In molti paesi si celebra oggi la Giornata Mondiale dei Migliori Amici, una ricorrenza molto sentita sebbene non sia una festività istituzionale. Posto che la Giornata dell’Amicizia, istituita dalle Nazioni Unite cade il 30 luglio, rifletto su questo argomento che interessò anche Aristotele. Il filosofo dedica all’amicizia l’ottavo e il nono libro dell’Etica Nicomachea, uno dei suoi capolavori. La considera un bene fondamentale, “non solo necessaria, ma anche bella”. La suddivide in tre tipologie: 1. L’amicizia per utilità 2. L’amicizia per piacere 3. L’amicizia perfetta, stabile e duratura, basata sulla stima reciproca. È virtù rara, perché gli uomini virtuosi sono pochi. Mi pare che il concetto sia insito nel famoso proverbio: “Chi trova un amico trova un tesoro”, presente nella Sacra Bibbia (Antico Testamento), più precisamente nel Libro del Siracide o Ecclesiastico (Siracide, 6,14): Un amico fedele è una protezione potente, chi lo trova, trova un tesoro. Dopo l’introduzione mi interrogo e provo a darmi una risposta. Sono fortunata a relazionarmi con persone che sento mi apprezzano per quella che sono e per i miei hobby. Costituiscono la mia famiglia affettiva che mi sostiene e mi gratifica. Quelle che mi corrispondono sono: Lucia, le sorelle Lisa e Roberta, Mariuccia, Lara, Pia, Marta, Sara, Francesca, Rossella, Vilma, Marcella, Nadia… una rosa di maschi, con Manuel capofila. Una mia nota caratteriale è di non voler pesare come amica, perciò cerco di essere ‘leggera”, senza aspettarmi dedizione totale. In definitiva, credo alle buone relazioni spalmate tra persone con cui condividere tempo ed emozioni. Ognuno dona e prende in base a tante variabili, ma è rassicurante avere una persona che ci accoglie come siamo.

Di amico vero, almeno credo, l’ho conosciuto soltanto nell’infanzia, poi invece come se il tempo avesse trasformato il concetto di amicizia in qualcosa di più sfumato, meno immediato, direi insicuro… Da adolescente, l’amicizia era semplice: una corsa in bici, una complicità senza filtri, ora, invece, sembra che il mio istinto mi porti a valutare le persone con più prudenza, quasi come se l’amicizia richiedesse uno spazio di sicurezza, una distanza che mi permetta d’osservare senza espormi troppo… È un meccanismo naturale: con l’esperienza, ho imparato a proteggermi, a dosare l’intimità, soprattutto per il genere femminile, mi fido più degli uomini; è solo la consapevolezza che le relazioni, come tutto il resto, hanno bisogno di tempo per essere comprese appieno… ivano
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Con l’adultità si diventa naturalmente più prudenti e selettivi, non credo sia un male perché il cambiamento è una costante. Importante è mantenere la memoria delle esperienze belle ed essere ricettivi quando succede qualcosa di positivo. L’intelligenza emotiva ci dà una mano…e anche la fortuna! La prudenza è una buona bussola per sondare le intenzioni sia di uomini che donne. Grazie di condividere, buon pomeriggio 🤝
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Amici,pochi ma buoni ……io ho un bel ricordo della mia amica del cuore scomparsa prematuramente ,con cui ho condiviso l’ adolescenza. A volte ci penso,chissà come sarebbe adesso la mia amica Placida .Conservo ancora un piccolo vasetto che lei mi aveva regalato ,assieme al profumo di lavanda.
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Che bel nome Placida! Come se si distinguesse già da questo dettaglio…ti ha lasciato un bel ricordo. Grazie di condividerlo 🤝
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“Chi trova un amico trova un tesoro”, lo afferma la saggezza popolare.
Avere delle amiche a volte può essere più prezioso di un parente o di un genitore. È un sentimento talmente bello che si vorrebbe mantenere sempre vivo e presente.
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Esprimi ciò che penso: un amico può essere più prezioso di un parente o di un genitore. Sai bene di cosa si tratta perché l’amicizia ti ha visitato…e te lo meriti! 🤝
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virtù rara.
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Virtù rara, preziosa…e salvifica! 🤝
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