Cronaca imperante

Una volta al mese mi sottopongo alla pedicure a Crespano del Grappa. Consegno i miei piedi alle abili mani di Grazia, che frequento da quando è emersa l’artrosi all’anca, ora superata con l’intervento. In teoria adesso potrei arrangiarmi, ma mi piace mantenere il rapporto instaurato, compresi gli “effetti collaterali” che significa sosta al bar da Paolo, per lettura del quotidiano in tranquillità. Naturalmente le notizie non dipendono dalla location e succede che il dolce della croissant sia superato dall’amaro della notizia. C’è l’imbarazzo della scelta, ma mi soffermo su un fatto che stava per diventare una tragedia: a Borso, un 34enne voleva farla finita, dopo la chiusura di una storia d’amore. Lascia dei messaggi scritti, fortunatamente letti dalla sorella che lo trova nell’auto semisvenuto ed allerta carabinieri e ambulanza. Salvo per un pelo. Purtroppo succede maledettamente spesso e le vittime sono quasi sempre maschi. Trovo desolante che l’uscita di scena sia attribuita a “motivi sentimentali”, quasi a sottintendere che responsabile del gesto sia una terza persona e non piuttosto la fragilità di chi intende attuarlo. Senza contare che spesso i malcapitati sono in cura dallo psicologo, oppure seguiti dai servizi sanitari che non hanno la bacchetta magica. Ricordo con stima e nostalgia un ex alunno speciale, dolce nello sguardo ma perfezionista e insoddisfatto, che lasciò giovane moglie e due bimbe piccole in modo traumatico. La madre ultraottantenne si chiede ancora perché si sia suicidato. Gli ho dedicato un episodio nel mio libro TEMPO CHE TORNA. Immagino che anche lui disapproverebbe il suo gesto, se potesse ritornare in vita. In ogni caso, come dice una cara collega, la sofferenza mentale è imperscrutabile perfino a chi se ne occupa per lavoro. Evitiamo di giustificarla, tirando in ballo le pene d’amore.

5 pensieri riguardo “Cronaca imperante”

  1. Ho letto con tristezza e spavento quello che hai scritto a riguardo del suicidio dei ragazzi, che sappia io ci sono il 70% delle ragazze e il 30 dei ragazzi.
    Facevo la terza media ed ero legato ad una ragazza del paese vicino: frequentavamo la stessa scuola e assicuro che era tutto il mio mondo. Andavo a trovarla in bici alla sera e l’aspettavo dove suo padre parcheggiava il trattore, riusciva ad uscire e veniva da me, a volte solo per qualche minuto, la cosa più superstraordinaria era tenersi per mano.
    Mentre tornava a casa da scuola e attraversava la strada un’auto l’ha travolta ed è morta !!!
    Mi ricordo il dolore era insostenibile, è stato da allora che ho odiato Dio e tutti i santi !
    Da non crederci ma ho pensato molto al suicidio !!!
    Che cosa succede nel nostro cervello ?
    Adesso lo vedo con tranquillità, fa parte della nostra vita, ma allora è stato un atto improvviso, incomprensibile che mi ha portato al margine della depressione. Nonostante la mia maturità Non mi sono mai staccato da lei nemmeno adesso e la porto sempre con me.
    Non mi sentivo solo vulnerabile ma proprio inutile, inesistente fuori dal mondo e nessuno capiva niente, con un’ansia forte e continua.
    Era un periodo di crescita che adesso chiamano adolescenza e è un grande periodo che non si pensa che finisca e colpisce sia il corpo, i sentimenti ma soprattutto i pensieri che continuano a stravolgerti e non dare autonomia.
    Attualmente l’adolescenza finisce molto più tardi il che ancora peggio, con questa nuova e diversa situazione , con il web, i genitori che si assumono le responsabilità dei figli togliendoli dalle difficoltà, la scuola incapace di adeguarsi ai nuovi sistemi internet e assoluto rispetto, i giovani diventano adulti a 30 anni e di più sbagliando in continuazione.
    Es. Mio nipote studia inglese con il computer, l’ultima verifica ha preso insufficiente, mi dice perchè il prof non è capace in quanto per internet è una cosa per il prof un’altra e quando il prof legge la lingua sbaglia in continuazione.
    E’ l’alunno che si riferisce all’insegnante.
    Per fortuna le altre materie vanno bene
    Questa sera mi ha detto che va All’osservatori Astronomico Vicino a Vittorio: mi chiedo se ragazzi del genere abbiano insegnati competenti

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    1. Domanda legittima la tua, che riguarda tutte le categorie. Tuo nipote troverà la sua strada, usando mezzi per noi fuori portata. Tu sei stato sfortunato ad avere perso tragicamente la fanciulla dei tuoi sogni. Bellissimo il pensiero dove dici “la cosa più straordinaria era tenersi per mano”: grazie di averlo condiviso, suscita molta tenerezza!

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  2. In realtà la mia risposta si è interrotta contro il mio volere (segno che non ho un ottimo rapporto con la tecnologia)… cerco di non farmi sopraffare e la uso q.b. quanto basta, come si usa scrivere nelle ricette. Quanto al tema centrale, il suicidio, penso che molti ci pensino senza arrivarci, per fortuna. Per me è un atto incomprensibile, specie per chi ha famiglia. Unica eccezione: il male incurabile, che procura atroci sofferenze. Io mi riferisco al male fisico, ma c’è anche quello interiore…per cui mi fermo e non oso esprimermi. Chi è credente ha una carta in più da giocare, ma immagino che conti di più il carattere. Ciao, buona cena e tutto il seguito!🤞🍀🌻🍁

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