Non di solo pane vive l’uomo

Commentando i risultati delle prove Invalsi 2026 – presentati ufficialmente ieri – il Ministro Giuseppe Valditara risulta nel complesso soddisfatto, precisando che: “Abbiamo da una parte un netto aumento delle competenze alle superiori, risultati comunque buoni alle medie e invece un peggioramento alle elementari (quasi 1 bimbo su 4 non raggiunge il livello base in matematica ), il che sta a significare che c’è necessità di un cambiamento. La soluzione è:: più grammatica, più sintassi, più lettura, più libro, più penna e meno tablet”. Mi sembra che il Ministro fornisca una ricetta plausibile per la cura, ma dovrebbe essere garantito il benessere degli insegnanti, in termini economici (i nostri stipendi sono inferiori di oltre il 15 per cento rispetto alla media dell’Unione Europea) e di considerazione sociale. Da insegnante, consideravo la pensione un obiettivo vitale, di seconda vita. Tornavo da scuola con la pressione alta e l’umore a terra, sebbene abbia raccolto anche dei frutti dal mio lavoro. Molte cose sono cambiate negli ultimi decenni e fare l’insegnante è diventato sempre più complesso, anche a livello burocratico. Non se la passano meglio altre categorie, vedi medici e addetti all’ordine pubblico. Mio figlio non ha mai considerato di seguire le mie orme, e non me ne sono rammaricata. Fa un lavoro che gli piace, ma con poche tutele. Ieri ho scritto sui rider/ciclofatturini. l’Italia è considerata il Belpaese dove si mangia bene, tanto che la Cucina Italiana è stata ufficialmente dichiarata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO. Ma “non di solo pane vive l’uomo”, celebre frase attribuita a Gesù nel deserto. .

6 pensieri riguardo “Non di solo pane vive l’uomo”

  1. A casa mia da ragazzo non ho mai visto un libro se non la bibbia del nonno sempre chiusa, la usava per farmi giurare quando sapeva che raccontavo bugie e non aveva la certezza… La frammentazione regionale in Italia non è solo linguistica o gastronomica, ma si riflette profondamente sul sistema educativo e sulla percezione dello studio, purtroppo… Qui da noi nel Veneto lo studio è spesso visto in funzione del lavoro, guardo me e i miei nipoti, tutte scuole tecniche: al sud tutte giuridiche e umanistiche… Credo che più che più che una difficoltà chiara degli italiani nello studio, il problema spesso è una diversità tra lo studio e la vita reale… ivano

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    1. Potresti avere ragione, con qualche distinguo: la gente si sposta e il mix dovrebbe aggiustare le carte. Certo che tuo nonno era un bel tipo, diciamo da romanzo! Teneva la bibbia chiusa e la usava solo per farti giurare: scena da film! Comunque la cultura non è solo accademica, chi ama il sapere se la costruisce anche fuori dalle aule. Si tratta di scelta dei valori, e di mantenerli. Grazie della testimonianza, sereno pomeriggio 👋

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