Deriva educativa

Sono sgomenta! Pensavo di scrivere il post sull’eclisse parziale solare, oppure sulle donne talentuose menzionate dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel suo discorso alla Camera…invece mi travolge la notizia sentita durante la cena, che mi fa andare il boccone per traverso: Rovigo, durante l’ora di Scienze uno studente spara in classe contro la prof con una pistola ad aria compressa e un altro riprende tutto che poi posta in whatsapp, tanto da renderlo virale. Risate in classe da parte di altri compagni. È successo alcuni giorni fa in una prima superiore di un Istituto tecnico, composta da 15enni o giù di lì. Sconcertante sia la bravata, sia averla postata in chat “per divertirsi”. Immagino lo sconforto dell’insegnante, che è ricorsa alle cure ospedaliere per essere stata colpita all’arcata sopraccigliare da un pallino di gomma. Leggo che ha 61 anni e non vedrà l’ora di andare in pensione. È intervenuta la preside per disporre sanzioni, in parte già prese: tre sospensioni, una per il proprietario della pistola, una per chi l’ha usata, una per chi ha girato il video. Provvedimenti anche per chi sghignazzava. A suo dire, gli studenti non avevano idea della gravità del gesto, non ritenendolo un disvalore. Senza infierire, mi piacerebbe sapere come parlino questi ragazzi a casa, chi frequentino, come trascorrano il tempo libero. E se i genitori li conoscano davvero. Ovvio che cercano attenzione e visibilità che trovano facile nei social, disinteressati o quasi all’impegno intellettuale. Il tutto a poche settimane dall’inizio delle lezioni, senza neanche la scusante della stanchezza di fine anno scolastico. Episodi provocatori succedevano a scuola anche decenni fa, ma non di questa rilevanza. Sono desolata per la collega, spero trovi solidarietà da parte di tutti gli utenti della scuola, genitori compresi. Il caso non è passato sotto silenzio e dei provvedimenti sono stati già presi. Ma non è sul fronte della repressione che si otterranno veri cambiamenti. Credo sia urgente un contenimento e superamento della deriva educativa, con il concorso di tutte le strutture coinvolte alla formazione del cittadino. Senza chiudere gli occhi, oppure delegare ad altri.

7 pensieri riguardo “Deriva educativa”

  1. Cara Ada, sono i valori che mancano,valori come il rispetto ,l’ educazione in primis .Noi siamo cresciuti con il rispetto x le persone ,per gli animali e per le cose .I giovani ( non tutti) hanno questi valori.Ciao Ada !!!😔😔😔

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    1. Mancanza di valori, dici bene Lucia. C’è bisogno di una energica cura ricostituente per tutti, grandi e piccoli…e che si interrompa il circolo vizioso del protagonismo ad ogni costo! Sereno

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  2. E’ un episodio grave, molto grave capace di provocare un danno qualificabile.
    Sarebbe in qualche modo limitato se fosse unico ma purtroppo è uno dei tanti !
    A bari un prof è stato aggredito : la madre dell’alunna dice che gli avrei staccata la testa “al Prof” per giocare a pallone !!!
    E’ incomprensibile per me !!!
    Parlando con mio nipote, terza superiore; Dice che non si può fare i deboli altrimenti si viene sfruttati come degli incapaci: un bullo a scuola con lui ha dovuto prenderlo e incantonarlo contro il muro, facendogli capire che lo picchiava se continuava; ” Ma non potevi avvisare il prof ” Mi rispose: il Prof lo sa e non fa niente.
    Parlato con il padre ” mio Figlio ” Dice che non c’è alternativa, sembra che giri anche la droga e lo sanno tutti:
    mio nipote fa palestra per non essere messo alla berlina!!!
    Sono stravolto. Deve parcheggiare la vespetta 50 “che è la mia da quando avevo 17 anni” Molto lontano dalle scuole per recarsi in aula !!!
    E’ veramente assurdo questo cambiamento senza visione dell’importanza degli altri !!!
    A sentire mio nipote si capisce il disagio e vorrei dire la disperazione con l’unica soluzione di difendersi nello stesso modo, vuole studiare, gli piace molto l’informatica, ma sembra naturale doversi affrontare con i bulli senza rispetto ma solo con cattiveria messa in primo piano.
    Mi sembra che non siano sicuri che lo studio li sta portando verso un progetto futuro ma verso un futuro inesistente, sembrano quasi persi, Parlano con i prof, con i genitori ma sanno di non essere ascoltati e di conseguenza si armano di quello che sono capaci, fare palestra per non essere messi in secondo piano
    Pazzesco…

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  3. “Sanno di non essere ascoltati” dici e la disattenzione è un grande limite. Una mia collega, già una decina di anni fa diceva che i suoi allievi si lamentavano di non essere ascoltati…io avevo inserito un’ora di ascolto settimanale tra le mie di Lettere: qualcosa ha fatto, ma in una classe numerosa (ne avevo anche 27) ne sarebbero servite di più. Poi c’è chi ha imbarazzo a parlare in pubblico. Comunque col parlato va esercitato l’ascolto, siamo sempre là: dare tempo all’altro e prestargli attenzione. E noi adulti siamo presi da tante cose, a volte affetti da sordità (organica e psicologica). Incrociamo le dita! Ciao e grazie! 🤞

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  4. Questo articolo, cara Ada, mi fa sorgere un desiderio: raccogliere consigli su come fare ad insegnare il rispetto che manca.
    A me viene difficile trovare una risposta. Forse le cose ovvie sono le più difficili da spiegare.
    Avete idee?

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    1. Brava! Chiedere consigli è salutare e magari fruttuoso…speriamo! Chissà che qualcuno si esponga, anche solo per conforto. Intanto ti mando un saluto e un abbraccio e…buona scuola! 🙏

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