Flamenco e Tango

A 78 anni è morto il chitarrista e compositore spagnolo Manolo Sanlúcar, maestro del flamenco. Non lo conosco ma mi riprometto di farlo. Ora, la parola ‘flamenco’ mi ricorda che qualche anno fa ho scritto un racconto intitolato Flamenco Therapy, risultato poi finalista ad un concorso letterario a Savona. Il flamenco è vicino al tango, che è la mia danza preferita, anche se ora non la interpreto più. Riguardo al flamenco, le sue origini si perdono nella storia della Spagna, tra i popoli perseguitati del Paese – i gitani, i mori, gli ebrei – e il significato della parola pare sia “fenicottero” che rende bene l’idea del ballo, fatto di movimenti sinuosi del busto, colpi di tacco e grande espressività. Canto e nacchere accompagnano la musica di una chitarra. Indubbio il fascino misterioso e travolgente che suscita. Il legame col tango si deduce anche dal fatto che esiste un ‘tango flamenco’ che è un genere del flamenco, “strettamente relazionato in forma e feeling alla rumba”. Ma lascio le informazioni tecniche per accennare al mio racconto, che nelle intenzioni dovevo ampliare in romanzo. La protagonista soffre di anemia mediterranea, problema che la limita e la isola: reagisce, seguendo un corso di flamenco che le restituisce energia e coraggio, durante un percorso dentro e fuori di sé che la avvicina agli artisti di strada. Il messaggio palese è che l’arte salva sempre. Se i lettori mi offrono uno spunto, per riprendere in mano la storia e continuarla, tante grazie. Intanto ripasso i passi (chiedo scusa per il gioco di parole) del tango, su cui ho volteggiato parecchio da ragazza, per esprimere il mio spirito in cerca di ossigeno e di libertà.

6 pensieri riguardo “Flamenco e Tango”

  1. Io ricordo di averlo letto il tuo racconto e mi piacerebbe tu lo trasformassi in un ro manzo, magari aggiungendo una storia d’ amore tra la protagonista e il maestro di flamenco…. Ciao Ada,stasera arriviamo….!!!!!🌞🌞🌞🤗🤗🤗

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    1. Vi ho preparato i muffin…e ho pranzato con mazzancolle in padella (niente male) per sentirmi in tema marino! Grazie per il suggerimento, a tempo debito riprenderò il racconto, fors’ anche per inserirlo nella storia che ho, ancora fumosa in mente. Buon rientro, senza fretta! 👋

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  2. Non hai un’idea della tristezza che mi prende quando penso a tutto il tempo che ho perso prima di imparare a ballare. Avevo più di quarant’anni che per motivi legati al figlio mi impegnai a portarlo al sabato assieme ad un amico in discoteca. Momento non facile per l’allora figlio che ha superato con bellezza. Non mi piaceva, ma grazie a delle signore, nell’attesa del ragazzo, mi hanno insegnato il ballo liscio compreso il tango. Che cambiamento nella mia mente quando la musica accompagnata dai movimenti del corpo è entrata nel mio cervello nella mia anima. Si è aperta una esplosione di dose di vita superlativa che mi ha data una carica che non mi aspettavo di buonumore e fisicità.
    Anche quest’anno ho frequentato per 6 mesi una scuola da ballo e quando posso come qualche sera fa mi porto la mia ballerina Germana a cui un pò ho insegnato ed entusiasma entrambi. Muovermi a ritmo di musica è una spinta che mi parte dall’anima ed è una terapia che mi fa esplodere in un mondo di gioia. Da tenere presente che non sono bravo ma i movimenti mi vengono suggeriti dalla musica che a volte non sono molto condivisi, in quanto diventano veloci per il ritmo che mi prende. Bellissimo….
    Ti vedo di più a scrivere un racconto che hai iniziato sul ballo con il contorno d’una avventura amorosa o di vita o di morte, vista la tua apertura verso rapporto o vincolo affettivo, che comporta reciproca fedeltà, oppure limitazione della libertà individuale.

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  3. Comunque dai quaranta in poi hai recuperato…e non è ancora finita! Ballare è liberatorio, dovrebbe iniziare a scuola primaria! “È una spinta che parte dall’anima”, come dici tu. Grazie per il suggerimento letterario, ne terrò conto. Buon pomeriggio e tutto il resto! 👍

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    1. Simpaticissimo esordio, e molto realistico! Sei una fonte preziosa cui attingere. Grazie… anch’io mi metto a tavola (Reginaldo, mio compagno delle elementari che mi fa da giardiniere, mi ha regalato due piccole uova bianche con cui ho fatto una frittatina e uva bianca da tavola prelibata!). Buona cena! 😋

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  4. Ma senti! Non sapevo che folleggiavi con tango e flamenco! Ora, chiedi qualche spunto per continuare il tuo racconto. Ripescando nella memoria potrei raccontarti qualcosa ma dubito molto che possa esserti utile, però non si sa mai. Proviamoci.
    Nei miei anni più giovani e più vulnerabili, come dice Fitzgerard in un famoso incipit, un giorno ricevo una proposta da parte di una collega (di lettere, per la precisione): “perché non ci iscriviamo a un corso di ballo a Bassano? Non mi piace fare da tappezzeria quando gli altri ballano”.
    ” Beh…proviamo”, dico io.
    Prima difficoltà: il giorno del corso coincide con quello in cui faccio scherma a Montebelluna, un’ora prima. “Non sono disposto a rinunciare alla scherma per il ballo”. Lei accetta. Faccio presente che arriverei in ritardo perché bisogna considerare il tempo del trasferimento da Montebelluna a Bassano. “Aspetterò”, mi risponde.
    E infatti aspettava, che altro poteva fare, ma con un muso lungo!
    Fine della prima puntata.
    Lo stomaco giustamente reclama.

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