Guerra mediatica

Sapevo che dal giorno 8 marzo bisognava sintonizzare i canali, o risintonizzarli nel mio caso, visto che mi ero provveduta per tempo del decoder. Nonostante ciò, per un paio di giorni sul primo canale vedo tele Lombardia, anziché Veneto e ricevo un paio di altre reti. Poco male, tanto le brutte notizie tengono banco dappertutto. Aspetto Manuel che con un click risolva il problema legato alla nuova ricezione digitale; per ora mi accontento di ciò che passa il convento. Mi colpisce la frase della giornalista Tiziana Ferrario, a proposito del conflitto Ucraina-Russia in corso: “È la guerra più mediatica della storia”. Convengo, ma sento il bisogno di approfondire e cerco la spiegazione della parola mediatico: “imposto o generato dalla cultura dei mass media”, cui appartiene anche la televisione. Semplificando, significa che vediamo le azioni di guerra, come se fossimo in prima fila al cinema (sempre che i filmati siano reali e non datati). Non so dire se questo sia un bene, oppure no. Intuisco che devo cercare io, utente del mezzo televisivo la risposta. Le conseguenze psicologiche degli orrori perpetrati in Ucraina negli ultimi sedici giorni di conflitto e trasmessi dal video avranno una lunga coda. Credo che perfino il premier Vladimir Putin li abbia sottovalutati, tant’è che molti giornalisti sono stati silenziati e le reti televisive oscurate; viceversa credo che il presidente ucraino Zelensky, abituato al confronto con il pubblico per il suo precedente lavoro ci guadagni in popolarità. I veri protagonisti dell’esodo in corso verso l’Europa, donne e bambini per il 90 % ignorano come sarà il loro futuro. Anche l’Europa dovrà cambiare passo e non mettere la testa sotto la sabbia. Al momento pare che le nazioni della UE abbiano ritrovato unità di azione, il che sarebbe una buona base di partenza, per un autentico rinnovo. Finalmente arriva Manuel, sorridente ed esperto di Elettronica: purtroppo è di fretta, perché deve sistemare diversi televisori. In quattro e quattrotto sistema le reti scompaginate del mio apparecchio. Adesso posso selezionare un programma che mi restituisca un po’ di serenità. Senza scordare tutto il resto.

4 pensieri riguardo “Guerra mediatica”

  1. Non so Ada, se alla fine sia un bene vedere e ascoltare tutte queste notizie che danno i mass- media.Non è giusto neanche nascondere la testa ( sotto la sabbia), ma quando è troppo è troppo !!! Spero solo che queste brutte notizie finiscano al più presto e che il popolo ucraino finisca di soffrire .💖💖💖

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    1. Già, Lucia: magari finisse tutto! Sto sentendo ora che marinai russi si sarebbero ammutinati…messaggio chiaro di non belligeranza! Chissà che produca qualcosa di buono. Se non disturbo, ti chiamo a breve 👋

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  2. Peccato che il signor Manuel abbia già risolto con i canali televisivi, altrimenti avresti potuto sbilanciarti verso la radio, che, come forse ti ho già detto, preferisco alla televisione!

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    1. Tranquilla, Martina: in ogni stanza della casa c’è una radio, perfino in ripostiglio per i canarini che accendo di prima mattina, per invogliarli nel canto! Mi impegno ad ascoltarla di più! Ciao! 🌷

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