Est modus in rebus/Il giusto equilibrio

Un po’ ha rinfrescato, ma solo un po’. Mentre mi accingo a scrivere il post odierno, verso le dodici il termometro segna 29 gradi. È in corso in paese la Gara Ciclistica Giovanile 14esimo Trofeo Monte Grappa, “gara famosa per la sua selettività”. Chiusura temporanea di varie strade, compresa Via dei tigli dove abito. Quindi posso godermi lo spettacolo perché le ondate di ciclisti passano davanti al mio cancello. In verità mi fa tenerezza vederli spingere sui pedali, mentre dal bordo strada qualche esagitato tifoso/allenatore/ familiari incita a correre di più. Anzi, i più sfegatati stanno all’ombra sotto le piante e lasciano la postazione privilegiata solo per urlare parole di incitamento. Mi chiedo se sia tifo ciò che alle mie orecchie suona come maleducazione. Dubito sia salutare gareggiare con temperature tanto alte, in ore centrali quando l’asfalto diventa incandescente. Mi auguro che i giovani ciclisti riescano a completare il percorso “senza colpo ferire”. Per molti genitori, l’impegno dei figli sui pedali è la proiezione di un loro desiderio irrealizzato. Perciò non mi stupirei se la prole, crescendo si dissociasse. Da ragazzino, mio figlio non ha prricato calcio né ciclismo, ma parecchia musica, con fisarmonica e chitarre varie. Viceversa, non glielo avrei impedito. Di certo lo avrei sostenuto, senza sgolarmi. Tutte le attività ricreative sono salutari, se praticate senza imposizione e con un occhio di riguardo alla misura, perché Est modus in rebus/C’è una misura nelle cose, come diceva il poeta Orazio nelle Satire. L’ invito alla moderazione è sempre valido, ricordando che il giusto equilibrio si trova evitando gli eccessi.

6 pensieri riguardo “Est modus in rebus/Il giusto equilibrio”

  1. Correvo anch’ io dai 14 ai 17 anni e dovevo recarmi al circuito del paese in bici, che se era lontano arrivavo già stanco… La cosa strepitosa è che il professore proprietario di un’ azienda mi ha regalato la bici da corsa che non avevo… che bella passione, ero in competizione con Breda un amico che ci confrontavamo sempre…. Non ricordo le fatiche ma la fame che mi prendeva, per fortuna la squadra di Castelfranco V. Forniva degli alimenti… e poi tornavo a casa in bici, a volte arrivavo con il buio, con mia madre sempre in pensiero… Quanto mi piacerebbe rivivere quella gioia… ivano

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    1. Beh, è già un regalo rivivere quella gioia attraverso il racconto! Diciamo che tu fermo non sei stato mai… un bel esempio di tenacia e resistenza! Ogni tanto stacca la spina, se credi. Ciaissimo! 🤝

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  2. Come tutte le competizioni sportive dove gareggiano i figli o nipoti ,i genitori sono i più sfegatati nell’ incitarli a dare e fare di più. Questi comportamenti secondo me possono a lungo andare far sì che l’ atleta si disaffezioni per poi abbandonare l’ attività sportiva …( conosco qualcuno che era una promessa ) e poi con dispiacere dei genitori ,ha abbandonato il tutto!!!

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  3. Incitare i ragazzi a bordo strada a spingere al massimo con temperature che arrivano a 30 gradi è estremamente pericoloso

    Nelle categorie giovani lo scopo principale dovrebbe essere il divertimento non il risultato a tutti i costi.

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