Una donna di talento

Tina, Nilde. Rita, Oriana, Ilaria, Maria Grazia, Fabiola, Marta, Elisabetta, Samantha e Chiara: sono le donne ricordate dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante il suo discorso alla Camera dei Deputati e alle quali dice: “Grazie per aver dimostrato il valore delle donne italiane, come spero di riuscire a fare anche io”. L’elenco è molto più lungo e comprende pure Grazia Deledda, prima italiana a vincere il Nobel per la Letteratura nel 1926 per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola e che con profondità e calore tratta problemi di generale interesse umano. Ognuna delle donne citate è portatrice di valori e ha una storia da raccontare. Ne conosco alcune e mi riprometto di completare il quadro. Mi soffermo sulla scrittrice Grazia Deledda (Nuoro, 27.09.1871 – Roma, 15.08.1936) per la mia attitudine a scrivere e per i ricordi di scuola che mi trasmette ogni volta che incontro il suo nome. La prima conoscenza avviene al Liceo, per via del parallelo con Giovanni Verga fatta dal mio compianto professore Armando Contro. Leggo qualcuno dei suoi romanzi – ne scrisse circa una cinquantina – e decido di portarne uno al colloquio della Maturità, intitolato La Madre, una sorta di triller psicologico che rileggo più volte nel corso della vita. Mi piace lo stile della scrittrice, minuziosa nelle descrizioni e passionale nel trattare sentimenti primordiali come l’amore, la gelosia, il tradimento, l’attaccamento alla casa (che fa pensare alla novella La Roba del Verga). Se non ricordo male, quasi tutti i romanzi sono ambientati in Sardegna, che lei lasciò nel 1900 per venire in continente e sposarsi con Palmiro Madesani, da cui ebbe i figli Sardus e Franz. Descrive la sua isola in maniera favolosa e pertanto doppiamente attraente per me che non ci ho ancora messo piede (in turco Ada significa isola, e questo mi fa ben sperare ). Un ultimo dettaglio scolastico mi rende simpatica la Deledda: ripete la quinta elementare perché la maestra la ritiene intelligentina. Allora le bambine erano destinate alla casa ed era quasi sconveniente farle studiare oltre. Pertanto Grazia Maria Cosima Damiana Deledda – più semplicemente Grazia Deledda da autodidatta approda al Nobel! Più talento di così!

4 pensieri riguardo “Una donna di talento”

  1. Quando ero ragazzo in casa mia c’erano moltissime cugine e vicine, più o meno della mia età ed ho sempre sentito in loro una capacità diversa dalla mia, proprio una visione che a volte non intendevo rivolta al rapporto con i giochi o le necessità. Quando proponevo di fare qualche marachella contro la allora gestione delle cose da non oltrepassare, loro erano quasi sempre molto più attente a non sbagliare. Avevo tre fratelli molto più piccoli e allora aiutavo mia madre nei lavori di casa, far da mangiare, lavare i piatti, gestione orto e animali domestici e loro erano gentili nel venirmi ad aiutare. Da ragazzo ho sempre viste le ragazze come degli esseri speciali da rispettare e condividere, purtroppo, forse per colpa mia ho incontrata quella sbagliata che mi ha fatto cambiare risultato dell’attività del pensiero e ancora adesso faccio fatica a ricredermi.
    E’ indubbio che tra uomini e donne ci sono diversità che vanno oltre le differenze biologiche e fisiologiche , è un fattore determinante per la percezione, l’atteggiamento verso gli stili di vita. Non sono ne migliori ne peggiori ma sicuramente diverse.
    Pensavo che fossero modeste e prive di superbia, abbastanza aperte per imparare e di prendere in considerazione l’opinione degli altri. Saper ammettere errori e scusarsi : ma invece purtroppo sono esseri umani come noi uomini e anche peggio…
    Certo ci sono state, ci sono e ci saranno, me lo auguro delle grandi donne come altrettanti uomini ma è importantissimo il loro ruolo nella società e mi dispiace che non vengano valorizzate per quello che sono, anche se sta cambiando molto e purtroppo da quello che vedo non in positivo. Adesso le donne sono cittadine di serie A, al pari degli uomini. Esse sono padrone di se stesse e godono dell’eguaglianza giuridica e di tutti gli stessi diritti degli uomini anche troppo, ho visto mio figlio che ha sopportato una cosa tristissima dalla moglie e nonostante ci sia la colpevolezza da parte di lei se divorziava sarebbe dovuto uscire lui da casa per legge in quanto i figli non erano maggiorenni, spero che queste cose assurde cambino, la parità non è vista uguale… pazzesco.
    Conosciamo bene paesi che le donne non hanno libertà di comportamento e direi che sono delle schiave, come sta accadendo in Iran e Afghanistan e molti altri paesi , è veramente inumano ma gli uomini centrano relativamente di mezzo c’è dio meglio la religione una pazzia umana per inventarsi qualcosa e proteggersi dalla morte

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    1. Mi piace pensare alle donne come cittadine di serie A, al pari degli uomini, né migliori né peggiori, salvo le eccezioni. Ognuno porta la sua ricchezza che in certune è superlativa, come succedeva per le nostre mamme e nonne, grandi lavoratrici silenziose. Sono contenta di essere nata donna e sostengo le cause portate avanti da uomini o donne che migliorano la vita delle persone, siano maschi o femmine. C’è di tutto dovunque, ma noi sosteniamo ciò che vale. Ciao, grazie e buona serata 🖐️

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