Fiori recisi

Stamattina mi dedico alla pulizia dei fiori, in sofferenza anch’essi a causa del grande caldo. Quelli in terra non sono sbocciati, temo che i bulbi abbiano risentito del secco inoltrato, meno che per un paio di gladioli che ho immortalato. I gerani – talee fatte da me – resistono sotto il portico, in compagnia di una pianta di incenso, data per morta ed invece rinata. Mi piace strofinarne le belle foglie che rilasciano un profumo di chiesa e allontanano gli insetti. Le piante verdi alloggiate dentro si sono adattate all’ambiente e mi preoccupano meno. Sul davanzale a nord da un paio di mesi, in un cestino albergano due piccole piante di kalanchoe, una rosa e una gialla, che hanno prodotto un’infinità di minuscoli fiorellini. Molti sono appassiti e con le forbici cerco di eliminarli, per consentire eventualmente alla pianta madre un’altra fioritura. Mentre mi applico con cautela, non so perché mi viene in mente di paragonare le tracce dei minuscoli fiori alle tracce dei reperti materiali sparpagliati sul ghiacciaio, appartenuti alle vittime della sciagurata spedizione sulla Marmolada. Di alcune vittime sarà impossibile recuperare le salme e perfino oggetti personali, inghiottiti per sempre dalla voragine impazzita. Non so come i familiari potranno rinunciare a piangerli in una tomba dove andarli a pregare, come consuetudine. È successo per altre tragedie, in mare ad esempio. Idealmente destino ogni piccolo fiore reciso alla memoria delle vittime della montagna, recuperate o intrappolate per sempre nel cuore della regina delle Dolomiti, irraggiungibile cimitero contemporaneo.

4 pensieri riguardo “Fiori recisi”

  1. Un fiore e una prece per le povere vittime della Marmolada !!!! Che dire di più …….Ciao Ada, forse verrò più tardi…….ma solo una visita veloce…..🙏💐💐

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  2. Invidio veramente la tua passione per fiori, anch’io li amo molto e devo dire che guardandoli mi fanno fare e permettono una riflessione speciale su chi sono come essere umano e con chi condivido la mia momentanea presenza su questa terra ! Loro sono estremamente e li trovo sicuramente speciali, partendo dai loro semi e cercando di immaginare la forza che usano per poter crescere e fiorire davanti alle difficoltà che si presentano, le quali le posso solo intuire lontanamente. Il fatto è che tu li riconosci per il nome che gli abbiamo dati, per me invece è difficilissimo e non riesco a chiamarli ed individuarli e dividerli solo apprezzarli, a parte i più semplici come le rose sicuramente gli altri fiori mi sfuggono. Sapendo che nemmeno loro mi riconoscono allora spero che non si arrabbino !
    A causa del trauma cranico che ha lasciato le sue tracce nel passaggio sono sicuro che mi perdoneranno.

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    1. La cosa importante è che tu li apprezzi e loro lo ‘sentono’, ne sono sicura. Inoltre anch’io ne conoscevo pochi per nome anni fa… è stato l’acquisto della casa con un po’ di giardino a dispormi a conoscerli per nome e cognome (si fa per dire)… inoltre due amiche esperte mi aiutano quando non ne conosco l’identità. Bella anche la tua attenzione al loro sviluppo, a partire dal seme che mi fa venire in mente una poesia, Miracolo blu, dedicata a un Giacinto che spedii a un concorso a Pontedera e vinse. Beh, il giudizio della commissione sul mio testo è lusinghiero e mi piace quanto la poesia, perché gli esaminatori hanno apprezzato la mia attenzione verso il fiore…a partire dalle radici. Un po’ come fai tu, che sei poeta dentro! Ciao, vado a fare la…decima (?) marmellata di albicocche, le ultime per fortuna! 🍊🍊🍊🍊🍊🍊🍊🍊🍊

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