Gesto estremo

Auguro a Francesco Alberto, neonato abbandonato nella campagna trapanese una vita lunga e ricca che riscatti il drammatico esordio. Francesco, come il poverello di Assisi di cui ieri era la festa e Alberto, come il patrono di Trapani e nome del carabiniere che per primo lo ha preso in custodia. Nonostante ci sia una legge che garantisce il parto in anonimato, il piccino è stato abbandonato in una zona impervia e isolata, avvolto in un sacco di plastica, con la testina fuori…i suoi vagiti hanno richiamato il contadino che ha allertato le forze dell’ordine. Da qui la sua salvezza e probabilmente la sua rapida adozione, senza passare per una struttura protetta. E la madre? Ci sarà da qualche parte, bisognosa di aiuto anche lei. Certo che il gesto è davvero estremo, inconcepibile nel terzo millennio…eppure non è nemmeno nuovo. Il tema della maternità non va visto solo ammantato di gioie e sorrisi, me ne sto occupando per via di una trama che vorrei considerare in un mio prossimo romanzo. Il ruolo del genitore va coniugato in svariati modi e implica sacrificio, rinunce, dedizione totale, investimento affettivo e materiale. Talvolta si verificano situazioni ingestibili, per leggerezza, violenza, tracolli vari. Lungi da me giudicare, faccio supposizioni. Con cognizione di causa, posso affermare che diventare genitore è piuttosto facile, viceversa mantenere il ruolo per tutta la vita è assai impegnativo. Non so chi sia la madre naturale del neonato abbandonato: potrebbe essere una minorenne, una donna abusata, oppure sposata con figli che non può mantenerne un altro… chissà cosa c’è dietro. Per certo so che ci sono coppie desiderose di adottare un bambino e anche persone single in grado di dare amore. Alla fine ciò che conta è dove trovi chi ti accoglie. Tanti auguri, piccino! 🍀

8 pensieri riguardo “Gesto estremo”

  1. Gesti come questo e altri simili continueranno fin tanto che non riusciremo a debellare l’ignoranza che ad un “certo” potere con tutta probabilità, a mio avviso, fa comodo. E continuano a propinare quella che, a suo tempo, la Signora Napolitano chiamava TV spazzatura! Ho sempre pensato che le persone vadano educate e non abbindolate… purtroppo anche questi tremendi episodi ne sono conseguenza. Un mio “maestro” ci invitava a pensare dicendoci che era assai difficile perché si devono avere gli strumenti per farlo! Buona vita al nuovo arrivato e anche a tutti gli altri…

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    1. Suppongo che tu ti riferisca all’ignoranza morale più che materiale, anche se l’accoppiata fa danni doppi. Non so se il “certo” potere sia tanto influente in scelte intime, di certo le persone vanno educate, e non solo istruite. Pensare è un’abilità che va esercitata, anche attraverso il confronto che la nostra società individualista non favorisce. Rinnovo l’augurio al piccolo Francesco, che ha un santo protettore molto rassicurante. Buon pomeriggio, goditi il paesaggio!👍

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  2. Infatti ,non ha trovato amore dalla mamma che l’ ha partorito ,ma troverà tanto amore da chi lo crescerà. Lunga vita a questo piccolo con tanto amore.💖💖💖🤗🤗

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  3. Che cosa è un figlio ? Nella mia giovane e immatura età, si non ero certo cosciente di quello che mi stava accadendo ! Mia moglie poi più vecchia di me era più spaventata in quanto vivevamo soli lontani dai genitori e anche se entrambi avevamo vissuto con fratelli più piccoli il fatto che sarebbe nato un nostro figlio ci prendeva alla sprovvista !!! E’ vero, genitori non si nasce ma si diventa, ed è stata una crescita straordinaria seguire giorno, settimana,, mese e anno la crescita di questo dono della nostra natura di uomini !!!
    Non riesco a capire cosa abbia spinto i genitori o la mamma di quel bambino ad abbandonarlo. Già partorire per una donna, dopo aver portato nel pancione per molto tempo una cosa superlativa, un altro essere come Lei che il suo corpo ha evoluto nonostante il dolore dovuto alla dilatazione e contrazione del suo corpo, nel momento del parto, deve essere un momento di sentirsi eccezionale. Che cosa ha cambiato questa meravigliosa bellezza in profondo dolore psicologico è sicuramente un trauma mentale che può essere pratico o relativo alla sua presente incapacità di dare al figlio quello di cui aveva bisogno o a se stessa l’incapacità di assicurarsi di quello che le necessitava !!! Mamma mia che spavento mi prende pensando d’essere al posto di quella donna !!! Do quasi per scontato che non sia stata lei a lasciare il figlio in un sacchetto nel campo ma qualcuno o qualcuna che l’assisteva e probabilmente era o erano sicuri che l’avrebbero ritrovato conoscendo il percorso del contadino !
    Comunque è andata a finire bene, e la mamma per il momento spero che sia sana e che goda del fatto del piccolo che sia assistito e un giorno di sicuro credo che la sua anima cercherà anche se non direttamente di amare

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    1. È vero, per fortuna è finita bene! O per meglio dire, c’è stata la svolta verso una soluzione salvifica, ma dietro le quinte immagino tanta desolazione e miseria morale. Continuo a stupirmi che queste cose succedano nel terzo millennio quando una gravidanza si può evitare… però ci sono mali peggiori, come la guerra che continua e davamo per impossibile. Gli uomini (donne comprese ovviamente) rimangono creature fragili…e di memoria corta. Salvo fortunate eccezioni. Buon pomeriggio di ☀️

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  4. Spero che il gesto della madre, o di chi per essa, non sia stato un gesto estremo, ma avesse un calcolo, cioè quello di far trovare il neonato in vita. Chissà in quale situazione si trovava e si trova la povera gestante, mi rincuora il fatto che il neonato sia stato trovato in vita e abbia chi gli vuol bene. Questo mi fa dire: bella storia!

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    1. Hai ragione, Martina! Anch’io ho pensato che sia stato l’atto disperato di chi non può assumersene la cura. Comunque triste esordio al mondo…che ci auguriamo tutti sarà riscattato da tante attenzioni ed altrettanto amore. Grazie per l’intervento, un caloroso saluto! 💓

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