Vittime della strada

Morire a 22 e donare gli organi. Succede a Roseto degli Abruzzi (Teramo), lei è Flavia Di Bonaventura, studentessa all’accademia di Belle Arti di Roma, descritta da tutti come “una giovane molto brava, con un talento per l’arte”, nipote del famoso pittore Riccardo Celommi. Mentre tornava a casa in bici con due amici coetanei, Flavia è stata investita da un automobilista di 34 anni, risultato positivo all’alcoltest e senza assicurazione. La ragazza ha donato gli organi – desiderio espresso in vita – che daranno speranza a cinque persone. Il padre dice: “Era un dono di Dio… Adesso è certamente un angelo di Dio”, testimonianza seguita da una descrizione bellissima della figlia che aveva il futuro proiettato nell’arte. Mi commuove molto questa storia, simile a tante altre con vittime di incidenti stradali, ma anche diversa per la scelta fatta dalla giovanissima ragazza di donare gli organi, in caso di morte. Non è consueto che un giovane, con tutta la vita davanti, pensi a una tale eventualità. Vero che Flavia era un’artista e gli artisti sono dotati di particolare sensibilità. Immagino che l’immenso dolore dei familiari sarà lenito dal suo genero gesto. Ogni giorno l’attualità segnala morti sulle strade e la provincia di Treviso vanta in questo ambito un triste primato. Ieri, l’ennesimo incidente mortale a Castelfranco ha coinvolto il 17enne Kevin Carraro (avrebbe compiuto 18 anni a giorni), mentre tornava a casa in bici. Mi colpiscono le parole del Comandante della Polizia Stradale Simone Morello: “Non esistono strade killer ma comportamenti scorretti. Necessaria una maggiore cultura della sicurezza”. Come non essere d’accordo? L’aggressività accumulata durante la lunga pandemia si riversa anche nella guida, l’ho sperimentato di persona. Già non mi piaceva stare al volante, per la tensione che mi procurava. Dopo l’incidente subìto nel 2016 che mi ha procurato la frattura dello sterno – e poteva andarmi peggio – recalcitro per mettermi al volante e sto sul chi va là anche come pedone. Penso di tutelarmi così, perché il pericolo è sempre dietro l’angolo.

4 pensieri riguardo “Vittime della strada”

  1. Ogni giorno purtroppo è un continuo stillicidio di vittime sulle nostre strade. C’è da aver paura a mettersi al volante perché per quanto prudente io sia ,non si sa mai chi possa incontrare sul mio cammino….Comunque restiamo positivi e per tutte le vittime della strada una solenne preghiera .🙏🙏🙏😥😥

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  2. Certo è una situazione che riempie di dolore, purtroppo se si presta attenzione a chi guida; ed io lo faccio spesso in particolare quando in bici devo attraversare, molti autisti non stanno affatto guidando ma parlando, telefonando, scrivendo sugli smartphone è una realtà che anche se perseguita dalla legge non si rispetta. Non voglio fare polemica ma far aprire gli occhi a tutti noi, sono troppe le persone che vengono uccise o ferite gravemente per irresponsabilità. Da quello che dice la TV o la radio la maggior parte succede fine settimana e di notte con la pazzia d’essere in un momento di festa e poter bere e drogarsi. Purtroppo chi muore non c’è più e per quello che ne so non soffre, ma gli viene tolta questa magia che è la vita, chi viene ferito e a volte gravemente è una cosa tragica e sofferente. Ma per genitori, fratelli e sorelle, parenti è una conseguenza tale da interrompere la continuità della vita è veramente una memoria continua che riapre il dolore. Dove abitavo a Casacorba, vicino a casa una coppia perse il figlio unico una notte di sabato di qualche anno fa: Ancora adesso dopo molto tempo i due genitori ogni mattina, in qualsiasi stagione e con qualsiasi tempo, si recano al cimitero, quando li vedo mi si riflette uno stato d’animo di dolore e malinconia

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    1. Se tutti pensassero…a evitare di interrompere la continuità della vita, come bene dici tu ci sarebbero meno vittime e sofferenze! Chi resta a piangere un proprio caro/amico/conoscente viene privato di una fonte d’affetto e di arricchimento. Ognuno ha storie drammatiche da portare: anni fa, morirono tre giovani su quattro in un’auto lanciata a folle corsa…due erano sorelle che avevo conosciuto da studenti a scuola, dove ero andata a presentare un libro, MIGRANTE NUDA, storia vera di una immigrata che muore mentre torna in motorino, investita da un giovane pirata della strada. L’elenco sarebbe lungo e mi fermo qui. Molta tenerezza e pietà per i genitori che vanno in cimitero tutti i giorni a rendere omaggio al loro caro rubato alla vita. Grazie per il contributo, tieni alta l’attenzione, ciao! 👍

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