Vietati i pic-nic sul Piave

Ritorno al Piave. Idealmente, nel senso che ne avevo parlato in un recente post. Me lo suggerisce l’articolo di Luca Vecellio che leggo sul Gazzettino stamattina: “Sul Piave vietati anche pic-nic e tintarelle sugli isolotti: maxi multe” che, nello specifico vanno da 25 a 500 euro. Il provvedimento arriva dopo l’ultimo incontro tra i sindaci, finalizzato ad aumentare la sicurezza sulle “spiaggette abusive” in seguito alle recenti morti, quasi tutte di giovani. Il fiume non perdona, neanche se ha un altro nome. È il caso del Po dove “Da ieri pomeriggio un padre di 36 anni risulta disperso nel Grande fiume, dopo aver salvato la figlia di sei anni e l sua amichetta di dieci” che stavano giocando sulla spiaggia con un pallone, a un certo punto finito in acqua. Coinvolte due famiglie di origine moldava, residenti nel bolognese. Forse ignoravano che “il Po non perdona. Sotto la superficie che sembra calma, si nascondono correnti e mulinelli pericolosissimi”. Sono dispiaciutissima per questo giovane genitore, tra l’altro non il primo a rimanere vittima di un salvataggio. Non so se queste disgrazie siano aumentate nel tempo, ma quando andavo io al Piave non se ne parlava. Anzi, per un certo periodo mi ero attribuita lo pseudonimo di Fiume, giocando con il mio nome, simile a quello del fiume Adda, privato di una d. Altri tempi, meno complicati ma vissuti con prudenza e accettazione di ciò che offriva l’ambiente, senza esigenza di stravolgerlo. Adesso, a causa dell’overtourism o simile, bisogna pagare anche per accedere in spiaggia, passando per i tornelli, come successo negli stabilimenti balneari di Livorno. Cose un tempo inaudite. Mi piacerebbe conoscere il punto di vista della natura. Nel mentre rimango a casa.

8 pensieri riguardo “Vietati i pic-nic sul Piave”

  1. Era ora mettessero qualche regola anche x chi fruisce del fiume Piave ,caro alla Patria.Troppe negligenze e troppa noncuranza nel rispetto dei cartelli di divieto che vigono già da qualche anno!!!

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  2. Una verità cruda ma innegabile: la natura segue rigorosamente le sue leggi, del tutto indifferente alle nostre intenzioni, al nostro coraggio o alla nostra esperienza… La consapevolezza del rischio è l’unica vera protezione… Riconoscere i propri limiti e valutare con lucidità le condizioni non è un segno di timore, ma di rispetto verso un Gigante che non concede sconti e non fa eccezioni per nessuno… Chi decide di spingersi oltre deve farsi carico delle proprie scelte, e i genitori devono essere sempre presenti con i loro bambini sapendo che l’unica cosa che l’ambiente naturale non perdona è la superficialità… ivano

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    1. Abbasso la superficialità ma anche l’ignoranza colpevole! Per i minori rispondono i genitori o chi per loro. Riconoscere i propri limiti dovrebbe essere una bussola quotidiana, per non andare ‘alla carlona’ in braccio al pericolo. Incrociamo le dita…grazie, buon pomeriggio 🤝

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  3. Il Piave non è una piscina, è un fiume ricco di insidie. Forti correnti, sbalzi improvvisi di livello e acque molto fredde che scorrono veloci creando mulinelli

    . Ora dopo.le tragedie degli ultimi mesi è stato imposto il divieto di balneazione e di.pic nic. Il Piave non perdona.

    Ch

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