Un episodio riprovevole

Lia Tagliacozzo, figlia di due sopravvissuti alla Shoah, durante la presentazione online del suo libro “La generazione del deserto”, organizzata dall’Istoreto e dal centro studi ebraici di Torino è stata oggetto di minacce naziste. L’ho sentito per televisione e ho pensato che è vicino il 27 gennaio, Giorno della Memoria, per commemorare le vittime dell’Olocausto. Quando ero in servizio a scuola, qualche anno fa, tutte le classi dell’Istituto Comprensivo di Asolo erano coinvolte nelle rappresentazioni a teatro legate al tema ed erano momenti di autentico pathos. Di acchito ho pensato appropriata e puntuale l’uscita dell’opera della scrittrice, che ha come sottotitolo “Storie di famiglia, di giusti e di infami durante le persecuzioni razziali in Italia”. Non ho parole per quanto accaduto, che è stato denunciato sui social dalla figlia Sara, che scrive: “Sono Sara, sono ebrea, figlia di madre ebrea. Laica, anzi lontana dalla religione, anzi molto critica nei confronti dell’ebraismo… Vivo immersa nella coscienza della seconda generazione. Non mi sconvolge parlare dei miei morti. Ma quello che è successo oggi mi ha sconvolta”. Come darle torto? Dobbiamo essere arrabbiati e indignati per quanto accaduto. Mi rammarica non poterne parlare a scuola. Ma comprerò di sicuro il libro di Lia Tagliacozzo, LA GENERAZIONE DEL DESERTO, per solidarietà e per fare pubblicità al bene che dà fastidio al male.

8 pensieri riguardo “Un episodio riprovevole”

  1. Chi nega quanto é accaduto in quegli anni e peggio chi si augura che riaccada nuovamente é una persona ignobile, ignorante e cretina. Le persone che vedono ancora nelle dicerie del nazismo sono degli stolti, dei gran ignoranti: non solo smentiti dalla scienza che ha dimostrato che NON ESISTONO razze, ma pure dalla realtà e loro stessi ne sono un esempio lampante. Gente che non ha capito nulla della vita e dell’amore per il prossimo, capaci solo di sobillare rivolte inutili e insensate, di far del male a chi sta loro intorno e a denigrare tutti coloro che si danno da fare per migliorare il nostro povero mondo. L’unica cosa che posso dire di loro é che mi fanno pena, perché non sono neppure l’ultimo scalino della società… Manco alle fondamenta della scala arrivano. Non capiscono che tutto l’odio, il rancore (per cosa poi vai a saperlo…) e la cattiveria che covano dentro di loro non li porta a nulla, se non a star sempre piú male loro stessi.
    Per fortuna che ci sono persone che combattono tutto questo e che continuano a lottare per fare in modo che non si dimentichi mai cosa é accaduto ormai 80 anni fa, ma soprattutto coloro che combattono affinché non si ripeta nuovamente un disastro del genere. E per fortuna che ci sono moltissimi insegnanti come lei che aiutano i ragazzi a comprendere ciò che é stato e ricordare sempre e comunque che tutto ciò non si deve mai piú ripetere.

    Piace a 2 people

    1. Caro Manuel,nel tuo post hai espresso con tue parole anche il mio dissenso ,x questi fatti così ignobili!!!! Non ho parole per queste infamie rivolte a una persona che con il suo libro ,vuole testimoniare quel periodo alle nuove generazioni perché è giusto non dimenticare!!!!!!

      "Mi piace"

  2. Caro Manuel, fortuna che esistono ex alunni cresciuti bene come te! Del tuo accorato appello estrapolo la parola PIETA’, per le vittime e anche per le povere persone sotto dotate umanamente che non hanno imparato nulla dalla storia, che dovrebbe essere maestra di vita… Penso a Papa Bergoglio che auspica una vaccinazione contro la cattiveria: magari si potesse fare! Comunque è giusto indignarsi – e non girare la testa dall’altra parte – quando succedono fatti tanto incresciosi, per di più senza che gli autori ci mettano la faccia, copertine dall’anonimato: questa si chiama vigliaccheria! Mi auguro che il popolo sano del web li abbia già messi alla gogna e che la tua testimonianza abbia un grande seguito. Grazie e buon pomeriggio!

    Piace a 1 persona

    1. L’aspetto più grave dal punto di vista umano è che, purtroppo, il raid neonazista online ha raggiunto il suo scopo come dimostra la parte finale dell’intervista fatta alla scrittrice Lia Tagliacozzo , oggetto delle minacce.
      “Ha paura?”
      “Si, sono ebrea. E non fa bene frequentare una sinagoga presidiata dalle forze armate. Ma non bisogna fermarsi, è assolutamente vietato fare dei passi indietro sui temi del rispetto dei diritti sociali, civili e dell’immigrazione. Neanche dopo questo attacco.”
      Cos’altro aggiungere se non parole di solidarietà alla vittima della ignobile violenza verbale e ferma condanna dei meschini provocatori?

      Piace a 2 people

  3. Cara Ada, hai fatto bene a pubblicare questo post .Che sia di monito a quelle persone che ancora negano la Shoah…..e un complimento anche a te come insegnante per le tue lezioni a scuola su questo argomento.Ha dato buoni frutti !!! Vedi cosa ha scritto Manuel!!!! Bravo!!!

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: