Quando il lavoro è una missione

Certo Leonardo Del Vecchio, il padre di Luxottica deve essere stato una brava persona: lo dice il suo operato e la presenza di 5000 persone al suo funerale ad Agordo (Belluno), dove l’imprenditore milanese aveva aperto l’azienda a 23 anni. Scorrendo il quotidiano, mi colpisce la scelta di quindici dipendenti in pensione che hanno voluto vegliare la salma del ‘paron’ durante la notte. L’imprenditore scomparso aveva 87 anni, 6 figli da tre donne diverse e “I dipendenti erano come figli per lui”, rafforzato da quanto affermato dal figlio Claudio, durante la cerimonia: “Mio padre si emozionava solo quando parlava dei suoi operai”. Rocco Basilico, manager di Luxottica dichiara: “La fabbrica era il suo amore più grande…era la sua missione in questo mondo…la sua famiglia è molto più grande di quella biologica”. Commovente la dedizione all’obiettivo, raggiunto certo per meriti e non fortuna che comunque aiuta gli audaci, come da proverbio anche in latino: “Audentes fortuna iuvat”. Tra tutti i commenti, panegirici, ringraziamenti per onorare la memoria del grande vecchio mi colpisce la veglia silenziosa dei 15 dipendenti in pensione che non hanno voluto lasciare solo il padrone durante il suo ultimo viaggio. A mio dire ha qualcosa di reverenziale e speciale che testimonia tutto: stima, gratitudine, simpatia, amicizia… continuità di valori. Il massimo che una persona possa aspirare in terra. Mi fa pensare alle sepolture antiche, piene di patos e riverenza. Non per nulla nei libri di storia, l’alba delle civiltà è sempre legata alle tombe. In questo caso di un grande, ma anche per chi è trapassato senza onori, il saluto definitivo suggella un legame destinato a mutare, conservando però nella memoria dei sopravvissuti l’eredità spirituale e materiale del defunto. Per un congedo che è anche continuità.

4 pensieri riguardo “Quando il lavoro è una missione”

  1. Non so quando di preciso il grande Del Vecchio abbia messo piede per la prima volta ad Agordo ma so di preciso quando ci sono arrivata io. Non avevo un mese di vita e ci sono arrivata in braccio (nel portaenfant più precisamente) di mia zia Elena con l’automobile dell’allora suo “amico del cuore” che era un tassista. Logicamente in macchina c’erano la mia mamma e il mio papà che già nelle estati precedenti frequentavano Agordo e dato il loro amore per la montagna mi ritrovo ad avere un anno in più di Agordino rispetto agli anni anagrafici. La valle è una meraviglia, gli abitanti la elevano…Del Vecchio ha avuto “occhio”!

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    1. Che bella testimonianza e che bel ricordo! Mi piace pensarti piccina in braccio a tua zia Elena. Adesso mi è più chiara la devozione per la montagna…senza disdegnare il mare! Buon pomeriggio e goditi il paesaggio, ovunque tu sia! 👍🌝☀️🏊🏞️

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  2. Cara Ada,gli agordini sono gente di montagna ,gente con valori ,stima e affetto per il suo datore di lavoro ,che tanto ha fatto per quelle genti di montagna.Prova a pensare a quanto lavoro ha dato agli agordini che prima di allora era un popolo emigrante ( vedasi la mia nonna agordina emigrata in Sud America in cerca di fortuna).Comunque un grande uomo cui Agordo avrà sempre nel cuore.💖💖💖💖

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