Un film impegnato

Ho la fortuna di andare al cinema con Serapia, una vera cinefila, così ogni visione è motivata e soddisfacente. Solo che ieri sera pensavamo di vedere un film italiano, LE SORELLE MACALUSO, ma per una mia svista sulle date il film è stato proiettato la settimana scorsa. Piuttosto deluse, abbiamo deciso di restare e farci un’idea sul film in programma: NON CONOSCI PAPICHA, una produzione franco-algerina del 2019 (annullamento dell’uscita in patria) che si è rivelato stupefacente, straordinario. Non a caso ha vinto due premi Cesar e credo altri ne riceverà. Protagoniste giovani donne in cerca d’indipendenza durante il tormentato 1997 ad Algeri. Nedjma, soprannominata Papicha (ragazza bella e indipendente) studia dall’università e sogna di diventare una stilista. Sostenuta dalle amiche, intende organizzare una sfilata, però deve lottare contro i terroristi e le donne intenzionate ad appoggiare il governo islamico. Insomma, una storia di ribellione sociale nel lungo cammino delle donne verso l’emancipazione e il riconoscimento dei vari diritti. Mi pare opportuno ricordare che le donne italiane, oggi e domani alle urne, ottennero il diritto di voto nel non lontanissimo 1946… Molta strada è stata fatta ma il percorso per l’uguaglianza di fatto temo non sia del tutto concluso.

6 pensieri riguardo “Un film impegnato”

  1. Il tema del film è molto interessante perché, purtroppo ancora ai giorni nostri ci sono donne che non hanno libertà di parola,di pensiero ,di vestirsi come vogliono e quindi vivono represse in tutto e x tutto.Speriamo che questi film risveglino le coscienze ………

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    1. È quello che spero anch’io, cara Lucia.
      Noi siamo fortunate ma non possiamo ignorare la sorte di tante donne di ieri e anche di oggi, sotto considerate o peggio sfruttate in privato e anche pubblicamente, nel mondo occidentale e oltre.

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      1. Credo che la vera emancipazione femminile non si realizzi con l’abdicazione da parte dell’uomo al suo ruolo, ma con la conquista da parte delle donne di nuovi orizzonti e spazi più confacenti alla loro intrinseca e peculiare natura, non “scimiottando il maschio” come purtroppo a volte succede. Pari dignità, pari opportunità e diritti, ma non confusione dei ruoli.

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  2. Oggi, Ficus!
    Cara Ada,
    grazie a te ho imparato ad apprezzare i fiori, tutti, indistintamente e non solo le rose tacite interpreti di messaggi d’amore.
    Qualche tempo fa consultando un vecchio dizionario è saltata fuori di mezzo alle pagine una stella alpina, messa lì ad essiccare senza essere rovinata. Era ben conservata, con lo stelo, le foglie e i petali vellutati di un verde tenue argentato. Ho pensato di inserirla nella cornice di una vecchia foto di mio padre quand’era militare; quale miglior omaggio ad un “Vecio Alpin” se non il più bel fiore delle alte cime?
    E’ proprio vero: saper apprezzare i fiori è un valore aggiunto per chiunque.

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    1. Ottimo spostamento della stella alpina, tuo padre ne sarà orgoglioso! Se apprezzi i fiori, è perché sei una persona sensibile e ricettiva. Comunque sono lusingata di aver facilitato la tua espressività. E grazie di cuore per i sempre originali commenti ai miei post. Buon pomeriggio e arrivederci 😄

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