Gino Rossi, il pittore nomade

La pittura non è il mio ambito espressivo, ma ho degli amici pittori. Mia zia Maria Cusin (Orsago, 24.01.1916 – 11.03.2005) dipingeva, soprattutto ritratti. Il primo novembre 2006 la prof.ssa Lorena Gava ha inaugurato una mostra antologica della zia presso il Centro Sociale di Orsago che ho visto in compagnia di mia mamma e mio cugino Camillo. In casa ho alcune sue opere. La frase di Leonardo da Vinci “La pittura è una poesia muta” sottolinea il parallelismo tra arti visive e letteratura, pertanto mi sento coinvolta, sebbene non competente. La premessa per introdurre una mia riflessione sul pittore Gino Rossi, di cui mi è arrivato sul tablet un ricordo da parte della Fondazione Culturale Mazzotti di Treviso, a 100 anni dal ricovero a Sant’Artemio. Luigi Rossi, detto Gino nasce a Venezia il 6 giugno 1884, muore a Treviso il 16 dicembre 1947, all’età di 63 anni. Soprannominato “Il pittore nomade” per i continui spostamenti e anche “Il pittore blu oltremare” per la poesia del colore, è considerato uno dei più importanti pittori italiani del Novecento. La sua storia umana e professionale mi ricorda quella di Antonio Ligabue, ma lo dico con beneficio d’inventario. Tra i protagonisti del rinnovamento dell’arte italiana, la sua breve carriera si chiuse a causa di una grave malattia mentale. Ma anche la sua storia umana fu segnta da episodi drammatici. Durante la Grande Guerra combattéal fronte e subì traumi psicologici gravissimi. “Ho sofferto una prigionia allucinante” sono parole sue. Uno dei suoi compiti era dipingere sulle croci il nome dei caduti. La fragilità mentale lo costrinse ad interrompere l’attività artistica. Di lui rimangono un centinaio di dipinti, conservati principalmente nei musei Civici veneti, in particolare alla Galleria di Ca’ Pesaro a Venezia e al Museo Civico Luigi Bailo a Treviso. Tra i dipinti che ho visto nel web, mi cattura quello intitolato Mestizia che rende bene l’idea di come questo sentimento lo abbia abitato.

2 pensieri riguardo “Gino Rossi, il pittore nomade”

  1. Ada,andrò alla ricerca delle sue opere,il tuo post mi ha incuriosito e a proposito di arte ,tu hai l’ arte della scrittura ,tua zia dipingeva, quindi l’ arte è un’ eredità di famiglia.! Ciao

    Piace a 1 persona

Lascia un commento