Almeno dall’inverno stiamo per uscire…

Il vecchio albicocco sta fiorendo: me ne sono accorta, spalancando i balconi stamattina e l’occhio si è posato su una trina rosata. Quando sono andata a fotografarlo, ho sentito un bombo girargli attorno. Nonostante la giornata sia lattiginosa e manchi il sole, la natura comunica che il cambio stagionale è prossimo. In un angolo del giardino sono ricomparse le viole e sui rami delle ortensie sono spuntate le gemme. Ieri mi sono regalata una mimosa che ho fatto mettere a dimora davanti alla cucina, così posso vederla dalla finestra e tutti quei morbidi pallini gialli mi faranno sorridere, che non è male in questo tira e molla di chiusure e aperture. A proposito di giallo, stiamo per sostituirlo con l’arancione… sta diventando uno stillicidio cromatico la cartina dell’Italia, ogni mese un aggiornamento non sempre positivo. Ci dicono che siamo all’ultimo miglio, ma la risoluzione del problema è ancora lontana e la vaccinazione slitta… mi aggrappo alla speranza di una accelerata, perché dopo un anno siamo tutti provati. Finora non mi sono ammalata, fisicamente intendo dire, ma il morale non è alle stelle. A casa c’è sempre qualcosa da sistemare, per una disordinata creativa come me… ma vorrei condividere con qualcuno il frutto del mio impegno, senza forzare… però percepisco una comprensibile reticenza, così non insisto oppure desisto. Abbiamo rinunciato alle festività natalizie ed è risaputo che saranno sacrificate anche quelle pasquali, per evitare pericolosi assembramenti. Non c’è alternativa, dobbiamo farcene una ragione. Non mi resta che curare la frustrazione a colpi di gemme!

6 pensieri riguardo “Almeno dall’inverno stiamo per uscire…”

  1. Che tristezza Ada, da lunedì si torna in zona arancione e come dici tu ,si arriverà a Pasqua ancora con tante ristrettezze.Io voglio che almeno a Pasqua si possa rinascere!!!! Rinascere a vita nuova in tutto e per tutto!!!! Ciao e buona serata

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    1. Cara Lucia, temo che la penitenza sarà ancora lunga! Non abbiamo altre chance … che caricarci di pazienza e sperare che il piano vaccinale si dia una mossa! Prendere o lasciare, purtroppo…

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  2. Ciao Ada, ieri ti scrissi che, a mio parere in base al post, avevi fatto un bagno di soddisfazioni, oggi ti trovo un po’ giù ed è comprensibile.
    Io non ho ancora avuto tempo di pensare al nostro colore nuovo, ho avuto tanto da fare; devo ancora leggere il quotidiano, un articolo sui depositi nazionali dei rifiuti radioattivi che trovo nel mensile Prisma, l’Azione che è un settimanale della mia diocesi, un articolo sulle grotte del Caglieron in quel di Fregona, pensa che hanno avuto l’attenzione di Mario Tozzi su Touring club. In più stamattina sono andata ad ordinare una composizione floreale per una signora amica di famiglia che è morta mercoledì, signora che nei tempi duri mi ha aiutato molto.
    Ma ti devo dire che ieri il Comune ha fatto tagliare ben 5 tigli secolari che svettavano in fila lungo il marciapiede davanti a casa nostra; siamo rimasti male noi, il fisioterapista che occupa il pianoterra della nostra abitazione, come pure l’autoscuola e il pittore corniciaio che stanno di fronte. Il Tecnico comunale ci ha detto che ormai erano pericolosi e non si poteva fare altrimenti. Ci abitueremo alla nuova situazione.
    Stasera cercherò di documentarmi sulle nuove ordinanze, ciao.

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    1. Grazie Martina, per gli aggiornamenti. Mi spiace molto per i tigli (tra l’altro io abito in via dei tigli, 15 vicino al cimitero, appena sopra la piazza), il tiglio era una pianta cara ai poeti, di sicuro lo era per il Parini, autore de IL GIORNO. Anch’io ho dovuto sacrificate l’abete perché era cresciuto troppo: adesso però godo di più luce e ho fatto mettere a dimora un Cornus florida = corniolo che mi è costato un occhio… beh, per l’umore rientrato ti spiego: pareva che mio figlio potesse riprendere a lavorare all’aperto al Filippin, ma i responsabili devono aspettare aprile… come per spostamenti fuori regione, così slitta anche l’uscita in montagna con Lucia e consorte. Capisco che dobbiamo farcene una ragione, ma il continuo tira e molla debilita! Non mi resta che darmi all’arte (sperando che la vena non si esaurisca!). Comunque la condivisione fa da tappeto ammortizzatore, grazie di 💛

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  3. Hai ragione Ada, dobbiamo farcene una ragione, io cerco di non focalizzarmi sul tira e molla, cerco di avere bene in mente quello che posso e lì mi sbizzarrisco.
    A proposito, domani ci sentiamo il pomeriggio? In mattinata tento di raggiungere le Fontane bianche, lì troverò gli Spaginati, gruppo di Pieve di Soligo, che leggeranno racconti e poesie per gli avventori. Anche in questo caso regole da seguire alla lettera.
    A domani.

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