Una bella storia

Come da prassi, riempio la mattina del lunedì tra lettura del Corriere al bar Melody di Fonte, spesa al supermercato Alì e capatina al mercato locale. Sarà che sono bendisposta, ma oggi do preferenza alle notizie incoraggianti che trovo a pagina 23 (se ho registrato correttamente) della cronaca, che mi riporta alle mie prime esperienze professionali. Sintetizzo: un ragazzo laureato – studia per una seconda laurea in Economia aziendale – si ritrova a fare il bidello all’istituto d’infanzia Aldo Moro di Recanati e non si lamenta del ruolo che potrebbe sminuirlo, ma anzi ci sta volentieri. Guadagno 650 euro al mese, ma almeno mi pagano. Si chiama Marco Morosini, ha 25 anni, di Macerata. Suona il pianoforte. Dal 2019 è giornalista pubblicista e punta in alto, al sole di mezzogiorno, come recitava la traccia di un compito in classe assegnatomi in quarta ginnasio, tanti anni fa. Anch’io ho fatto (dovrei dire ‘feci’, ma il passato remoto non è proprio nelle mie corde di veneta) la sottoccupata, perché da laureata in Lettere e Filosofia, per ben quattro anni ho fatto senza entusiasmo l’applicata di segreteria in una scuola media. In caso di assenza di un insegnante di Lettere, Il preside mi mandava a sostituirlo: io ci andavo volentieri, ma le mie colleghe d’ufficio avevano da ridire e la cosa mi rammaricava. La mia intenzione era di rinunciare al lavoro fisso, qualora mi fosse arrivata una lunga supplenza, tipo una maternità. Vana attesa. Così a 27 anni mi sono licenziata, per entrare nel mondo della scuola come insegnante, dove ho riscattato il mio bisogno di comunicare con gli studenti e di ricevere gli stimoli culturali che nutrono le persone bisognose di conoscenza. Mi sono adattata a fare la sottoccupata (scrissi anche un articolo sull’esperienza) per un periodo medio-lungo, durante il quale ho imparato a protocollare e a scrivere a macchina. Tutto ciò che si acquisisce da giovani serve, se motivati e consapevoli. Adesso scrivo al pc e sul tablet, commentando con piacere storie positive.

3 pensieri riguardo “Una bella storia”

  1. Ammiro questo giovane che in attesa di far fruttare la sua laurea ,svolge un lavoro dignitoso e si accontenta delle 650,00 euro al mese e non come tanti suoi coetanei che se ne stanno a casa a percepire il reddito di cittadinanza.Questo è un giovane ,come tanti altri che si danno da fare.Bravo!!!!👏👏👏

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  2. E’ soddisfacente veramente positivo e spinge all’aspettativa di sapere chi sei e desiderare di proseguire il cammino nel migliore dei modi.
    Ci sono molti ragazzi con queste visioni, ci sono anche che non maturano abbastanza, un per per demerito un po’ per le famiglie un po’ per la società.
    Guarda cosa è accaduto al nuovo governo; Berlusconi che si oppone alla Meloni solo e soltanto perché non vuole perdere il suo stato; quello che comanda, comprando con i soldi o con i compromessi !!!
    Come fa un giovane avere la forza di fiducia che quando va in fabbrica; come è successo a mio nipote lo usano per depredarlo delle sue capacità !!!
    La cosa che mi entusiasma è che in Italia abbiamo le migliore teste, i migliori giovani, almeno un piacere c’è !!!

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