Delitto in famiglia

Sette Sorelle è una località situata nel comune di San Stino di Livenza (VE), compresa tra i fiumi Livenza, Loncon e Lemene. Ho ben presente il cartello sul viale alberato che incontravo le scorse estati, strada facendo verso Lignano Sabbiadoro. Il numero mi faceva sorridere e mi inteneriva il riferimento parentale alla sorellanza, a mio dire sempre un passo indietro rispetto alla fratellanza. Purtroppo da giorni il luogo è alla ribalta della cronaca nera per l’omicidio della 53enne Chiara Guerra da parte del nipote 17enne, un “mosaico di sangue” come lo definisce Matilde Bicciato, in chiusura dell’articolo odierno sul Gazzettino: Chiara uccisa con 31:coltellate il nipote ha tentato di darle fuoco Insegnante di Lettere alla Scuola Media, sarebbe stata impegnata negli esami di Licenza, se il figlio di suo fratello – per due mesi ancora minorenne – non l’avesse massacrata nella legnaia, per ragioni “di tipo economico, legato ad una cospicua eredità e alla probabile vendita dell’immobile familiare”. Sono esterefatta, desolata e incredula che il male abbia guidato la mano del giovane assassino. Per esperienza, conosco la tensione degli ultimi giorni di scuola, condivisa da studenti e docenti. Immagino lo stato d’animo con cui gli alunni della sfortunata professoressa di Lettere affronteranno gli esami di terza media. Gli anziani genitori della vittima sono ospiti in casa di riposo, chissà se potranno evitargli l’orribile notizia. In veste di blogger evito di andare oltre con la riflessione. Ma un amaro profondo aleggia sulla torrida estate che ci viene annunciata. Non so se i colpi di testa siano legati alla canicola, potrebbe essere una concausa. Di certo Chiara è morta, alla vigilia di una prova ritenuta un ingresso nella vita, mentre il nipote si è scavato la fossa da solo.

4 pensieri riguardo “Delitto in famiglia”

  1. Ma Ada,vuoi che abbia agito da solo? Non è che ci sia di mezzo anche il padre, fratello della vittima? Visto che si parla di eredità?

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  2. Mi piace il nome Sette Sorelle nominato alla località, mi sembra il modo migliore per relazionarsi a quel posto che guardando su internet è tutta campagna, bellissimo… Mi spaventa un pò l’omicidio della professoressa; credo sia un argomento estremamente delicato e doloroso, che coinvolge dinamiche psicologiche, sociali e legali complesse, faccio fatica pensare ad un ragazzo di 17 anni… È importante guardarlo con la massima serietà e sensibilità, soprattutto perché parliamo di un atto di violenza estrema e di un minore… La prima domanda che mi vene è come può nascere un odio così profondo a 17 anni, forse ha subito dei maltrattamenti ??? … Riflettendoci può questo ragazzo non essere stato amato, la zia rappresentava un ostacolo per comprarsi la moto o la macchina, non riesco pensare ad altro, oppure voleva l’eredità per comprarsi la droga che magari era cocainomane, o magari un disturbo della personalità, cioè che non vedev la realtà e vedeva la zia come un mostro… Certo che deve aver avuto una forza fisica per infliggere tutte quelle coltellate spinte sicuramente da drogo alcol o dissociazione mentale… Possibile che nessuno si sia mai accorto che questo ragazzo aveva bisogno di cure, comunque è necessario scoprire la motivazione, pazzesco… ivano

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    1. Mi faccio anch’io le tue domande…e rimango senza risposta. Dipendenza, disturbi mentali, odio, vendetta…sono tutte possibili cause, cui aggiungo: ma che non abbia pensato che si stava rovinando la vita, questo giovane assassino? Tra l’altro ancora per poco minorenne, avrà ‘diritto’ a degli sconti di pena… Terribile, inconcepibile! Grazie per la tua testimonianza 🤝

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