Cronaca nera “familiare”

Di lunedì sono assorbita dal disbrigo di varie pratiche, per cui mi metto tardi ad elaborare il post. Mi suggerisce l’argomento la trasmissione su Rai 2, in onda dopo il telegiornale delle 13, condotta dal garbato Milo Infante. ll “Delirio violento forse favorito dalla pandemia”, titola un giornale. Si tratta del fatto di cronaca nera, successo di recente ad Avellino, a danno di un padre 53enne, Aldo Gioia (cognome che suona come una beffa), ad opera della figlia 18enne in combutta col fidanzato. Motivo: la relazione contestata. Non è la prima volta – e temo non sarà l’ultima – che succedono drammi in ambito familiare, che sembrano contro natura. Ogni volta si rinnova il delitto di biblica memoria di Caino e Abele, con il coinvolgimento di figure legate da rapporti di sangue, ma non di affetto. Il proverbio “Parenti serpenti” toglie qualsiasi alone romantico all’idea della famiglia nido d’amore, come da reclame del Mulino Bianco. Ancora una volta la realtà si offre con mille sfaccettature ed è arduo stabilizzarsi su una confortante via di mezzo. Io sono genitore e sono stata figlia: in entrambi i ruoli mi sono sentita talvolta con le ali tarpate, desiderosa di volare al di sopra degli schemi, libera di prendere e di apprendere. Come figlia ho criticato i miei genitori, e come madre sono a mia volta oggetto di critiche, non sempre costruttive. Tuttavia, da qui a immaginare la soppressione di un genitore ce ne corre! Per qualsiasi motivata ragione. Ad ogni increscioso delitto, c’è un pullulare di tavole rotonde e “luminari”, più o meno illuminati tentano di sondare le cause di tanta mostruosità. Provo molta pena per questo genitore vittima di turno dell’odio della figlia che lui, in buona fede e motivate ragioni, intendeva allontanare da un soggetto a rischio, divenuto suo assassino, reo confesso. Beffa del destino che portasse nel cognome l’arduo obiettivo cui ogni persona equilibrata aspira.

4 pensieri riguardo “Cronaca nera “familiare””

  1. Cara Ada, di fronte a questi fatti di cronaca ,rimango sconcertata.Come può una figlia arrivare a tanto? Perché tutto questo odio nei confronti dei genitori che volevano solo il suo bene? Mille domande mi assillano e non trovo risposta.Poveri genitori!!!!!!

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    1. Già, Lucia non ci sono parole: sconcerto e incredulità rendono solo in parte l’idea. Chissà se gli autori di tanto misfatto hanno pensato al loro futuro a medio e lungo termine, che non vivranno di sicuro insieme… penso anche alle madri di questi delinquenti (non posso chiamarli “fidanzatini”, non se lo meritano) e posso solo intuire l’angoscia che le dilanierà. Siamo più fragili dell’erba dei campi, diceva Biagio Pascal!

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