Foglie parlanti

Ho raccolto foglie di tutti i tipi, soprattutto del Fico, cadute in quantità, ma anche dell’Albicocco e del Melo. Tengono ancora quelle dell’Uva fragola, altrimenti detta americana. Mio figlio ha comprato di recente un soffiatore, con cui le raccoglie in un angolo dove io le prelevo per destinarle al compost. Ma prima me le godo e ci “parlo”. Ho una simpatia particolare per queste figlie delle piante, di cui apprezzo la leggerezza e la capacità di mutare. Anche la forma di alcune, tipo quelle del Fico che assomigliano al palmo di una mano. Tra l’altro sono commestibili e hanno un profumo intenso. Ampiamente utilizzate in cucina e in erboristeria. Si possono usare come involucro naturale per cuocere al forno o alla griglia, tipo il pesce. Vedrò di applicarmi. Le foglie sono protagoniste in letteratura: da Trilussa a Umberto Saba, da Franco Fortini a Igino Ugo Tarchetti… senza scordare Dante Alighieri che nel Canto III dell’Inferno (versi 112 – 120) paragona le anime dei dannati alle foglie. Infatti la foglia simboleggia il ciclo dell’esistenza: nascita, maturità, declino e rinascita. Pertanto rappresenta il fluire del tempo. A me piace molto come la considera Rabindranath Tagore: La foglia di un albero è lo sforzo senza fine della terra di comunicare con il cielo. Dato che oggi, 21 Ottobre è la Giornata Mondiale dell’Ascolto, non sarebbe male ascoltare cos’ha da dirci la natura anche attraverso le sue declinazioni. Chiudo con la poesia di Umberto Saba che avrei voluto scrivere io. Sono come quelle foglie/che l’autunno toglie dagli alberi./E un vento le porta via./E non sanno dove vanno./Hanno i colori della terra,/hanno l’odore del fango,/e sono così leggere./Ma non hanno paura.// 🍁

7 pensieri riguardo “Foglie parlanti”

  1. Le foglie nascono tenere alla luce della primavera, come vividi spregiudicati ragazzini che vanno a devastare per rubare quello che non hanno, appese a quel ramo genitoriale che sa nutrirle e amarle… Maturano danzando al vento dell’estate cogliendo come invadendo un mondo che crediamo nostro, autorizzandoci a fare tutto per noi e per il/la nostra amante… Quando giunge l’autunno, ci si accorge che la realtà ci mette davanti alla verità e abbiamo meno scale da scendere che quelle che abbiamo fatte in salita, ci preoccupiamo non sapendo dove stiamo andando se non vedendo quello che accade a chi è più avanti di noi: e ci si lasciano andare con dignità… Nel loro ciclo riconosco il mio: come mi sono sostituito a loro; nascita, crescita e lento ritorno… Osservandole cadere, comprendo che nulla si perde davvero; come loro lascerò il ramo della vita, con due figli e due nipoti e meravigliose pazzie come dicono i miei fratelli, per affidarmi all’infinito cielo, dove la fine si trasforma in un nuovo misterioso lo spero InIzIo… ivano

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    1. Poetica descrizione e soave congedo verso l’infinito cielo. C’è poco da fare: sei un innato artista e danzi come le foglie, simbolo di passaggio e di continuità tra terra e cielo . Grazie della testimonianza, sereno pomeriggio 🍁

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  2. È bello in questa stagione camminare lentamente in giardino, percepire l’odore della terra umida, sotto i piedi lo scricchiolio delle foglie morte,cadute dagli alberi, alcune ingiallite, cadono sempre più fitte.Tutto intorno è silenzio, sembra tutto irreale. Mi muovo a piccoli passi, ho paura di rompere l’incantesimo di questo momento particolare.

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