Integrazione, facile a dirsi…

Sto seguendo con apprensione il caso di Saman, la diciottenne pakistana scomparsa. Spero non sia successo ciò che si teme, che sia stata eliminata perché si rifiutava di sposare un cugino imposto dal padre. Ai primi di maggio i genitori sono partiti in fretta e furia per il Pakistan e un cugino è stato rintracciato in Francia. Gira anche un video inquietante di uomini attrezzati di pale e sacchetti di plastica che fa pensare a una soluzione tremenda. Ho difficoltà a credere che siamo nel terzo millennio, in Europa, dove i matrimoni combinati erano prassi tra le classi abbienti durante il Medio Evo. Con la globalizzazione il mondo si è fatto più piccolo, ma l’integrazione rimane un problema. Saman, quasi certamente nata in Italia, era integrata: aveva rifiutato le nozze imposte, aveva denunciato i genitori per abuso di potere, era stata affidata ad una comunità da cui era uscita al compimento del diciottesimo anno, forse attratta da una proposta ingannevole. Aveva reagito alla violenza psicologica, indignandosi come naturale che sia per ogni persona di buon senso nel nostro mondo occidentale, pure confuso e squinternato. Ho pensato più volte come sia fatale nascere in una parte o in un’altra del globo, sotto lo stesso cielo ma in contesti diametralmente opposti, dove la famiglia non è un nido accogliente ma un carcere duro. Da insegnante di alunni adolescenti, portati per natura a contestare gli adulti, ho avuto anche ragazze straniere molto protette dalle rispettive famiglie d’origine, un paio forse pilotate a proposte matrimoniali studiate a tavolino. Non so se si siano adattate oppure abbiano imposto una volontà diversa. Di tante cose che si perdono per strada “cammin facendo”, ci vengano lasciati almeno i sentimenti.

4 pensieri riguardo “Integrazione, facile a dirsi…”

  1. E poi dicono di volersi integrare ……ancora una volta si ripete il fatto accaduto anni fa’ di una ragazza pakistana uccisa dai familiari perché voleva vivere all’ occidentale ,voleva sposare un ragazzo italiano e non l’ uomo prescelto dalla sua famiglia .Ho paura che anche lei sia stata uccisa e sepolta chissà dove….povera ragazza!!!!

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    1. Non posso che condolermi con te, Lucia: povere ragazze, sacrificate per disobbedienza! La globalizzazione non è solo luce, e temo che ne passerà di acqua sotto i ponti prima di non sentire più di queste storiacce! Inoltre essere donna, sotto qualunque angolazione, significa dover smanettare di più!

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  2. Terzo millennio, dici bene, poi verrà il quarto millennio. Se in quello (millennio) fossimo noi europei o comunque noi occidentali a dover andare da loro: Afghanistan, Pakistan, Iran, Iraq, Oman,….come ci comporteremmo, metteremmo in pratica la tanto sospirata integrazione?
    Dimmi qualcosa di confortante.
    Ciao.

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    1. Cara Martina, non ho la sfera di cristallo ed è meglio che non conosca il futuro… diciamo che integrazione è una bella parola, non disgiunta da comunione che la dovrebbe precedere. Credo che la pandemia ci abbia reso più individualisti da una parte, e più essenziali e altruisti dall’altra: dipende da dove ci mettiamo. Da controcorrente qual sono, ho sempre avuto simpatia per il diverso. Ma non so cosa lui potrebbe pensare oggi di me… incrocio le dita!

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