Ci sono delle notizie che fanno male a leggerle, penso anche a darle. Meglio che non abbia fatto la giornalista, rischio corso in gioventù quando avrei dovuto intervistare i familiari di una persona deceduta in un incidente stradale. Siccome li conoscevo, non me la sono sentita. Adesso la cronaca mi pare peggiorata e le notizie di conseguenza. Sul Corriere della Sera di ieri, ecco l’articolo che mi ha lasciato di stucco: Clochard ucciso a calci, il video sui social. Successo venerdì a Caserta, arrestato un cittadino romeno 40enne che ha pestato Guido, un senzatetto di 62 anni “buono come pochi altri'”, fino a causarne la morte, dopo un paio di giorni di agonia. Pare per cinquanta euro. Sono desolata. Anche inorridita al pensiero che chi ha assistito al pestaggio non sia intervenuto, forse perché “L’aggressore era visibilmente in stato di alterazione”? Per inciso, il Comando provinciale della guardia di finanza si trova a poca distanza dalla piazza dove è avvenuto il pestaggio, davanti ad alcuni testimoni. Guido frequentava i volontari della Comunità di Sant’Egidio, ma preferiva stare per strada, come molti altri ‘nvisibili’. In senso letterale, il significato della parola invisibile è chiaro, mentre sul piano emotivo si riferisce alla dolorosa sensazione di sentirsi privi di valore in ambito relazionale. Un concetto contenuto nella canzone Nu simu nienti citata nel post di due giorni fa. Guido aveva fatto il cameriere per molto tempo in diversi locali del capoluogo, “ha dovuto poi fare i conti con una vita che gli si è rivoltata contro”. A causa di una precedente aggressione, subita anni prima aveva dovuto sottoporsi a ben cinque interventi chirurgici. Da non credere. L’aggressore, individuato grazie alle telecamere ha detto: “Ho perso la testa, non credevo di averlo ucciso”.

Una vita di stenti,finita nel modo peggiore!!!!
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Già, troppo pesante! 😔
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Credo che chi vive in strada viene percepito come un “peso” o una minaccia per il decoro o la convivenza… Credo che quei Pazzi non considerano la vittima come un suo pari, facendogli perdere l’empatia e azzerando il freno inibitorio contro la violenza, siamo proprio Animali con la lettera grande… In più clochard sono le vittime ideali per chi cerca una valvola di sfogo violenta: sono isolati, spesso non hanno nessuno che li difenda e raramente possono fuggire o reagire come un animale ferito… Questo clima di generale rifiuto rende il passo verso la violenza fisica drammaticamente più breve, e mi fa paura… ivano
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Legittimo avere paura verso Animali che abusano della violenza. Nel mondo animale si respira aria più pulita! L’homo sapiens ha smarrito la ragione… 😔
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