Remigrazione e migranti

Ieri sciopero dei Giornalisti contro inflazione e precariato. Me ne ero accorta per il cambio della programmazione Rai e Mediaset. Stamattina mancano diversi quotidiani. Al bar è disponibile Libero che accompagna la mia seconda colazione (la prima a casa alle sette). Mi soffermo sull’articolo intervista a Silvia Sardone di Fabio Rubini “Solo la nostra sinistra ha paura di parlare di remigrazione”. Sulla parola ‘remigrazione’ mi si accende una lampadina: etimologicamente il termine è composto dal prefisso latino -re (indica ripetizione o senso contrario) e ‘migrazione’ (dal latino migratio che indica un ‘ritorno al luogo d’origine ‘. Si tratta di un neologismo, ovverosia di una parola nuova, sebbene il termine ‘remigrare’ fosse già stato usato da Giordano Bruno nel 1584. È tornato al centro del dibattito politico italiano all’inizio del 2025, per indicare politiche di inversione dei flussi immigratori e incentivi al ritorno nel paese d’origine. La comunità straniera più numerosa in Italia è quella rumena, con circa 1 milione di residenti. Seguono albanesi (ca. 500.000) e marocchini (440.000). La Cina tra le prime comunità asiatiche. Tornando all’articolo, l’intervistata precisa che il rimpatrio si intende per “gli immigrati irregolari e quelli che sono qui ma non vogliono integrarsi e delinquono”. Questo lo spirito della manifestazione prevista in piazza per domani, non un “remigration summit”. Io penso con nostalgia a Zulay, giovane ecuadoregna mia studente al Corso serale nel 2000, vittima l’anno dopo di un grave incidente stradale. Era una persona splendida con cui avevo allacciato amicizia. Diplomata, faceva la governante e la babysitter. Le ho dedicato il romanzo MIGRANTE NUDA dove l’aggettivo indica che era partita da zero per rifarsi una vita in Pedemontana del Grappa. Spezzata da un giovane ubriaco al volante. Ad averne di migranti come lei!

4 pensieri riguardo “Remigrazione e migranti”

  1. Mi ritorna in mente quello che ho visto e vissuto nella Germania dell’Est, quanti esseri umani come me volevano scappare dal dominio Russo… Ma la terra non è di tutti?… colpisce al cuore una delle contraddizioni più profonde della nostra specie, da un lato, abbiamo l’istinto biologico e il diritto morale alla sopravvivenza; dall’altro, abbiamo inventato il concetto di confine e di proprietà privata, se un luogo non garantisce più acqua, cibo o sicurezza, l’emigrazione diventa l’unica strategia di sopravvivenza logicamente valida e se si è governati da un dittatore che lo fa a nome di dio e mi uccide se nasco diverso, xhe’ amo uno/a come me, allora sono costretto a scappare dalla mia terra dove sono nato e mia madre è stata violentata xké non aveva il velo… Oggi dobbiamo fare i conti con un limite fisico: il pianeta è finito… ivano

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  2. Gli immigrati non sono tutti uguali, tanti di loro si trovano nel.nostro Paese da tanti anni e lavorano, studiano, pagano.le tasse come ogni cittadino è tenuto a fare e si integrano , altri in condizioni irregolari, coinvolti in attività criminali, devono tornare a casa loro.

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