Insegnare oggi

Oggi 5 Ottobre si celebra la Giornata Mondiale degli insegnanti, istituita dall’UNESCO nel 1994…quindi avrei dovuto ‘averne contezza’. Invece no, chissà come mai è passata sotto silenzio, un dubbio mi viene ma è meglio non esplicitarlo! Sono una docente in pensione da qualche anno, ma due parole voglio spenderle per i miei colleghi in servizio, che si fanno carico ogni giorno di problematiche educative e didattiche, quasi sempre senza la doverosa considerazione da parte dell’utenza. Giusto l’altro ieri leggevo sul Corriere la lettera di una insegnante: si lamentava del fatto che i docenti siano ancora ritenuti quelli che hanno tre mesi di ferie, mentre si tace sulle ore di programmazione e correzione, sulle riunioni in presenza e da remoto, sul dispendio emotivo legato a situazioni problematiche, sulla difficoltà di relazionarsi con le giovani generazioni e non di rado con i genitori, senza considerare che anche la dirigenza talora non favorisce lo snellimento delle pratiche. Cosa c’è di bello? Stimolare la mente dei ragazzi e sentire fluire curiosità ed interesse, indirizzare le capacità individuali verso ambiti specifici, cogliere spunti di spirito critico. Io ho già dato, non so bene cosa, ma qualche seme ha attecchito. Me lo conferma il buon rapporto che mantengo con qualche ex allievo e con diversi colleghi, pur di età differenti. Non mi pento di avere svolto questo lavoro – peraltro scelto – anche se a volte mi sono ricreduta – che mi sta dando più soddisfazioni ora, da pensionata che in corso d’opera. Esprimo solidarietà ai colleghi in servizio che si trovano ad affrontare emergenze nuove, che non so come avrei affrontato. Certo insegnare rimane un’arte difficile, che necessita di competenza, elasticità, temperamento. E un pizzico di buona fortuna. (Post scriptum: san Placido, il santo del giorno può dare una mano!)

6 pensieri riguardo “Insegnare oggi”

  1. Duro lavoro anche quello degli insegnanti ,che tanto fanno per i nostri figli in questi anni non facili.Un plauso a loro e un incorragiamento: ” Forza e coraggio ,io sono con voi perché conosco e rispetto il vostro lavoro.”👏👏😊😊

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  2. Sulla pagina principale di google c’è un’immagine disegnata della festa degli insegnanti, molto carina che descrive l’insegnare in libertà, almeno così riesco a leggere. Quando andavo a scuola veniva identificato così :
    – l’insegnante mediocre parla
    – l’insegnante buono spiega
    – l’insegnate superiore dimostra
    – l’insegnate maestro ispira
    Bevo dire che bisogna avere ed essere delle anime speciali per fare il vostro lavoro !!!
    E’ accaduto che a causa di un momento difficilissimo con mio figlio e l’invito da parte degli insegnanti di intervenire come genitore ho chiesto di intervenire in aula !
    Così è accaduto che con l’approvazione del preside ho fatto 3 ore in una classe della terza superiore per la mancanza di coscienza degli alunni. Devo dire che non me l’aspettavo ma da allora ho sempre invidiato gli insegnanti.
    Vorrei raccontare la giornata ma sono stanco.
    Io devo ringraziare i miei insegnanti in particolare quello d’italiano che ricordo bene e mi ha lasciato il senso alla vita, nonostante per lui non sia stato facile, causa il mio carattere, un vero Maestro
    Ewiva gli Insegnanti

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    1. Che bel commento, Ivano: grazie! Interessante anche la “scaletta” che individua le qualità. Importante la tua esperienza di genitore uditore in terza superiore: non mi è chiaro cosa invidi agli insegnanti ma mi permetto delle ipotesi suggestive e realistiche, tipo crescere insieme con gli studenti. Come in tutte le professioni, anche qui ci sono le ombre o chi si discosta dal modello ideale, però devo dire che stimo la maggioranza delle persone che lavorano in ambito scolastico, soprattutto i giovani che scelgono di insegnare per autentica “vocazione”. Bene, adesso riposati, come farò a breve anch’io! Buona serata! 👍

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  3. Cara Ada,
    Sei stata tu a farmi sapere che oggi si festeggia la giornata dell’insegnante. Sono allergica a queste giornate a tema: la giornata per questo e la giornata per l’altro.
    Sia come sia…il tuo articolo mi ha ricordato il mio maestro e la mia professoressa di italiano delle medie. Persone apparentemente burbere, rigorose e severe, impopolari quindi. Sempre pronte a stupirti con un sorriso o un elogio improvviso.
    Non posso non pensare che quello che rimane del buon professore è per me la sostanza dell’insegnamento impartito con serietà. E i cui frutti probabilmente lo stesso insegnante non vedrà mai.
    Tanti anni dopo provo nei loro confronti un senso di innegabile gratitudine. E come ha detto un famoso critico dell’arte: l’unica fortuna per uno studente è trovare un bravo insegnante.

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    1. Ottimo, cara collega: il tuo ricordo e la testimonianza. Anch’io sono riconoscente verso due insegnanti, cui ho dedicato rispettivamente il romanzo Il Faro e la Luce e l’ultimo Dove i Germogli diventano Fiori. A mio dire, tu hai appreso il meglio dal tuo maestro e dalla tua professoressa e sicuramente ti muoverai sulle loro impronte. Io mi sento in consonanza con te e ti ringrazio di…caricarmi. Un caro saluto e buona serata!

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