Dante e Cocciante

Inizia oggi la XXI Settimana della lingua italiana nel Mondo, che ha come tema Dante, L’Italiano (DANTE, The Italian) in occasione dei 700 anni della morte del padre della nostra lingua. Organizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, in collaborazione con l’Accademia della Crusca, dal 2001 celebra ogni anno la lingua e la creatività italiane nel mondo. Interessante il programma della settimana, ma io preferisco “viaggiare basso” e recupero il testo di una bella canzone, interpretata da Riccardo Cocciante, intitolata LA NOSTRA LINGUA ITALIANA (Dall’album Eventi e Mutamenti, 1993), “Lingua ordinata da un uomo di Firenze/che parla del cielo agli architetti”, il più bel testo che io conosca sulla nostra lingua che sintetizza alla perfezione i pregi e le eccellenze italiani. Quando ero in servizio a scuola, l’ho proposta diverse volte ai miei studenti, con sorprendente ricaduta di attenzione. In un sottofondo di armonia, scorrono versi che inorgogliscono. Ne riporto alcuni, lasciando al lettore il gusto di ascoltare il brano integralmente: “Lingua serena, dolce, ospitale…lingua nuova, divina, universale…lingua di pace, lingua di cultura…lingua mia, la tua la nostra lingua italiana”. Dentro al testo c’è l’esplosione artistica e imprenditoriale del Belpaese. Ora, non mi risulta che l’italiano sia tra le lingue più parlate al mondo (le prime cinque sono: mandarino, spagnolo, inglese, hindi, arabo), ma pare che sia la quarta lingua più studiata nel mondo (in 115 paesi da 2.145. 093 studenti, tramite gli Istituti Italiani di Cultura) per la sua rilevanza culturale come lingua dell’Arte, dei Musicisti di professione e dei cantanti d’opera, della Cucina internazionale. Con buona pace delle statistiche, da insegnante d’italiano in pensione, sono orgogliosa di essermene occupata e di continuare ad usare la nostra lingua, omaggiando Dante e pure Cocciante.

4 pensieri riguardo “Dante e Cocciante”

  1. La lingua italiana assieme allo spagnolo sono le mie lingue ……..lo spagnolo lo capisco ma non lo parlo ,se non i vocaboli più comuni e questo è un mio rammarico.Non mi dispiace neanche la lingua inglese ,ecco se dovessi andare a scuola domani ,con il senno di poi,sceglierei : lingue.Una nota di merito pure a Cocciante ,uno dei miei cantanti preferiti .Andrò a risentirmi il brano che tu hai citato.Ciao Ada!!!!

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  2. Ciao Ada , anch’io sono stata per lunghi anni insegnante dell’Istituto italiano di Cultura all’estero. E ti dirò ,con immenso piacere ! Avendo studiato bene , non per merito mio…, la nostra lingua al liceo , pur con tutti i timori di questa mia prima esperienza in tal senso, mi son trovata di riscoprirla anch’io insegnandola! E a proposito, usufruendo delle canzoni !
    Pur che i miei studi e il lavoro in ospedale erano di tutt’altro indirizzo, tuttavia nel bisogno di lavorare ho accettato volentieri questa opportunità .
    Gli studenti è vero sono tanti, sia quelli che vogliono prepararsi all’università in Italia sia persone adulte che amano l’arte la lirica l’opera. E tantissimi restano legati da bei ricordi e nostalgia della nostra Patria.
    Mi sono allungata…… ciao buona serata italiana !

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    1. E meno male che ti sei allungata, dando una bellissima testimonianza, che valorizza anche il ruolo delle canzoni in fase di apprendimento. Confermi che gli studenti sono tanti ed è un dato confortante. Di soddisfazione il bel ricordo che ognuno si porta dietro della Patria, valorizzata di più da fuori che dentro. Buona serata italiana…a Nazareth (che suggerisce ottimi riferimenti). Grazie di commentare, un abbraccio 🧡

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