Amarillys, uno spettacolo atteso pazientemente…

In spagnolo “aspettare” si dice “esperar”, perché in fondo aspettare è anche sperare. Così recita un messaggio giunto via Whatsapp, che corrisponde al buongiorno mattutino, interessante se fa riflettere. È quello che è successo, aspettando che il bulbo di Amarillys, messo a dimora a Novembre, desse i suoi frutti: tre magnifici fiori rossi, sbocciati ieri, una meraviglia! Sottolineo tre, che si considera numero perfetto (perché rinvia alla Trinità, se ricordo bene, ma anche per altri motivi). Dante, di cui ricorrono i 700 anni dalla morte, sul numero tre e i suoi multipli ha costruito tutta la Divina Commedia. Il rosso non è il mio colore preferito, ma in questo caso i petali sembrano velluto. Ma ritorno sul tema dell’attesa, che implica anche pazienza, alquanto invocata in questi quasi dodici mesi di pandemia. Mi auguro davvero che si possa recuperare un po’ di libertà di movimento, coniugata con molta attenzione, perché la strada da fare è ancora lunga e dissestata. Mi ispiro alla natura, che riesce a dare frutti meravigliosi insperati. Il bulbo di Amarillys mi ha fatto compagnia in studio, davanti al computer tra la lampada e la fotocopiatrice. Ne spiavo ogni giorno gli impercettibili cambiamenti, che si sono palesati negli ultimi venti giorni. Se potesse parlare, il fusto reggente le tre splendide corolle, potrebbe ampiamente raccontare i miei umori di scrittrice e di poetessa, descrivere il caos sulle due scrivanie, informare sui miei gusti musicali… eccetera. Da parte mia, quando sto con i gatti e i fiori, sono in ottima compagnia.

4 pensieri riguardo “Amarillys, uno spettacolo atteso pazientemente…”

  1. Ciao Ada, se l’exploit di corolle, velluto, colori è quello nella foto a lato è bellissimo. Io ancora non ho avuto di queste sorprese. Sabato scorso ho acquistato tre buste di semi: carote, cerfoglio e prezzemolo; ero intenzionata a zappare l’aiuola ieri, ma ho dovuto desistere perché terra troppo gelata, aspetterò ancora una decina di giorni.
    Quindi sono andata a prendere i crostoli.

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  2. Brava Martina, i crostoli ci stavano bene! Ho tenuto il bulbo al calduccio in studio e sono stata ricompensata (ma un altro, nello stesso posto è molto indietro), sai che la cucina non è il mio regno… ma in giardino ci sto volentieri. Quanto all’orto, delegherò; ho delle riserve dovute a incompetenza e forza fisica calante! Vedremo, ciao e buon pomeriggio!

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  3. Che bello, veder crescere una pianta che poi ti dà dei fiori così belli ………è sempre gratificante ,ah!!!! se non ci fosse la natura che ci riserva sempre delle belle sorprese che ci riempiono il cuore ,che vita sarebbe?

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    1. Già, Lucia, per fortuna possiamo consolarci con i fiori e i frutti… se abbiamo attenzione e cuore per l’ambiente! Chissà che la pandemia ci lasci maggior rispetto per l’ambiente e un nuovo modo di rapportarci con la grande casa madre… buon pomeriggio!

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