziante annotava la spesa che poi mio padre avrebbe saldato a fine mese. L’articolo di Francesco Pacifico che si lega a quanto sopra è intitolato: Il commercio cambia pelle Torna la spesa sotto casa. Magari, aggiungo io. Mi disturba tutto ciò che è troppo ampio, fuori misura, spesso distribuito a posta per adescare il cliente e fargli aprire la borsa. Per non parlare del clima nordico imposto dalla conservazione dei surgelati, a rischio cervicali. L’altro articolo riguarda il furto di ortaggi avvenuto a Volpago nell’orto di via Cadorna, a danno di due anziani proprietari, non è dato sapere se per goliardate di buontemponi, oppure dovuti a fame vera. La storia si ripete da settimane. “I ladri rubano la sera tardi o la mattina prima delle 5.30”. Non è neanche una novità, un malaffare che al danno materiale aggiunge il danno morale. Potrei avere un orto, ma sarebbe impegnativo per me sola, quindi preferisco dedicarmi a piante e fiori.Tuttavia in due fioriere stanno maturando melanzane e pomodori datterini, già gustati in insalata e con la pasta. Ammetto che il sapore dei prodotti made in casa propria è inconfondibile.

la crescita economica del futuro sarà fondata sull’orto domestico
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Questa è una bella notizia! Grazie, buon pomeriggio 🤝
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Fino agli anni 80, fare la spesa nella bottega di paese era una cosa normale. Ci si conosceva tutti e chi entrava lo faceva anche per scambiare quattro chiacchiere. Una quotidianità semplice, meno pretenziosa di quella di oggi. La proliferazione di iper e supermercati , ha portato alla chiusura di centinaia di negozi, le classiche botteghe di cui sentiamo.parlare con nostalgia . Poi, come vuole un antico.proverbio “Il pesce grande mangia quello.piccolo”.
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Che peccato! Chissà se ci sarà una boccata di ossigeno…mi piacerebbe riavere indietro …un po’ di Anni Ottanta! Incrociamo le dita! Ciao, buon tutto 🌻
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Ivano tote i ovi e te ve da Arduino de a Rita a comprar el sae… quante volte sono andato a comprare quello che serviva in casa con le uova per pagare oppure per scrivere sul libretto… era un tempo molto molto molto lontano quando la conoscenza era molto limitata veniva riempita dal prete e dalla Famiglia Cristiana quella che arrivava mensilmente… vicino a casa mia ci sono quattro supermercati … E quando dico vicino sono proprio a qualche chilometro l’uno dall’altro Adesso hanno aperto un supermercato di cinesi dove oltre che l’alimentazione c’è di tutto una cosa straordinaria e non mi sento in colpa se lo uso molto spesso… Per comprare la punta del trapano la colla o gli spaghetti c’è tutto anche di più di conseguenza è molto facile aria condizionata servito bene perché si dice che questi supermercati non valgono la pena… Il bello è che faccio un giro unico con la macchina consumo meno e più veloce dovrebbero anche I commercianti italiani capire che il mondo continua a correre come lo fa la Terra intorno al sole, come la Via Lattea all’interno dell’universo che non è mai nello stesso punto… ivano
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