Omaggio a Francesco Sartor

Sempre ossigenante partecipare a incontri culturali. Succede domenica pomeriggio (ieri) a Cavaso del Tomba, nella Sala assemblee del Municipio, per la presentazione del libro Francesco Sartor l’uomo e l’artista. Premetto che mi procura un’emozione particolare calcare suddetta sala, che mi ha ospitata come autrice in altre occasioni. Rivedo con piacere gli artisti componenti il GRUPPO DI RICERCA STORICA “Francesco Sartor” tra cui ho gli amici Giancarlo Cunial e Noè Zardo. Il Sindaco Gino Rugolo è una persona sensibile alle proposte culturali che hanno una ricaduta rivitalizzante sulla popolazione vicina e lontana. Prima che inizi l’incontro, compero il voluminoso libro dedicato allo scultore, che ha avuto una lunga gestazione, ma finalmente si è materializzato nell’opera più esaustiva finora realizzata. Posso solo immaginare le tortuosità e i grovigli incontrati dai sette talentuosi ricercatori, nel corso di 14 anni di minuziose ricerche. Un grande plauso a loro, all’amministrazione comunale e anche agli sponsor. Il busto dello scultore, opera di Gilberto Fossen sorride compiaciuto verso gli astanti, accanto al busto di Papa Leone XIII, realizzato da Francesco Sartor nel 1895 e ritrovato nel 2018. Quello che percepisco dai vari e articolati interventi, è che Francesco Sartor è stato una brava persona e un abile scultore. Sfortunato nel privato, perché rimasto vedovo presto di Amalia Parolin, nipote del papa Pio X (che muore nel 1914, è beato nel 1951 e proclamato santo nel 1954). La parentela con il pontefice favorì molte committenze a carattere religioso, tanto che venne identificato come lo scultore del Papa. In quarant’anni di lavoro, Cheche – questo il soprannome locale – produsse oltre 100 opere fra gesso e marmo, pare 124, di cui una minoranza non sono soggetti religiosi. Tra questi Lo scolaro negligente, che si può ammirare in bronzo sul monumento dedicatogli, di fronte alla casa dove visse l’artista a Cavaso. Opera che trovo molto realistica per lo spirito sbarazzino dell’alunno, rimasto pressoché inalterato negli studenti di tutti i tempi. Non ho la competenza per esprimere un giudizio completo sulle sculture, alcune delle quali esposte durante la Mostra dedicata allo scultore lo scorso maggio a Villa Premoli. Però ammetto che mi hanno catturata per l’espressività. L’ artista merita di essere conosciuto e valorizzato. Dopo un periodo di oblio dovuto a diverse ragioni, ora è il momento della riscoperta. Per il volenteroso gruppo di Ricerca Storica, presieduto da Floriano Sartor si apre un altro step per trovare il diario dell’artista, i suoi disegni, manoscritti e altro materiale documentario che attende di venire alla luce. La bellezza nutre sempre, anche se emerge a distanza di tempo.

4 pensieri riguardo “Omaggio a Francesco Sartor”

  1. Cara Ada, il tuo post riassume appieno la presentazione del libro dedicato all” artista Sartor con note e precisazioni molto esaustive .È proprio vero che l’ arte è cibo per l’ anima .Grazie a te sto riscoprendo un interesse che per forza di cose dovute al lavoro e alla famiglia ,avevo accantonato ,ma che ora sto valorizzando godendo di tutto ciò.Ciao👋👋👋

    Piace a 1 persona

  2. Rimango sempre stupefatto delle capacità degli artisti, in questo caso di uno scultore che riusciva a trasformare una scultura in realtà, quella del bambino poi è straordinaria. Posso solo invidiarli

    Piace a 1 persona

    1. L’arte serve a sollevarci da terra e a cogliere la bellezza dove di solito non la vediamo. Lunga vita agli artisti…ma anche a chi li sostiene! Grazie dell’intervento, alla prossima

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: