Un gioioso patriarca

Di recente è mancato Raoul Casadei, re del liscio, icona del folk romagnolo, vittima del covid a 83 anni, in attesa di ricevere il vaccino. Non entro nel merito del decesso. Preferisco dare attenzione all’artista, che ignoravo avesse fatto l’insegnante elementare, alla fine degli Anni 50, a Roseto Valfortore, un piccolo centro dei Monti Dauni. Particolare che me lo rende “collega”, mentre io sono diventata “ballerina” di liscio, sulle sue note. Anche provetta, visto che vinsi (passato remoto d’obbligo), 40 anni fa, un paio di coppe durante gare di ballo. Trascorsi anche una settimana di vacanze in Romagna, dove conobbi la piadina, il lambrusco e, ovviamente, il liscio nella sua terra di elezione. Poi le vicende della vita mi hanno allontanato dalle sale da ballo, di cui mi rimane un piacevole ricordo, qualche foto e una montagna di biglietti, staccati al momento dell’ingresso, custoditi dentro una scatola di latta. Per fortuna la musica è a portata di manopola, o di dito se su supporto digitale. Quella dell’orchestra Casadei è riconoscibilissima: immediata, allegra, coinvolgente. Che si tratti di mazurca, polca, tango… lo spirito empatico prevale sul tipo e l’invito a volteggiare, se non con le gambe almeno con la mente è garantito! Non a caso uno dei brani più famosi si intitola Simpatia (data di uscita 1974) che è il collante tra il pubblico e l’orchestra. Mia madre, per darsi la carica, di mattina ascoltava la sua musica ad alto volume, che prevaricava sul campanello, se andavo a trovarla senza preavviso e nello spazio del liscio. Adesso uso io la sua radio vintage, sintonizzata su Radio Veneto Uno. Tornando a Raoul Casadei, sentite le interviste al figlio Mirco e ad altre persone, apprezzo che sia riuscito a tenere insieme, grazie alla musica, diverse persone della sua famiglia, tanto da costituire un clan. Praticamente un patriarca moderno, con tanti seguaci al seguito. Una bella eredità, una testimonianza importante, un esempio di bravura proposto sempre con il sorriso.

1 commento su “Un gioioso patriarca”

  1. Cara Ada, ricordo negli anni ‘ 70 la canzone : Ciao, ciao mare.Quanto l’ ho cantata in quell’estate nella mia cameretta……che ricordi!!!!! Un plauso per i valori che ha trasmesso ai suoi figli e nipoti.Grande Raoul !!!!!Rimarrai sempre nei cuori di chi ha ballato con te il
    ” lissioooooo” !!!!!!!

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