Nascere non è sempre un lieto evento

Ho sempre trovato qualcosa di innaturale nella disposizione che consente a una donna in procinto di diventare madre di non riconoscere il figlio che dà alla luce. Ma come, se lo mette al mondo lei, nel dolore e assistita da personale ospedaliero, come può non riconoscere ciò che è evidente? Anche dopo essere diventata madre, il dubbio mi perseguita sebbene mi sforzi di pensare che la possibilità venga concessa a favore del neonato che nasce in circostanze sfavorevoli. Quanto successo a san Donato Milanese lo conferma la stessa ‘Sabrina’, 24 anni, sarda che ha partorito il figlio e non lo ha riconosciuto, per l’indigenza in cui vive: un capannello di ombrelli sotto la pensilina della metro che condivide col compagno 29enne, pizzaiolo senza lavoro. Sembrano gli ingredienti di un romanzo d’appendice, anche se siamo nel terzo millennio e in Europa. Il Corriere dedica al fatto un’intera pagina dove la giovane donna snocciola particolari della sua vita in fuga dalle difficoltà: dalla Sardegna – dove non vuole tornare – alla Germania dove ha vissuto per un periodo con il compagno, alla Lombardia dove vive da alcuni mesi in ristrettezze tanto evidenti da impedirle di tenere con sé la creatura, non riconosciuta che viene data immediatamente in adozione. Ora, so poco della Legge 194 che regolamenta questa ‘transazione’ affettivo-genitoriale (in sintesi, fornisce servizi e aiuti per le madri sole o in difficoltà, anonimato e adottabilità del bambino); è probabile che la scelta fatta da ‘Sabrina’ nell’immediato sia quella meno traumatica per il bimbo/a, viceversa destinato all’ndigenza cronica…ma dov’è andato a finire lo spirito materno, tante volte sbandierato? Possibile che non esistesse una soluzione intermedia per salvaguardare madre e figlio? Se guardo al mondo animale, le madri sono molto accudienti e guai a toccargli la prole, anche se esistono le eccezioni. Come in tutte le cose, c’è il rovescio della medaglia. Il tema della maternità, spesso idealizzata mi interessa così tanto che sto pensando di scriverci un romanzo dove fondere realtà e immaginazione. Auguri immensi al bambino non riconosciuto.

8 pensieri riguardo “Nascere non è sempre un lieto evento”

  1. Che tristezza però, questo fatto di cronaca ,possibile che questa ragazza non abbia un futuro migliore che vivere per strada ? Speriamo che qualcuno possa offrire al compagno un lavoro per poter avere così una vita dignitosa.👋👋

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    1. Già, speriamo! Ma anche la giovane dovrà impegnarsi per imprimere un cambio alla sua vita. Bisogna saper chiedere ma anche accogliere l’aiuto degli altri, secondo me! Buon pomeriggio…la zuppa col cavolo nero è deliziosa! 😋

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  2. Figlio di donna che non riesce ad essere riconosciuta !
    La nostra mente non è uguale per tutti anzi a dire la mia limitata conoscenza direi che non è uguale per nessuno.
    Nel tempo passato, iniziando da 100 anni fa e proseguendo erano molti i bambini che venivano portati nei ricoveri delle suore. Lo sai meglio di me si chiamava rota degli esposti, rivolta verso l’esterno e una verso l’interno. Attraverso uno sportello, era possibile collocare i neonati abbandonati, senza essere visti dall’interno. Facendo girare la ruota, essa andava a combaciare con un’apertura all’interno, dove lo sportello veniva aperto e al neonato potevano essere assicurate le cure necessarie.
    Mi piacerebbe molto che con le tue capacita di tracciare su racconto la realtà riuscissi a scrivere un libro, vero, riguardante i molti bambini che hanno sofferto della mancanza d’amore. Tanto per darti un’idea ti faccio presente che bambini orfani o poveri, affidati alle cure delle suore e venduti ad un gruppo di pedofili, tra cui spiccano anche preti e politici. È la gravissima accusa rivolta ad alcune religiose di Speyer, in Germania, per episodi risalenti agli anni ’60 e ’70. Poi fai una ricerca sul Canada, ancora peggio.
    Questo siamo noi e a volte rimango sorpreso vista il tuo percorso nello studio e di conseguenza immagino la tua consapevolezza come sei lontana a volte dal realizzare e vedere con occhi chiari aperti della cognizione vera di noi uomini
    Mia madre per onore del dio ma soprattutto della credente chiesa, come ti ho detto si è sposata alle 5 del mattino fuori dalla chiesa e mio padre per 6 anni ha dovuto andare a lavorare a Val Martello per star lontano da sua moglie… non ti dico la verità se non per privato.
    Quella ragazza di cui ai fatto riferimento e comunque anche il suo ragazzo sono solo frutto di un cervello diverso direi Immaturo ed incosciente frutto della loro vita iniziando da quando avevano da uno a venti anni !!!
    Questo è l’uomo, un essere che definiamo intelligente ma che in realtà è immondo e contaminato da quello che sai

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    1. Ho visto il bellissimo film Philomena che parla di vendite di bimbi nati da ragazze madri in Irlanda negli anni Cinquanta. Non serve fare tante ricerche per scoprire quant’è vasto il male, anche là dove non dovrebbe starci. Tua mamma rappresenta tante donne sfruttate e umiliate nei decenni passati che ciononostante hanno tirato su figli in gamba, come te. La malattia psichica e la deficienza non dovrebbero albergare in una gestante, ma se succede meglio che il figlio venga adottato. La realtà è complessa e spinosa. Incrocio le dita per tutti i bimbi orfani d’amore. Buon tutto, ciao! 🍀

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  3. Un figlio non cercato ma capitato, soluzione forse più facile per il bene del neonato….o piu comodo per i genitori (pensiero personale). Non si può giudicare non conoscendo,comunque è una notizia che mette tristezza. Ciao Ada

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