Meta culturale alternativa

Un paio di giorni fa, precisamente il pomeriggio del 10 agosto ho visto una puntata del programma di viaggi Overland, di cui apprezzo la squadra composta da valenti viaggiatori, in testa Beppe e Filippo Tenti. Armenia era l’obiettivo della carovana, presentata attraverso brevi filmati, interviste, fotografie. Mi sono incuriosita quando Beppe, il padre ha nominato Il Parco delle Lettere dell’Alfabeto, che si trova appunto in Armenia, nei pressi del monte Aragats. L’alfabeto armeno è un vero capolavoro della sua epoca. Fu creato nel 405 d.C dal linguista e teologo armeno San Mesrob “Per conoscere la sapienza e la disciplina, per capire i detti profondi, per acquistare un’istruzione illuminata” (è la prima frase con cui si apre il ‘Il Libro dei proverbi’ di re Salomone). Al di là del valore del manufatto, 36 lettere cui ne furono aggiunte in seguito altre due, trovo geniale l’idea di avergli dedicato un parco, cosicché la gente rifletta sull’importanza del linguaggio e della comunicazione scritta, unica cosa che ci differenzia dagli animali. L’invenzione della scrittura avviene in Mesopotamia ad opera dei Sumeri, 5000 anni prima di Cristo, per motivi commerciali – registrare le merci in uscita – ed è legata allo sviluppo della vita urbana. Da questo evento inizia la Storia. Grazie alla scrittura, possiamo metterci in contatto con il nostro passato, anche lontanissimo e ‘interrogare’ gli antichi su svariate questioni. Le biblioteche custodiscono un patrimonio di immenso valore, solo in parte utilizzato. Ecco, a mio dire un luogo da esplorare il prima possibile è proprio la biblioteca, da frequentare poi in tutte le fasi della vita, dove documentarsi, leggere, incontrarsi…per nutrire mente e cuore. Ma anche i Parchi Letterari possono fare la loro parte. In Italia sono circa trenta (in Veneto quello dedicato a Francesco Petrarca) e costituiscono un fiore all’occhiello della proposta turistica italiana, un tesoro guardato con interesse e invidia da molti Paesi. Nascono alla fine degli Anni Ottanta, da un’idea di Stanislao Nievo, nipote del celebre Ippolito, autore delle Confessioni di un Italiano. A conferma che buon sangue non mente. Le proposte culturali ci sono: basta considerarle.

8 pensieri riguardo “Meta culturale alternativa”

  1. Ho un bel ricordo di Beppe Tenti, oltre che seguire i suoi programmi di viaggio in tv, sono riuscita a portarlo, per una serata culturale, nell’Ente in cui lavoravo. Evento specialissimo.
    Come ho un bel ricordo di famiglia per una visita, negli anni ‘90, al Parco di Petrarca.
    Grazie per questo tuffo nel passato.

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