Premio Sakharov

Istituito nel 1988, il premio Sakharov (Andrej Sakharov, scienziato e dissidente sovietico) per la libertà di pensiero è assegnato ogni anno dal Parlamento Europeo. Quest’anno ad Alexei Navalny, leader dell’opposizione russa, ora in carcere. Trascrivo la motivazione del Presidente dell’ Eurocamera David Sassoli: “Ha combattuto instancabilmente contro la corruzione del regime di Vladimir Putin. Questo gli è costato la libertà e quasi la vita. Il premio di oggi riconosce il suo immenso coraggio e ribadiamo il nostro appello per il suo rilascio immediato”. Il premio è stato ritirato dalla figlia Daria Navalnaya, che studia e vive negli Stati Uniti. Ho ancora nelle orecchie la sequenza di verbi negativi usati da Sassoli per sintetizzarne la vicenda: “È stato minacciato, torturato, avvelenato, arrestato, imprigionato, ma non sono riusciti a farlo tacere”. Da brivido: in un continente che è il nostro, praticamente un vicino di casa è messo in condizione di non disturbare, zittito se si azzarda a dire la sua riguardo un leader, soprannominato – chissà come mai – satrapo (uno che ostenta il suo potere nell’esercizio delle sue funzioni). Non so molto del 45enne premiato, ma quello che ha subìto fa paura: sopravvissuto a un avvelenamento, ha trascorso mesi in Germania per riprendersi. Al suo ritorno a Mosca è arrestato e poi imprigionato. Deve avere una tempra eccezionale. Se sposto l’attenzione su chi lo vuole morto, beh il brivido aumenta, sommato allo sdegno che succedano ancora queste cose, nel terzo millennio, nella civile Europa. Antonio Gramsci diceva: “La storia è maestra, ma non ha alunni”, salvo quei pochi che si battono con le unghie e con i denti. Lunga vita a Alexei Navalny!

4 pensieri riguardo “Premio Sakharov”

  1. È da un po’ che non danno più notizie su Alexei ed io lo associo alla figura di Alekos Panagulis .In questi giorni sto leggendo il libro della Fallaci : Un uomo .La vicenda mi appassiona perché pure lui subì il carcere ,le torture e varie peripezie nella Grecia dei colonnelli. Il racconto della sua prigionia ti fa’ ” accapponare” la pelle ,il seguito lo leggerò poi……Mentre questa è storia passata ,quella di Alexei purtroppo è storia attuale e a distanza di parecchi anni ,nulla è cambiato ,sì è martiri oggi come allora.Forza Alexei!!!!!💖💖💖

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    1. Lucia, hai colto bene il paragone! Purtroppo la storia si ripete ed è quella peggiore che pesa. Lunga è la fila dei martiri che spesso combattono da soli. Dobbiamo dare sfogo allo sdegno, fosse anche solo a parole. Come te, anch’io dico: Forza Alexei!!! Grazie di farmi sentire in connessione con te!

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