Dove c’è arte c’è bellezza

Curiosa la vicenda occorsa a Gloria Fregonese, la ventiseienne licenziata che ha sfondato nel mondo della moda. Lo dice lei stessa sul Red carpet del Lido: “Facevo l’impiegata, mi hanno licenziato. È stato il mio trampolino per la moda”. Come dire: non disperare, chiusa una porta si apre un portone. Beh, la ragazza è bellissima, piuttosto sofisticata direi, corpo stupendo e sguardo ammaliatore. Ma suppongo che abbia una forte personalità, per non essersi scoraggiata e aver tentato un’altra strada. Ho dato un’occhiatina al suo profilo Instagram e mi piace quello che dice per presentarsi: Veneta d’origine, italiana d’adozione, mondana nel cuore. Originaria di Mansuè (TV), è stata invitata dalla città di Venezia alla 79esima mostra del Cinema, dove ha incantato. L’affascinante ragazza vive a Milano dove porta avanti il suo lavoro da modella e quello di deejay. Una tipa bella e tosta, lontana anni luce dai “bamboccioni” della Fornero, ha dimostrato come si attua la “resilienza”. Non escludo che possa suggerirmi un personaggio positivo da inserire nel mio prossimo libro che avrà per protagoniste varie donne. Girare pagina, ovverosia cambiare lavoro non è cosa semplice. Alla sua età, io decisi di licenziarmi come applicata di segreteria (che ho fatto per quattro anni, laureata in Lettere e Filosofia a 23), per dedicarmi finalmente all’insegnamento che era il mio obiettivo. Col senno di poi, credo di essere stata tosta anch’io. La bellezza esteriore non mi appartiene, ma curo abbastanza quella interiore, da cui provengono soddisfazioni più durature. Mi auguro che Gloria pensi anche a questo aspetto e non si faccia sommergere dal successo. Considerato che fa anche la deejay, immagino che ami la musica, altra grande forma espressiva che può declinarsi in forma artistica. E dove c’è l’arte c’è bellezza.

3 pensieri riguardo “Dove c’è arte c’è bellezza”

  1. E’ indubbio che la normalità di cui siamo partecipi ci limita anche quando ci serve la forza di avventarci contro le credenze e le nostre origini, che mettono in mostra il più forte e non il più capace. L’arte e la bellezza arrivano quando si riesce a superare questi vincoli che ci legano le mani per appenderci al desiderio di migliorarci e salire la china. Mi rendo conto quando guardo il cielo, lo faccio quando la normalità mi sta coinvolgendo togliendomi la grinta e la voglia di evadere, ed ecco che guardare il cielo è molto diverso che vederlo, non si riesce ad entrarci finchè non si riesce a a vederne la bellezza dell’arte che ci circonda e contemporaneamente mi toglie immediatamente la normalità umana facendomi sentire si grande come un granellino di sabbia ma altrettanto importante come una stella:
    Non c’è niente in quel momento che mi lega a questo uomo sapiens incapace di essere sapiens in molti suoi condizionamenti.
    Ecco che arriva la resilienza, questa nuova parola che intende la capacità di far fronte alle avversità, credo che avere la mente aperta e lucida come guardare il cielo è il momento e la capacità unica di evadere e sentirsi padroni di noi stessi. Non è facile, ma nemmeno difficile, dipende dalla superiorità mentale di capire cosa si vuole fare dopo e scoprire quante vie ci sono, quante alternative troviamo quanto la bellezza e l’arte siano importanti per questa vita unica ed irripetibile.
    E’ chiaro, e l’ho imparato a mie spese, non è necessario immaginare di assomigliare a qualcun’ altro, come facevo da ragazzo nei momenti difficili, sia a scuola che nella vita famigliare; è una delle prime cose che mi ha dato forza ma pensare a me stesso e sapere che anch’io sono speciale nel mio piccolo. La cosa l’ho sperimentata con mio padre quando da ragazzo gli ho chiesto la sua mancanza di decisione nei problemi familiari, ricordo che la mia era una famiglia allargata eravamo in 22 persone: Mi resi conto che ero anch’io speciale trasmettendo il problema e non sentendo una risposta: Che anche mio padre visto sempre come il massimo aveva i suoi limiti !!!
    Allora ho capito che potevo trasmettere quello che ero e anche se non venivo capito percepivo che mi ritenevano importante sin da ragazzino. E’ indubbio che l’unica cosa siamo noi stessi, stare bene con noi stessi è un vantaggio superlativo.
    Ieri sera al Drive-in ( cinema all’aperto) Dietro di me e Germana una copia di una certa età mi attirava e dopo qualche battuta per portare un’apertura di conversazione ho inteso che entrambi avevano una personalità interessante la serenità e la genuinità di comunicazione che ho appreso dalla vita mi ha fatto diventare parte della copia sposata da 50 anni, l’anno scorso hanno festeggiato le nozze d’oro, entrambi insegnanti di cui lui un pittore, più tutto il resto che un libro, come ho detto loro è il minimo, infatti pensavano di scriverlo.
    Credo che il morale essenziale è essere se stessi nel corpo e nell’anima, volersi bene, non per diventare ma per Essere….

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